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Smart working semplificato tramite procedura strutturale. Le nuove norme da settembre 2022

Smart working semplificato tramite procedura strutturale. Le nuove norme da settembre 2022

Articolo di Sara Barone

Tra le misure maggiormente adottate per far fronte all’emergenza Covid, rientra a pieno titolo l’organizzazione delle misure di adozione dello smart working e lavoro agile, che hanno garantito lo svolgimento dell’attività professionale anche per categorie fragili, nonché rimedio utile anche per diminuire gli assembramenti nei luoghi pubblici e privati.

Tra le precedute attivate, quindi, ricordiamo che le categorie di lavoratori fragili, così come per i genitori di bambini fino ai 12 anni di età e i caregiver, hanno avuto diritto di priorità allo sfruttamento del lavoro agile e da casa.

Il diritto allo smart working semplificato, così come scritto nel DL Aiuti, è scaduto lo scorso 31 luglio. Grande attesa era dunque stata riposta nella sua proroga anche per i mesi in corso. Fino a fine agosto, però, l’unico a essere rimasto invariato è il settore privato, che può prevedere ancora procedure di lavoro agile senza accordo individuale, con la differenza che però non vi è più diritto di legge, per cui anche lavoratori fragili e a rischio devono tornare sul luogo di lavoro se richiesto dal proprio dirigente.

Mancata la proroga, cosa succederà allo smart working da settembre?

A partire dal 1° del mese, infatti, al rientro dalle ferie, il DL Aiuti bis non ha previsto il proseguimento delle procedure di cui sopra, giacché, a quanto pare, l’adozione di tali misure avrebbe previsto un dispendio economico maggiore da parte del nostro Paese che non era possibile sostenere ulteriormente.

Tornerà così in vigore la legge 81/2017, per la quale, se fino al 31 agosto bastava una semplice comunicazione al Ministero per il lavoro agile, da settembre vi sarà necessità di un accordo interpersonale, messo nero su bianco, tra datore di lavoro e personale, con la confermata definizione di regole e orari da seguire.

Resta però approvata la modifica che rende, invece, lo Smart working semplificato e strutturale, con la possibilità di farlo partire semplicemente inviando comunicazione al Ministero con i nominativi dei lavoratori e data di inizio e fine della loro attività in tale modalità agile.

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