Articolo a cura della D.S.G.A. Agata Scarafilo

La riforma della disciplina dei contratti pubblici è in fase di attuazione

Seguiremo le varie tappe per capire come le Scuole, in ragione dell’autonomia negoziale e contabile, nonché in ragione della relativa iscrizione nell’AUSA-ANAC come autonome Stazioni Appaltanti, saranno direttamente o indirettamente coinvolte, al momento dell’entrata in vigore della riforma della disciplina dei contratti pubblici.

Intanto, a completamento della prima fase, nei giorni scorsi l’ANAC ha approvato Linee guida. Queste recano: “Attuazione – anche a fasi progressive – del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza. Da porre alla base del nuovo sistema di qualificazione, che sarà reso operativo al momento della entrata in vigore della riforma della disciplina dei contratti pubblici”. 

L’iter e l’avvio della riforma

Dunque l’iter, anche da parte dell’ANAC, è in corso.
Esso terminerà il 30 settembre 2022, con il testo finale delle linee guida e individuazione del numero delle stazioni appaltanti potenzialmente qualificate. 

Ovviamente, l’avvio della riforma avverrà dopo l’approvazione dei decreti legislativi previsti dal disegno di legge delega di riforma del Codice dei contratti pubblici. Quasi sicuramente, in quella fase capiremo altresì come dovranno tecnicamente muoversi le scuole.

A tale riguardo chiariamo che, ai sensi dell’articolo 37, comma 1, del Codice, nonché dell’articolo 51, comma 1, lettera a) n. 2 del decreto legge n. 77/2021, la qualificazione sarà necessaria per tutte le acquisizioni di importo pari o superiore a 150.000 euro per i lavori, mentre al 139.000 per i servizi e forniture. 

Se ne deduce che, in base all’art. 37 comma 3 del Codice, le amministrazioni pubbliche (quali sono anche le scuole ai sensi dell’art. 1, comma 2 del D.Lgs 165/2001), non in possesso della necessaria qualificazione di cui all’art. 38, potranno aggiudicare gli appalti di lavori, servizi e forniture, esclusivamente mediante centrali di committenza.
Sarà possibile farlo anche aggregandosi con altre stazioni appaltanti qualificate.

L’obiettivo è quello ridurre l’attuale numero di stazioni appaltanti. Inducendo le amministrazioni a valutare strategie di concentrazione dell’attività di committenza all’interno di un’unica articolazione professionalmente adeguata, nella quale investire in termini di formazione e specializzazione del personale.

Il Codice (D. Lgs 50/2016), a livello nazionale, disciplina le aggregazioni e la centralizzazione delle committenze (art. 37), nonché la qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza (art. 38).

Sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza

Per qualificazione delle stazioni appaltanti, si intende quelle strutture appositamente create al fine di aggiudicare appalti, ma anche di stipulare ed eseguire i relativi contratti, per conto di pubbliche amministrazioni (come previsto dal comma 7 dell’art. 37, D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 – Codice dei contratti pubblici, in base al quale si distingue tra un modello accentratore, uno mediano, uno strumentale).

Per centrali di committenza, si intendono quelle strutture interne alle amministrazioni che, in presenza di determinati requisiti, hanno la funzione di concludere e gestire gli appalti pubblici, per conto dell’ente o amministrazione di appartenenza.

In ambo i casi, si rende necessario un sistema che, definendo specifici presupposti di ordine quantitativo e qualitativo, garantisca che la struttura sia in possesso di un’adeguata professionalizzazione per l’esercizio di una siffatta funzione. 

Come già evidenziato, le linee guida ribadiscono che, nel caso in cui le stazioni appaltanti non siano in possesso della qualificazione alla luce dei predetti requisiti, le medesime potranno procedere all’acquisizione di forniture, servizi e lavori. Ciò sarà possibile ricorrendo a una centrale di committenza qualificata.

Tuttavia, anche qualora fossero in possesso della predetta qualificazione, le stazioni appaltante potranno sempre decidere di ricorrere a una centrale di committenza per svolgere una procedura di appalto.

La disciplina della qualificazione è stata richiamata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza-PNRR. Nell’ambito della Milestone M1C1 – 71 (sub. IV),  in ragione del fatto che dall’entrata in vigore del codice non è stata data un’effettiva attuazione del sistema di qualificazione, basandosi fino ad oggi sulla mera iscrizione delle stazioni appaltanti all’Anagrafe-AUSA.
Senza la dimostrazione, quindi, del possesso di specifici requisiti.

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