Articolo a cura della Dott.ssa Agata Scarafilo

Con lo slogan “Non accettiamo caramelle dagli sconosciuti”, la dott.ssa Giuliana Sannito, Presidente dell’associazione AIDA-Scuole (Associazione Italiana Direttori Amministrativi), si rivolge alle organizzazioni sindacali come protesta dei DSGA.

Chiede, a gran voce, un approccio centripeto. Teso al vero cambiamento.

Il Direttore amministrativo delle scuole – evidenzia Giuliana Sannito – ha sempre pagato l’appiattimento, ovviamente verso il basso. Questo anche a causa della fluidità del ruolo”.

Stando alla protesta dei DSGA, messa in atto dall’AIDA-Scuole, la squalificazione del profilo, ormai irrecuperabile,  non è più accettabile.
Questo anche alla luce dell’evidente discostamento tra il vecchio ruolo di segretario e le nuove competenze professionali richieste al Direttore Amministrativo (DSGA) della scuola. 

Pertanto, portare i sindacati rappresentativi dalla parte del DSGA è cosa buona e giusta. Ciò, però, deve avvenire con il prioritario scopo di valorizzare l’identità associativa dei DSGA.

Guardiamo l’esempio – aggiunge Sannito –  dato dalla categoria dei Dirigenti scolastici. Essi hanno saputo acquisire un’adeguata valorizzazione nella contrattazione collettiva. Ciò anche sfuggendo alla tentazione di farsi rappresentare esclusivamente dai canonici sindacati della Scuola. Lo scopo di questi ultimi infatti è quello, ovviamente, di contemperare i più disparati interessi degli operatori della scuola, nella cinematica logica dei tesseramenti“.

È di tutta evidenza che la sola logica del tesseramento ha riguardato anche i Direttori SGA. Eppure, se ancora oggi si insiste con le stesse tematiche, ciò vuol dire che questo modo di agire è stato fallimentare.  

Quello che AIDA-Scuole rivendica, in rappresentanza di numerosi DSGA, non è la “semplice” attenzione da parte di sindacati. Ciò che si richiede è bensì la “giusta” attenzione.
Una visibilità tesa alla valorizzazione di un profilo che continua a essere sempre più demotivato e stressato. Questo a causa delle numerose attività pretese di fatto ma riconosciute di diritto ad altri ruoli del mondo Scuola, nonché per la mancanza delle figure di supporto. Esempio è quella del coordinatore amministrativo.

Il rischio è che ci sia, a lungo andare, un impatto e una ricaduta negativa anche sulla stessa Scuola. 

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