Le principali novità apportate dalla L n. 215/2021 sul D. Lgs. 81/2008 Testo Unico per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riguardo all’ambito scolastico

La L 215 del 17 dicembre 2021 pubblicata nella G.U. n. 301 del 20/12/2021 ha convertito in legge il D.L. 21/10/2021, n. 146 che recava misure urgenti in materia di fisco e lavoro con particolare impatto sul D. Lgs. 81/2008 Testo unico per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

In sede di conversione la L 215 è intervenuta modificando molti articoli del D. Lgs. 81/2008 con l’obiettivo di innalzare il livello delle tutele sostanziali di prevenzione.

La legge si occupa soprattutto di rendere più stringenti i provvedimenti legati al contrasto del lavoro irregolare. Ribadendo la pienezza dei poteri ispettivi in materia di salute e sicurezza sul lavoro in capo all’Ispettorato Nazionale del Lavoro e all’ASL.

La Legge 215 interviene con importanti modifiche anche su materie che interessano direttamente la scuola: Soprattutto per quanto riguarda competenze e responsabilità dei Dirigenti Scolastici, in qualità di datori di lavoro e dei preposti alla sicurezza.

In particolare la nuova norma ha modificato gli articoli 18 e 19 del D.Lgs 81/2008. Ha specificato meglio le funzioni attribuite al datore di lavoro e al preposto che ora assume un ruolo delicato e centrale a fianco del Dirigente.

Il Dirigente scolastico (art. 18 L 2015 Obblighi del datore di lavoro e del Dirigente) su salute e sicurezza

Il Datore di Lavoro in materia di Salute e Sicurezza è normativamente colui sul quale ricadono tutti gli obblighi di attuazione del D.Lgs. 81/08, Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro. Si tratta della figura apicale per eccellenza e che, in quanto tale, detiene tutti i poteri decisionali e di spesa necessari a tutelare la Salute e la Sicurezza dei Lavoratori impiegati nel proprio ambito di competenza.

Il Datore di Lavoro ha obblighi di conformità dei luoghi, delle attrezzature e di quanto attiene alla prevenzione e protezione dell’operatività e della quotidianità delle persone sul luogo di lavoro. Questa si attua sia con l’attenzione per la Sicurezza intrinseca dei luoghi e delle cose. Sia della persona coinvolta con la chiara identificazione delle responsabilità e la consapevolezza dei comportamenti, e la formazione relativa al proprio ruolo.

La nuova norma può sostenere i Dirigenti scolastici in questo loro pesante compito esentandoli da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale. Qualora abbiamo tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione necessari per ottenere la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati.

I Dirigenti Scolastici adottano i provvedimenti gestionali di propria competenza con le risorse disponibili e assegnate.

Con la valutazione di un pericolo grave e imminente i Dirigenti Scolastici possono vietare l’utilizzo di alcuni locali. Anche di tutto l’edificio scolastico e disporre l’evacuazione.

Dovranno darne tempestiva comunicazione all’Amministrazione tenuta a fornire locali e manutenzione in base alla norma vigente. I Comuni sono proprietari e provvedono alla manutenzione degli edifici delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Le Provincie delle scuole secondarie di secondo grado.

Va precisato che la valutazione dei rischi ricade nella competenza dell’amministrazione tenuta alla fornitura e alla manutenzione degli edifici e che il DVR (Documento di valutazione dei reschi) andrà redatto congiuntamente al dirigente dell’istituzione scolastica.

Infine, sia l’installazione degli impianti (e la loro verifica periodica) che gli interventi strutturali di aree e spazi degli edifici non assegnati alle istituzioni scolastiche sono a carico dell’amministrazione. Tenuta altresì alla loro manutenzione.

Il Preposto (Art. 19 Obblighi del Preposto) su salute e sicurezza

Il preposto, nella L 215/2021, assume maggiore rilevanza e a lui vengono aumentati responsabilità e poteri.

Il preposto è figura fondamentale nell’organigramma della sicurezza. Deve monitorare l’attività dei lavoratori e assicurare che gli stessi rispettino le direttive impartite dal datore di lavoro.

