Articolo a cura della Dott.ssa Paola Perlini

Il nuovo testo del decreto Riforma PNRR è stato pubblicato in Gazzetta il 30 aprile scorso, prodotto in Aula dalle Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Istruzione pubblica, beni culturali del Senato.
Esso prevede diversi tagli a provvedimenti precedentemente rivolti al personale della scuola.

La Carta del Docente subirà tagli già a partire dal 2024.
Le decurtazioni saranno di 19 milioni per il 2024 e 50 milioni (l’equivalente di 100000 importi in meno) a partire dal 2025.

Risultano confermati anche i tagli che erano previsti alla Card a partire dal 2028.

Quanto ai tagli agli organici, per istituire il fondo dell’incentivo alla formazione si provvede mediante adeguamento dell’organico dell’autonomia all’andamento demografico. Tenuto conto dei flussi migratori, a partire dall’anno scolastico 2026/2027 e sino all’anno scolastico 2031/2032.

Dunque una contrazione dell’organico in relazione al presunto calo del numero degli studenti.

Sarebbe stato importante, invece, adeguare gli organici in positivo con classi più piccole e sicure.

Altra novità del testo Riforma PNRR è la previsione di un elemento retributivo una tantum di carattere accessorio.

Questo viene stabilito dalla contrattazione collettiva nazionale. Al superamento del percorso formativo e in caso di valutazione individuale positiva, non inferiore al 10 per cento e non superiore al 20 per cento del trattamento stipendiale in godimento.

Non risulta alcuna soluzione invece per le 200 mila cattedre scoperte che richiedono, come sempre ribadito da Anief, la riattivazione del doppio canale di reclutamento.

Il percorso per l’accesso al ruolo è ancora inutilmente complesso e accidentato.

Le note positive, presenti nella Riforma PNRR nelle proposte di modifica sono le seguenti:

  • Validità del 24 CFU nei percorsi di formazione iniziale;
  • Modalità di partecipazione alle iniziative di formazione decise nell’ambito della contrattazione collettiva (ma nelle more della definizione del nuovo contratto sarà il comitato di valutazione a decidere);
  • Accesso per i primi tre cicli ai percorsi di formazione dei supplenti presso scuola statale, ovvero scuole paritarie e percorsi di formazione professionale. Nel limite però della riserva dei posti che sarà indicata;
  • Inserimento degli idonei nelle procedure di reclutamento;
  • Incentivo ai docenti che prestano servizio in zone con valori critici degli indici dello status sociale, economico e culturale e di dispersione scolastica.

Tra le altre novità della Riforma PNRR, si segnala:

  • Previsione entro 12 mesi di una razionalizzazione e accorpamento delle classi di concorso. Da definire con decreti di MI di concerto con MUR;
  • Intervento di progettazione didattica come prova scritta al termine del percorso di formazione iniziale;
  • Ammissione, Sino al 31 dicembre 2024, al concorso per coloro i quali, entro il 31 ottobre 2022, abbiano conseguito i 24 CFU/CFA previsti quale requisito di accesso al concorso, secondo il previgente ordinamento;
  • Ammissione, Sino al 31 dicembre 2024, ai percorsi di specializzazione su sostegno. Nel limite della riserva dei posti stabilita dal MUR di concerto con il MI di coloro che abbiano almeno tre anni negli ultimi cinque su sostegno e che siano in possesso dell’abilitazione all’insegnamento. I percorsi sono svolti in presenza. Modalità telematiche solo per il 20% delle attività;
  • Possibilità per le scuole in reggenza di chiedere un esonero o due semi esoneri per i docenti, per attività di collaborazione nello svolgimento delle funzioni amministrative e organizzative;
  • Componente elettiva del CSPI prorogata al 31 agosto 2023;
  • Per i concorsi prove a risposta aperta e non più test a crocette;
  • Per il reclutamento IRC previsione di una procedura straordinaria per il personale in possesso di 36 mesi e idoneità diocesana;
  • Assunzioni da GPS sostegno fino al 2025.

Inoltre, sarà possibile per i Dirigenti richiedere un esonero o due semiesoneri dall’insegnamento tra i docenti per attività di collaborazione nello svolgimento delle funzioni amministrative e organizzative.

Si tratta di attività previste dall’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 170. Qui infatti si legge che il DS “Può individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attività di supporto organizzativo e didattico dell’istituzione scolastica”.

1-bis. All’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, dopo il comma 83, è inserito il seguente: “83-bis. Dall’anno scolastico 2022/2023, in aggiunta a quanto previsto a legislazione vigente e a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva, i dirigenti delle istituzioni scolastiche individuate ai sensi del decreto di cui al successivo periodo possono altresì chiedere all’Ufficio scolastico regionale competente, nel limite massimo di uno nel caso di esonero e di due nel caso di semi esonero, tra i docenti individuati ai sensi del comma 83 del presente articolo, e dell’articolo 25, comma 5 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la concessione dell’esonero o il semi esonero dall’insegnamento per attività di collaborazione nello svolgimento delle funzioni amministrative e organizzative.

Con decreto del Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, da emanarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definiti, anche ai fini del rispetto del limite di spesa individuato dal presente comma, parametri, criteri e modalità per l’individuazione, su base regionale, delle istituzioni scolastiche, affidate in reggenza, che possono avvalersi della facoltà di cui al precedente periodo, con priorità per quelle caratterizzate dal maggior numero di classi, nel rispetto del limite di spesa di cui al successivo periodo.

Per l’attuazione del presente comma, è autorizzata la spesa nel limite di 5 milioni di euro per l’anno 2022 e nel limite di 12,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023, mediante corrispondente riduzione delle risorse iscritte nel fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.

Nel testo finale del decreto 36 su formazione e reclutamento docenti, c’è anche il concorso straordinario per i precari di religione cattolica.

Il testo propone infatti l’indizione della procedura straordinaria, contestualmente a quella ordinaria, per il 50% dei posti che si renderanno vacanti e disponibili nel triennio 2022/2023 – 2024/2025.

Al concorso potranno partecipare i docenti di religione con almeno 36 mesi di servizio nelle scuole statali.

Le graduatorie a seguito della procedura straordinaria saranno utilizzate ogni anno, fino a totale esaurimento di ciascuna graduatoria.

Il Ministero stabilirà tutte le modalità di effettuazione del concorso e di valutazione delle prove.

Ora la parola passa al Senato.

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