Il Ministero sta valutando la possibilità di un aumento di stipendio per gli insegnanti, ma la decisione spetta al Parlamento

Patrizio Bianchi non ha tralasciato nulla durante la sua ultima lunga intervista su Rai 3. Il Ministro dell’Istruzione ha affrontato, tra vari temi, un possibile aumento dello stipendio dei docenti.

Interrogato su tempi e modalità di questa rivalutazione della paga degli insegnanti, il Ministro precisa che “in fatto di stipendi dei docenti, sul bilancio corrente stiamo facendo un ragionamento”. Ma – conclude –  “sarà il Parlamento a dire la sua”.

In ogni caso, il Ministero – rassicura Bianchi – sta facendo tutto il possibile per garantire l’aumento stipendiale di almeno tre cifre auspicato dai docenti di tutta Italia. Apportare quindi un incremento di almeno 100 euro lordi sullo stipendio degli insegnanti.

La nuova Legge di Bilancio

Bisogna comunque attendere le specifiche contenute nella Legge di Bilancio, il cui iter parte il 9 novembre, per conoscere le cifre esatte del futuro incremento. Il budget a disposizione del comparto ammonta a 3,7 miliardi di euro. Tale cifra dovrebbe garantire un aumento stipendiale di circa 107 euro lordi.

Da questa cifra auspicabile di 107 euro va però detratta la parte relativa al fondo per pagare l’indennità di vacanza contrattuale – prevista inizialmente dall’articolo 47 bis del D.lgs. 165/01 – ovvero la copertura economica che costituisce l’anticipo sui benefici complessivi che verranno attribuiti nel momento dell’effettivo rinnovo contrattuale. Questa, dal primo luglio del 2019, ammonta allo 0,7% calcolato sulle sole voci stipendiali, e non sull’intera retribuzione. In totale, per il Bilancio corrente, si tratta di circa 500 milioni di euro.

La cifra prevista slitta quindi in basso, assestandosi a circa 90 euro che – compresi dell’elemento perequativo pari a 11 euro e 50 centesimi – costituiscono la base minima della trattativa.

Stipendio docenti, le proposte del Governo

Va però specificato che l’attuale compagine di governo guidata da Mario Draghi potrebbe spingersi oltre, riportando la cifra al di sopra dei 100 euro, come auspicato dal Ministero dell’Istruzione, che immagina un aumento minimo di 104 euro dello stipendio docenti.

Sono due le condizioni favorevoli alla realizzazione di questo incremento. In primis, la riforma dell’Irpef che, unita al taglio del cuneo fiscale, porterebbe a un fisiologico incremento degli stipendi. Secondo, potrebbe essere decisivo il fondo per la valorizzazione della professione docente, strumento pensato per premiare in sede contrattuale quegli insegnanti che non godono di stipendi commisurati al carico di lavoro e alla mansioni svolte.

Dello stesso avviso i sindacati. Marcello Pacifico dell’Anief, durante un’intervista per il sito Orizzonte Scuola, definisce la situazione “intollerabile”. A lui si aggiunge Pino Turi (Uil) che auspica criteri uniformati per la retribuzione dei docenti di ogni ordine e grado.

Intanto, nessuna novità per il personale ATA. Il comparto amministrativo tecnico e ausiliario attende ancora gli arretrati risalenti al 2020/21. Dopo l’ok della Corte dei Conti in merito all’assegnazione delle nuove risorse, questi pagamenti dovrebbero iniziare entro la fine di novembre.