Ricostruzione della carriera: servizio utile ai soli fini economici

Articolo del dott. Pasquale Fraterno.

Introduzione della DSGA Paola Perlini

Inizia, con questo articolo riguardante la Ricostruzione di carriera, la collaborazione con il dott. Pasquale Fraterno, esperto in argomenti di primaria importanza per la scuola in relazione al rapporto dell’Ufficio Segreteria con il personale.

Ci riferiamo anche alle pratiche per la quiescenza.

Un mondo fatto di norme che si susseguono, si integrano risultando spesso anche di difficile comprensione.

La ricostruzione di carriera consiste nella valutazione del servizio a tempo determinato e in altro ruolo, svolto dal docente o dal personale ATA prima dell’immissione nel ruolo di attuale appartenenza. Essa va richiesta dopo il superamento del periodo di prova: è valutato il servizio non di ruolo prestato per 180 giorni di effettivo servizio per il personale docente o ininterrottamente dal primo febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale (o al termine delle attività didattiche nella scuola dell’infanzia) mentre è di due mesi per il personale ATA appartenente all’Area A e quattro mesi per i restanti profili). Il fine della valutazione è di far rientrare i suddetti periodi nell’anzianità di servizio, in base alla quale collocare il lavoratore nella fascia stipendiale che gli spetta.

Il Direttore Pasquale Fraterno, in questa prima uscita, ci chiarisce come recuperare il servizio utile ai soli fini economici.

Lo fa con grande chiarezza e io spero che quanto da lui analizzato sia veramente utile a tutto il personale della scuola docente e ATA.

Ricostruzione di carriera: 1/3 di anzianità accantonata, come e quando si recupera?

Prima di addentrarci nella questione oggetto di questo articolo, è opportuno, seppur brevemente, precisare i seguenti elementi, che ci verranno utili nella nostra successiva disamina:

  1. il procedimento della “ricostruzione della carriera”, ovvero quell’insieme di attività utili per definire un primo provvedimento che “ricostruisca” la carriera del personale della scuola, ai fini dell’attribuzione della relativa fascia stipendiale a seguito di immissione in ruolo, è sicuramente di competenza dell’istituzione scolastica di titolarità e viene avviato a domanda dell’interessato, vale a dire dietro presentazione dell’istanza di riconoscimento del servizio pre-ruolo da parte del personale scolastico, dopo il superamento del periodo di prova e pertanto a seguito di conferma in ruolo;
  2. i servizi pre-ruolo riconosciuti – cioè quei servizi che rispondono a determinate condizioni previste dalla norma – sono utili ai fini della ricostruzione della carriera – per tutto il personale della scuola -, secondo il seguente “meccanismo”:
  • i primi 4 anni di servizio pre-ruolo sono interamente utili;
  • il restante servizio – oltre i 4 anni – viene così conteggiato:
    i 2/3 di servizio è riconosciuto utile ai fini giuridici ed economici;
    l’1/3 di servizio è riconosciuto utile ai solo ai fini economici.

Ai fini dell’individuazione della posizione stipendiale spettante all’atto della decorrenza economica del “ruolo”, viene presa in considerazione solo la parte di servizio riconosciuto utile ai fini giuridici ed economici – vale a dire, i primi 4 anni più i 2/3 dall’anzianità restante -.

La rimanente parte – 1/3 di anzianità utile ai soli fini economici -, come spesso si dice, viene momentaneamente “congelata” – “messa nel limbo” – e verrà riconosciuta al compimento delle seguenti anzianità:

  • 16 anni per i docenti di scuola secondaria di 2^ grado;
  • 18 anni per i docenti infanzia/primaria/secondaria di 1^ grado;
  •  18 anni per il DSGA;
  • 20 anni per il personale ATA.

Le domande che a volte si pongono i colleghi delle segreterie scolastiche, ma anche gli stessi interessati, in merito al servizio utile ai soli fini economici, molto spesso sono le seguenti: 

  • “ma il servizio pre-ruolo pari ad 1/3, verrà “recuperato/scongelato” a richiesta del dipendente, d’ufficio da parte della scuola o d’ufficio da parte della RTS?”;
  • “occorre “recuperare” l’1/3 per tutto il personale?”.

