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Scuola, casi Covid: in arrivo il nuovo Vademecum

I sindacati e le associazioni di categoria chiedono al Ministero di cambiare le procedure per il contrasto alla pandemia nel mondo della scuola

Da un comunicato diramato dal sindacato FLC CGIL, si apprende che il Ministero dell’Istruzione si impegnerà a predisporre un nuovo piano di interventi normativi a supporto della scuola. Al fine di contrastare l’emergenza Covid.

Il Ministero ha preso atto delle criticità mostrate delle procedure di gestione dei casi Covid finora implementate nelle scuole. Il riferimento va alla difficoltà di tracciare i contagi in modo tempestivo (i cosiddetti “T0” e “T5”). Così come spiegato già alcune settimane fa in questo articolo.

In arrivo un nuovo intervento di semplificazione delle procedure dopo la riunione tra il Ministero e i sindacati di categoria: un Vademecum a supporto delle scuole che razionalizzerà la mole di note, circolari e direttive varie finora prodotte. Tema centrale sarà la riorganizzazione delle procedure anti Covid e di gestione dell’emergenza pandemica per la scuola.

Durante il tavolo tecnico dello scorso 24 gennaio si è inoltre discusso della volontà di rivalutare le modalità di conteggio dei positivi. Nonché della catena di nuove responsabilità per il personale scolastico.

I dati divergenti

Come segnalato dal sito tecnicadellascuola.it, i dati diramati nei giorni scorsi dal Ministero dell’Istruzione sul numero dei vaccinati e degli esenti nelle scuole “non sembrano del tutto affidabili”.

I dati diffusi dal Ministero affermano che il 100% del personale scolastico si sarebbe sottoposto alla prima dose. In realtà, al netto dei soggetti fragili esenti dal vaccino e del personale ancora non vaccinato, la stima del Ministero risulta inverosimile.

L’incongruenza è stata notata anche da FLC CGIL. Nel comunicato sottolinea come “dai dati emerge che il 100% del personale si è sottoposto alla prima dose, mentre già sappiamo che esiste una percentuale di fragili e/o non vaccinabili e di personale sospeso”. Per cui, continua “si conferma una lettura divergente rispetto a quella offerta dal Ministero”.

Lo stesso comunicato si conclude rimarcando la necessità di rivedere alcune procedure: “a causa dell’insufficienza dei dati per una compiuta rilevazione della situazione delle scuole.” […] “Risultano fuori computo ben il 20% delle scuole, il che rende parziale il risultato complessivo. Per cui si conferma una lettura divergente rispetto a quella offerta dal Ministero.”


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