Scuola, diminuiscono i fondi stanziati dal governo per il futuro. Il DEF per il periodo 2022/25 passa dal 4% al 3.5%.

Brutte notizie per la scuola. Sono lontane le politiche di ripresa che mettevano l’istruzione al centro del dibattito e anche in questo caso diminuiscono i fondi stanziati per la scuola.

Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola ha dichiarato: “Come si farà ad attivare le transizioni ecologiche, tecnologiche e digitali con risorse che cambiano importi e destinazione? La musica è sempre la stessa, scritta sullo spartito del neoliberismo che pensavamo, a torto, avesse mostrato tutti i suoi limiti dopo la pandemia e la guerra”.

“Nel documento di economia e finanza (DEF) varato ieri dal Governo Draghi alla scuola resta la certezza della proroga per l’intero anno scolastico dell’organico Covid ma non si guarda oltre. Come dire, è passata l’emergenza – osserva Turi e si torna alla situazione precedente, tagli di spesa e classi affollate. Nessuna attenzione alle criticità evidenziate nel corso di questi ultimi mesi che hanno, peraltro, determinato due scioperi a dicembre, di categoria, e confederale. È evidente che ci sarà bisogno di far sentire di nuovo la voce dei lavoratori della scuola Superata l’emergenza, non si può tornare indietro, al passato.”

“Restano misure urgenti da prendere a partire dai finanziamenti destinati al rinnovo di un contratto di lavoro scaduto da più di tre anni. Quelli previsti, al momento, infatti, vanno a coprire a mala pena l’inflazione e il potere di acquisto della retribuzione già basso sia rispetto al settore pubblico interno che quello all’estero”, conclude il segretario generale.