Pertanto il preposto alla sicurezza ha l’obbligo di:

  • segnalare eventuali anomalie, lacune, malfunzionamenti, manomissioni e inosservanze da parte del lavoratore ed eventuali condizioni di pericolo;
  • verificare l’accesso alle zone pericolose da parte del personale autorizzato;
  • gestire le emergenze;
  • interrompere temporaneamente l’attività dei lavoratori se riscontra una carenza di mezzi e attrezzature. Oppure se non vengono attuate le indicazioni impartite in materia di salute e sicurezza. Così come individuate dal datore di lavoro e dai dirigenti.

In relazione all’importanza di questa figura la norma ha esplicitato che il preposto deve sempre essere individuato all’interno di una organizzazione. Anche nei confronti di un eventuale committente (attività in appalto). Tale importante atto precedentemente non aveva assunto il carattere di obbligatorietà.

L’importanza centrale conferita dalla Legge a tale figura è ulteriormente rafforzata anche dalla previsione per cui anche in caso di appalto e subappalto i datori di lavoro (appaltatori e subappaltatori) hanno l’obbligo di indicare espressamente al committente il/i nominativo/i del soggetto/i individuato/i per svolgere le funzioni di preposto.

La rilevanza di tale obbligo di designazione è confermata dalla circostanza che l’inosservanza è penalmente sanzionata con la pena alternativa dell’arresto da due a quattro mesi o dell’ammenda da 1.500 a 6.000 euro.

La designazione del preposto deve obbligatoriamente essere fatta dal datore di lavoro o dirigente.

Per la designazione è obbligatorio un atto scritto con formale nomina in cui siano esplicitati compiti e poteri.

Tra le norme più importanti della L 215/2021, collegate a questa figura, c’è anche il diritto a:

  • ricevere un emolumento per la funzione stabilito nei contratti;
  •  non subire alcun pregiudizio a causa dello svolgimento dell’attività.

Tale misura di tutela è rafforzata dalla previsione di una sanzione penale ai trasgressori. Questa va dall’arresto da due a quattro mesi o a una ammenda da 1.500 a 6.000 euro.

Qualora il preposto rilevi comportamenti non conformi in merito alle istruzioni impartite dal datore di lavoro e dai dirigenti rispetto alle misure, ai dispositivi e agli strumenti di protezione collettiva e individuale, lo stesso preposto è obbligato a intervenire per modificare il comportamento non conforme. Provvedendo a fornire le necessarie indicazioni di sicurezza.

Se le disposizioni impartite dal preposto non vengono attuate e persiste l’inosservanza rilevata, il preposto deve interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori diretti.

Per tale specifica funzione obbligatoria del preposto il D.L. n. 146/2021 convertito prevede l’applicazione della pena dell’arresto fino a due mesi o dell’ammenda da 491,40 a 1.474,21 euro.

Il preposto a scuola

La scuola è un luogo di lavoro atipico. Dove alcuni lavoratori (insegnanti, personale ATA e Dirigente Scolastico) devono aver cura della sicurezza di un elevato numero di persone. Studenti e tutto il personale esterno momentaneamente presente nell’edificio (fornitori, rappresentanti delle famiglie, istituzioni, esperti esterni, ecc.).

Il Dirigente Scolastico in genere nomina un “preposto alla sicurezza” per ogni plesso o edificio facente parte dell’Istituto. Questo perchè non potrebbe essere sempre fisicamente presente ed occuparsi delle attività quotidiane. Di solito questa figura viene individuate nel fiduciario di plesso negli Istituti Comprensivi, o collaboratore del Dirigente negli altri Istituti. In quanto gli stessi sono già delegati allo svolgimento di compiti connessi alla gestione operativa e alla risoluzione di piccole problematiche nell’edificio di appartenenza.

Nella scuola, però, possono essere presenti ulteriori tipologie di preposti. In particolare è da considerarsi come “preposto alla sicurezza” ogni lavoratore che svolga un compito operativo di controllo e coordinamento.

