Venerdì 10 dicembre nuovo sciopero del comparto scuola, ovvero personale docente, ATA ed educativo

Numerosi i sindacati che hanno aderito allo sciopero del personale scolastico. Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Anief, Confsal, Federazione Gilda Unams, AND, Cub Sur, Sisa e Cobas.

Tra le motivazioni della protesta c’è lo schema della Legge di Bilancio 2022. Dalla Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanze 2021, che secondo i sindacati

disattendono totalmente il ‘Patto per la Scuola al centro del Paese’, sottoscritto lo scorso maggio dal ministro Bianchi e dai sindacati, relativo alla necessità di adottare interventi urgenti, strutturali e organici per rilanciare il sistema nazionale di istruzione”. Come si legge sul sito di Anief.

I motivi dello sciopero del personale scolastico

33 miliardi di Legge di Bilancio, ma solo lo 0,6% viene destinato per riconoscere la professionalità docente. Un fondo, però, secondo i sindacati, destinato a pochi. 87 euro, invece, è la previsione di aumento del nuovo contratto: decisamente troppi pochi. 350 euro, poi, è la differenza attuale tra la pubblica amministrazione e il personale scolastico.

Si sciopera anche per l’obbligo di possesso ed esibizione del Green Pass. Nonché per l’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico a partire dal 15 dicembre. In particolare, si contesta la conseguente sospensione dal servizio e della retribuzione per il personale che non lo osservi.

Dalla Flc Cgil vi è inoltre la richiesta di riconoscere l’importanza del ruolo della scuola e di non considerarla “una spesa da contenere”, come si legge sul loro sito. Si richiede anche di non tagliare ulteriormente i fondi, evidenziando come “proprio in questa legge di bilancio, le risorse dedicate alla scuola sono risibili sia in termini assoluti, che in termini relativi, cioè rispetto ad altri settori anche pubblici”.

Tra le motivazioni dello sciopero, c’è anche la mancata trasformazione dell’organico aggiuntivo Covid-19 del personale docente e ATA in organico di diritto: il mancato rifinanziamento dell’organico Covid-19 potrebbe provocare l’interruzione dei contratti per il personale ATA in data 30 dicembre 2021.

300 milioni sono stati trovati per gli insegnanti, ma zero risorse, invece, per il personale Ata. Le misure che si chiedono immediatamente sono cinque: concorso DSGA facenti funzioni, riduzione del numero di alunni per classe, abolizione dei vincoli sui trasferimenti del personale, fine delle incursioni legislative in materia di contratto, snellimento delle procedure e meno burocrazie.