Scuola, il sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso: “I docenti scelgano per vocazione e non per ripiego”.

Scuola. Il sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso interviene sulla vicenda che ha visto un gruppo di insegnanti deridere in chat un alunno autistico. É avvenuto in una scuola romana.

“Incontrerò personalmente la mamma del bambino con disturbo dello spettro autistico che sarebbe stato deriso in chat da alcuni insegnanti di una scuola di Roma. Ho già avuto con lei un intenso colloquio telefonico, durante il quale le ho manifestato la mia solidarietà e la vicinanza delle Istituzioni. La donna è ancora molto scossa da quanto accaduto e restìa a far tornare il bambino a scuola”. Scrive su Facebook Sasso.

“Tutto ciò è comprensibile ma Luca (nome di fantasia) ha bisogno di stare fra i suoi compagni di classe e ogni giorno senza didattica rischia di farlo regredire nel suo delicato percorso formativo”, continua il sottosegretario.

“Ho altresì chiesto all’Ufficio scolastico regionale del Lazio di acquisire tutte le informazioni necessarie a capire la dinamica dei fatti e ad accertare eventuali responsabilità. Il quadro emerso finora è sicuramente desolante sotto diversi profili e anche solo la violazione di norme deontologiche basterebbe a far scattare delle sanzioni. Le cronache, purtroppo, si stanno riempiendo di episodi simili: non possiamo e non dobbiamo restare a guardare”.

“L’inclusione, la solidarietà e l’accoglienza vanno praticate nella quotidianità: la presenza nei nostri istituti di insegnanti senza alcuna attitudine per svolgere una professione tanto delicata non è ammissibile. Evidentemente, bisogna rivedere i meccanismi di valutazione e selezione di chi aspira a ricoprire il ruolo di docente di inclusione e sostegno, e non solo”. Prosegue.

 “C’è bisogno di persone realmente motivate, che intraprendano questa strada per vocazione e non come ripiego. Lo dobbiamo ai nostri ragazzi e ai loro genitori e agli stessi docenti” conclude.