Infatti è opportuno elencare le figure professionali che all’interno di un Istituto ricoprono di fatto il ruolo di preposti. É necessario che vengano nominate formalmente dal Dirigente Scolastico e debitamente formate:

  • Il Dsga (direttore dei servizi generali ed amministrativi). Che sovrintende e coordina il lavoro negli uffici amministrativi effettuato dagli assistenti amministrativi e nei servizi generali dai collaboratori scolastici. Conformemente a quanto predisposto dal Documento di Valutazione dei Rischi
  • i collaboratori del Dirigente Scolastico. Che verificano l’attività didattica e vigilano sul corretto svolgimento delle varie attività nei vari plessi ed edifici di cui si compone l’unità scolastica autonoma
  • i Responsabili dei laboratori e delle palestre. Che svolgono la sorveglianza dell’attività didattica degli studenti che frequentano i laboratori e la palestra. Addestrandoli all’uso degli strumenti e attrezzi ivi ubicati

I compiti generali di un preposto appositamente nominato possono essere riassunti come segue:

  • vigilare affinché le disposizioni della scuola in materia di salute e sicurezza sul lavoro vengano rispettate. In caso di inadempienza informare immediatamente il Dirigente Scolastico
  • in situazioni di emergenza coordinare gli insegnati e gli studenti, affinché abbandonino le pertinenze scolastiche o si allontanino immediatamente dalle zone pericolose
  • segnalare al Dirigente Scolastico e al Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione ogni situazione di pericolo di cui si venga a conoscenza. Sulla base della formazione ricevuta
  • frequentare i corsi di aggiornamento e formazione previsti dalla legge vigente.

Formazione e aggiornamento

La L 215/2021 è intervenuta anche sulla formazione e sull’addestramento obbligatorio del preposto.

L’addestramento consiste nella prova pratica, nel caso dell’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale oltreché nella esercitazione applicata nel caso delle procedure di lavoro in sicurezza, prevedendo altresì l’obbligo di tracciare in apposito registro anche informatizzato tutti gli interventi di addestramento effettuati (nuovo art. 37, comma 5, d.lgs. n. 81/2008).

Inoltre, si prevede che per assicurare l’adeguatezza e la specificità della formazione nonché l’aggiornamento periodico dei preposti, le relative attività formative devono essere svolte interamente con modalità in presenza e ripetute con cadenza almeno biennale e comunque ogni qualvolta ciò si renda necessario in ragione dell’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi (nuovo art. 37, comma 7-ter, d.lgs. n. 81/2008). La pena a carico di chi ometta tale adempimento prevede l’arresto da due a quattro mesi o l’ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro).

Infine, le norme modificano i commi 2 e 7 dello stesso art. 37 del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro e prevedono che entro il 30 giugno 2022 la Conferenza permanente Stato-Regioni adotti un Accordo nel quale si modificano gli Accordi attuativi del D.lgs. n. 81/2008 in materia di formazione, stabilendo la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro; nonché le modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di quelle delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa.

Con la stessa procedura si dovrà procedere a definire le modalità per far sì che anche il datore di lavoro, oltreché i dirigenti e i preposti, ricevano un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro.

Pertanto tutte le novità introdotte sono sospese fino al 30/6/2022 data entro la quale entrerà in vigore il nuovo accordo Stato-Regioni in cui dovranno essere chiariti i seguenti aspetti:

  • la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro;
  • le modalità di verifica finale di apprendimento al termine dei percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • modalità di verifica sull’efficacia della formazione durante la svolgimento dell’attività lavorativa.

Conclusioni

La salute e sicurezza sono elementi di massima importanza sia nel  mondo del lavoro che nel mondo della scuola. La norma ha aumentato le responsabilità di alcune figure centrali come il preposto che ora ha grande dignità nell’organigramma della sicurezza, si prevedono un compenso adeguato e una formazione dove anche l’attività pratica avrà il suo peso.

Con la speranza che queste nuove norme eliminino gli incidenti sul lavoro che in questi ultimi mesi hanno toccato anche il mondo della scuola.

Articolo 18 – Obblighi del datore di lavoro e del dirigente

1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:

a) nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente decreto legislativo;

b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza;

b-bis) individuare il preposto o i preposti per l’effettuazione delle attività di vigilanza di cui all’articolo 19. I contratti e gli accordi collettivi di lavoro possono stabilire l’emolumento spettante al preposto per lo svolgimento delle attività di cui al precedente periodo. Il preposto non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività;

c) nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;

d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale; sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente;

[…]

z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione;

[…]
3. Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del presente decreto legislativo, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a Pubbliche Amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le Istituzioni Scolastiche ed educative, restano a carico dell’amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tale caso gli obblighi previsti dal presente Decreto Legislativo, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei Dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento all’amministrazione competente o al soggetto che ne ha l’obbligo giuridico.

