Articolo a cura della Dott.ssa Agata Scarafilo

Abstract: L’entrata in scena di “pagoPA” obbliga le Scuole non solo al rispetto della norma che ha previsto l’utilizzo della piattaforma “unica” per la gestione degli incassi, ma anche l’obbligo di non pubblicare l’IBAN non solo sul proprio sito, ma su ogni mezzo di diffusione. Come la carta intestata su cui si producono comunicazioni ed atti delle istituzioni scolastiche. L’avviso apparso sul SIDI il 29/07/2022 non presenta, dunque, caratteri di novità. Solo un richiamo al rispetto della norma preesistente alla quale tutte le Scuole si sarebbero già dovute adeguare.  

Vietato pubblicare sul sito della scuola l’IBAN di accredito. Il divieto, ovviamente, si estende anche alla carta intestata e ad ogni modulistica che l’Istituzione scolastica produce. 

Il richiamo all’inibizione è apparso, il 29/07/2022, tra gli avvisi pubblicati sul SIDI. In realtà però il veto trova la sua genesi dalla data di pubblicazione delle Linee Guida (Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3.7.2018) dove veniva ravvisato il rispetto di una norma che non consentiva più l’esecuzione di operazioni extra Nodo.  

Il tutto per l’entrata in scena di “pagoPA”, un sistema nato in attuazione dell’art. 5 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) e dal D.L. 179/2012

Così,  ai sensi dell’art. 65, comma 2, del D.Lgs n. 217/2017 come modificato dal D.L. n. 162/2019 (Decreto Milleproroghe), le famiglie e il personale della scuola sono chiamati ad utilizzare unicamente la piattaforma pagoPA per erogare servizi di pagamento verso le Scuole. Pagamenti per viaggi d’istruzione, miglioramento offerta formativa, assicurazione, ecc.

Il divieto di pubblicare l’IBAN nasce dal fatto le scuole devono assolvere l’obbligo normativo utilizzando l’applicazione SIDI “Pago In Rete”. Rendendo disponibile il pagamento telematico dei contributi richiesti con il sistema pagoPa, senza la necessità di doversi occupare di gestire servizi specifici di interconnessione con i servizi del Nodo dei Pagamenti-SPC .

Così, in considerazione della centralità a livello nazionale del Sistema pagoPA, quale piattaforma unica per la gestione degli incassi, le scuole non possono assolutamente richiedere agli utenti pagamenti tramite bonifico che non siano integrati con il Sistema in parola. Infatti, al paragrafo 5 delle Linee Guida è precisato che: “per evitare che gli utenti possano eseguire dei bonifici non integrati con il Sistema pagoPA, è fatto divieto ai soggetti tenuti per legge all’adesione di pubblicare in qualsiasi modo l’IBAN di accredito”. 

Tale divieto non prevede eccezioni. Tuttavia, cosa accade se un genitore dovesse eseguire un bonifico extra pagoPA nonostante la scuola abbia creato l’evento attraverso la piattaforma dedicata?

La risposta la troviamo nelle faq pubblicate dallo stesso MIUR. Dove si evince che se un genitore, avendo in proprio memoria di tale IBAN, esegue un bonifico extra pagoPA. Tale pagamento andrà comunque gestito dalla scuola quale singola eccezione.

L’auspicio è che tali eccezioni siano sempre di numero inferiore nel tempo. Ciò per addivenire ad un pieno rispetto della legge da parte dei PSP (Prestatori di Servizi di Pagamento) e degli Enti Creditori.

Ricordiamo, inoltre, che a cominciare da marzo 2023 sarà obbligatorio per le Scuole inviare all’Agenzia delle Entrate, in attuazione dell’articolo 1 del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 10 agosto 2020, le comunicazioni delle spese scolastiche (anno d’imposta 2022). 

Sarà cura della scuola avvertire le famiglie dell’avvenuta adozione del sistema di invio delle spese all’Agenzia delle Entrate alla quale comunque si potrà esprimere l’opposizione o al momento della creazione del carrello attraverso la selezione del check accanto ad ogni avviso o successivamente al pagamento, presentando opposizione presso le scuole entro il 31 dicembre dell’anno di sostenimento della spesa o successivamente presso il sito dell’Agenzia delle Entrate. 

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