Sorveglianza e testing nelle scuole

Un recente dossier della Camera specifica le modalità di gestione dei casi Covid nelle scuole, chiarendo compiti e responsabilità

Come già spiegato in questo articolo, il dossier della Camera sul Dl 1/2022 presentato nei giorni scorsi chiarisce le modalità di gestione dei casi Covid nelle scuole.

Nello specifico, rimarca le indicazioni già in vigore e illustra le novità introdotte dall’ultimo decreto. Tra queste, i compiti del Dirigente scolastico e quelli del Dipartimento di prevenzione. Sono chiarite, inoltre, le modalità entro cui attivare la sorveglianza sanitaria per i soggetti in ambito scolastico.

Sorveglianza con testing

La principale novità del decreto 1/2022 è rappresentata dal fatto che i contatti scolastici verranno sottoposti a sorveglianza con testing. Per contatti scolastici si intende quando gli studenti e il personale scolastico entrano in contatto con un positivo per almeno quattro ore.

Nel caso delle scuole primarie e secondarie di primo grado, il dossier chiarisce inoltre che le tempistiche per l’effettuazione dei test diagnostici sono predisposte dal Dipartimento di Prevenzione (DdP). Quest’ultimo comunica al Dirigente scolastico le date in cui i contatti scolastici dovranno recarsi presso le Asp per sottoporsi a tampone. Nelle scuole superiori è previsto che siano direttamente gli studenti a segnalare eventuali sintomi, ciò comporta un’auto-sorveglianza.

Se il test risulta negativo, i soggetti possono rientrare a scuola. Se invece è positivo, non possono rientrare e devono informare loro stessi il DdP, che informa tempestivamente il Dirigente scolastico o suo referente. Allo stesso modo, quest’ultimi saranno informati – per i casi positivi occorsi tra gli studenti delle primarie e gli operatori scolastici – secondo le procedure adottate dai rispettivi Dipartimenti.

Rientro a scuola

Per quanto riguarda il rientro nelle strutture, è previsto che la responsabilità di queste disposizioni sia di competenza delle autorità sanitarie. Nello specifico, si sottolinea che il rientro a scuola dei soggetti sottoposti a sorveglianza con testing può avvenire solo rispettando alcuni criteri di salute pubblica. Ovvero, solo se questi “sono in possesso di attestazione rilasciata dai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica in merito all’effettuazione del tampone e all’avvenuto rilascio del relativo risultato ovvero in seguito ad una comunicazione da parte del DdP”.