Per cercare di dare delle risposte, occorre fare riferimento alla normativa, nella fattispecie: al DPR 399/88 – al CCNL 4/8/1995 – alla CIRC. MIUR 595 DEL 20/9/1996.

Il DPR 399/88 – art. 4 comma 3 prevede che:

“Al compimento del sedicesimo anno per i docenti laureati della scuola secondaria superiore, del diciottesimo anno per i coordinatori amministrativi, per i docenti della scuola materna ed elementare, della scuola media e per i docenti diplomati della scuola secondaria superiore, del ventesimo anno per il personale ausiliario e collaboratore, del ventiquattresimo anno per i docenti dei conservatori di musica e delle accademie, l’anzianità utile ai soli fini economici è interamente valida ai fini dell’attribuzione delle successive posizioni stipendiali”.

Dal disposto normativo appena citato, appare chiaro che solo al raggiungimento delle suddette anzianità si “recupera” il servizio utile ai soli fini economici (pari ad 1/3 dell’anzianità di pre-ruolo oltre i 4 anni).

CCNL 4/8/1995 – Art. 66 comma 1 e 2:

“1. Al personale in servizio al 31/12/95 è attribuito, al 1/1/96, il trattamento economico previsto dall’allegata tabella B. 

2. Per il personale docente educativo e ATA l’inserimento nelle nuove posizioni stipendiali avverrà sulla base dell’anzianità maturata al 31/12/95. La differenza tra l’anzianità riconosciuta al 31/12/95 e l’anzianità immediatamente inferiore prevista dalla tabella B è utile al fine dell’acquisizione della posizione retributiva successiva.”

In sostanza:

  • per il personale già in servizio al 31/12/1995 l’inquadramento ed i successivi passaggi di posizioni stipendiali decorrono di norma dal 1/1/1996;
  • l’inquadramento nella nuova struttura stipendiale (cosiddetta a “gradoni” a “fasce stipendiali”) viene effettuata sulla base dell’anzianità (sommatoria):

 – utile ai fini giuridici ed economici al 31/12/1995;

 – a quella utile ai soli fini economici.

CIRC. MIUR 595 DEL 20/9/1996

“Punto 1.1.1: Il passaggio dalla struttura stipendiale di cui al D.P.R. 23 agosto 1988, n. 399 a quella prevista dal nuovo contratto avviene sulla base dell’anzianità da ciascuno maturata alla data del 31 dicembre 1995;

Punto 1.1.3: Il comma 2 dell’art. 66 del CCNL 4/8/95, nel fare riferimento all’anzianità da ciascuno maturata alla data del 31 dicembre 1995, nulla rileva in ordine alle caratteristiche dell’anzianità medesima, nel senso che non fa alcuna distinzione, tra l’anzianità riconosciuta ai fini giuridici ed economici e quella valutabile ai soli fini dell’attribuzione degli aumenti biennali.

Ciò stante, è da ritenere che le anzianità sopra indicate (così come già avvenuto in applicazione dell’art. 4, comma 3 del D.P.R. 399/88, al raggiungimento di determinate anzianità di servizio), siano entrambe ugualmente utili ai fini dell’inquadramento nelle nuove posizioni stipendiali, previste dalla tabella B annessa al CCNL.”

Analizzando i dettami delle fonti normative citate fin qui, possiamo riassumere quanto segue e cercare di dare delle risposte ai nostri dubbi:

  1. “Recuperare/Scongelare” l’anzianità utile ai soli fini economici riguarda solo il personale docente in ruolo dal 1/9/1995 e il personale ATA in ruolo dal 1/9/1996, con un servizio pre-ruolo riconosciuto valido, superiore a 4 anni. Pertanto, la platea di interesse, all’interno delle istituzioni scolastiche, è limitata a questo “principio temporale”; Per il restante personale il “recupero” è stato già effettuato per effetto del CCNL 4/8/1995;
  1. Il “recupero” del servizio utile ai soli fini economici è di competenza della scuola di titolarità al compimento delle anzianità di servizio citate in precedenza. Pertanto occorre predisporre un “decreto di definizione di progressione di carriera” attraverso il portale SIDI e successivamente trasmettere il provvedimento alla locale RTS per i relativi controlli di competenza e successivo visto di regolarità.