3.1 I Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche sono esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione di cui al comma 3, necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati, adottando le misure di carattere gestionale di propria competenza nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente. In ogni caso gli interventi relativi all’installazione degli impianti e alla loro verifica periodica e gli interventi strutturali e di manutenzione riferiti ad aree e spazi degli edifici non assegnati alle Istituzioni Scolastiche nonché ai vani e locali tecnici e ai tetti e sottotetti delle sedi delle Istituzioni Scolastiche restano a carico dell’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione.

Qualora i Dirigenti, sulla base della valutazione svolta, con la diligenza del buon padre di famiglia, rilevino la sussistenza di un pericolo grave e immediato, possono interdire parzialmente o totalmente l’utilizzo dei locali e degli edifici assegnati, nonché ordinarne l’evacuazione, dandone tempestiva comunicazione all’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione, nonché alla competente autorità di pubblica sicurezza. Nei casi di cui al periodo precedente non si applicano gli articoli 331, 340 e 658 del codice penale.

3.2. Per le sedi delle Istituzioni Scolastiche, la valutazione dei rischi strutturali degli edifici e l’individuazione delle misure necessarie a prevenirli sono di esclusiva competenza dell’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione. II documento di valutazione di cui al comma 2 è redatto dal datore di lavoro congiuntamente all’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione. II Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, con proprio decreto da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, stabilisce le modalità di valutazione congiunta dei rischi connessi agli edifici scolastici.

3-bis. Il datore di lavoro e i dirigenti sono tenuti altresì a vigilare in ordine all’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 19, 20, 22, 23, 24 e 25, ferma restando l’esclusiva responsabilità dei soggetti obbligati ai sensi dei medesimi articoli qualora la mancata attuazione dei predetti obblighi sia addebitabile unicamente agli stessi e non sia riscontrabile un difetto di vigilanza del datore di lavoro e dei dirigenti”.

Articolo 19 – Obblighi del preposto

1. In riferimento alle attività indicate all’articolo 3, i preposti, secondo le loro attribuzioni e competenze, devono:

a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di rilevazione di non conformità comportamentali in ordine alle disposizioni e istruzioni impartite dal datore di lavoro e dirigenti ai fini della protezione collettiva e individuale, intervenire per modificare il comportamento non conforme fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza. In caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza della inosservanza, interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori diretti.

b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;

c) richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;

d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere materia di protezione;

e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato;

f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta;

f-bis) in caso di rilevazione di deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e di ogni condizione di pericolo rilevata durante la vigilanza, se necessario, interrompere temporaneamente l’attività e, comunque, segnalare tempestivamente al datore di lavoro e al dirigente le non conformità rilevate;

g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37″.

Articolo 37 – Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti

1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:

a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;

b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.

2. La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui al comma i sono definiti mediante Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. Entro il 30 giugno 2022 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano adotta un Accordo nel quale provvede all’accorpamento, rivisitazione e modifica degli Accordi attuativi del presente decreto legislativo in materia di formazione in modo da garantire:

a) l’individuazione della durata, dei contenuti minimi e delle modalità della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro; b) l’individuazione delle modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di quelle delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa.

[…]

7. II datore di lavoro, i dirigenti e i preposti ricevono un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro, secondo quanto previsto dall’Accordo di cui all’articolo 37, comma 2, secondo periodo.

7-bis. La formazione di cui al comma 7 può essere effettuata anche presso gli organismi paritetici di cui all’articolo 51 o le scuole edili, ove esistenti, o presso le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori.

7-ter. Per assicurare l’adeguatezza e la specificità della formazione nonché l’aggiornamento periodico dei preposti ai sensi del comma 7, le relative attività formative devono essere svolte interamente con modalità in presenza e devono essere ripetute, con cadenza almeno biennale e comunque ogni qualvolta ciò sia reso necessario in ragione dell’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi.

8. I soggetti di cui all’articolo 21, comma 1, possono avvalersi dei percorsi formativi appositamente definiti, tramite l’Accordo di cui al comma 2, in sede

di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

9.1 lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell’emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’interno in data 1o marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell’articolo 13 del Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626.

10. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi”.

di Paola Perlini