La ratio della norma, ad avviso dello scrivente, esclude l’opzione di una nuova richiesta da parte dell’interessato per recuperare l’anzianità utile ai soli fini economici, in quanto lo stesso, seppur all’atto della conferma in ruolo, ha già presentato una richiesta di valutazione di tutto il servizio pre-ruolo.

L’altra ipotesi che sovente viene alla ribalta, è che dovrebbero essere le RTS a procedere al recupero. Anche questa ipotesi è da escludere, in quanto queste, operano solo a seguito di provvedimenti trasmessi dalle scuole o per interventi normativi, come i CCNL e nella fattispecie come è accaduto con il CCNL del 1995.

A tal proposito è opportuno precisare che l’importanza dell’anzianità utile ai soli fini economici è data dal fatto che il “recupero” può comportare una minore permanenza nella fascia stipendiale in godimento o addirittura, in taluni casi, anticipare il raggiungimento di una fascia stipendiale successiva. 

Questa rilevanza è amplificata dal fatto che, nell’ultimo ventennio, il sistema di reclutamento nel comparto scuola, ha portato a fare un uso sistematico dei cosiddetti “incarichi a tempo determinato”, portando il personale ad avere, successivamente all’immissione in ruolo, un servizio di pre-ruolo molto cospicuo.

Pertanto, tenuto conto della rilevanza dell’1/3 di servizio pre-ruolo, appare chiaro che laddove ci siano situazioni particolari, nulla osta all’interessato – al raggiungimento delle anzianità previste dalla normativa – presentare formale istanza alle segreterie scolastiche, facendo richiesta dell’applicazione di quanto stabilito dalla normativa ossia il recupero dell’1/3 di servizio pre-ruolo (oltre i primi 4 anni).

 Cerchiamo con il seguente esempio di comprendere quanto argomentato:

Caso: Personale Docente – Ruolo: 1/9/2001 – Conferma in ruolo 1/9/2002

Servizio pre-ruolo riconosciuto valido: 15 anni

Al 1/9/2002UTILE AI FINI GIURIDICI ED ECONOMICIUTILI AI SOLI FINI ECONOMICI
ANZIANITA’ DI RUOLO1 ANNO————————-
PRE RUOLO(15 anni totale)11 ANNI  4 MESI(4 anni più 2/3 di 11 anni)3 ANNI E 8 MESI(1/3 di 11 anni)
ANZIANITA’ TOTALE12 ANNI 4 MESI3 ANNI E 8 MESI

Progressione di carriera:

  • al 1/9/2002: anzianità totale di 12 anni e 4 mesi: fascia stipendiale 9/14
  • al 1/5/2005: raggiungimento di 15 anni di anzianità: fascia stipendiale 15/20

Recupero del servizio utile ai soli fini economici

  • Caso A) Doc. Laureato sec. 2^ grado
    al 1/5/2005: anzianità di 15 anni;
    al 1/5/2006: anzianità di 16 anni (fascia stipendiale 15/20) – recupero anzianità di 1/3 Pertanto:
    16 A + 3 A 8 M = 19 A 8 M – fascia stipendiale 15/20 – ma con un’anzianità più alta, che significa una minore permanenza nella fascia stipendiale.
  • Caso B) Doc. Infanzia, primaria o sec. 1^ grado
    al 1/5/2005: anzianità di 15 anni; 
    al 1/5/2008: anzianità di 18 anni (fascia stipendiale 15/20) – recupero anzianità di 1/3.
    Pertanto:
    18 A + 3 A 8 M = 21 A 8 M – fascia stipendiale 21/27 – da notare bene che, nello stesso giorno in cui si giunge a maturare 18 anni, si passa dalla fascia stipendiale 15/20 alla fascia stipendiale 21/27, per effetto del recupero dell’anzianità utile ai soli fini economici.