Da mesi si parla dell’approvazione da parte del Governo di un emendamento che preveda la proroga dei contratti Covid per docenti e personale ATA, da inserire nel decreto Milleproroghe

Le  supplenze “Covid” fanno riferimento a quell’organico aggiuntivo di personale docente e ATA chiamato a rafforzare l’organico delle istituzioni scolastiche nel fronteggiare l’emergenza legata al Covid-19.

Le supplenze sono conferite dai dirigenti scolastici attraverso lo scorrimento delle graduatorie d’istituto, in quanto “incarichi temporanei” con data di scadenza al massimo nell’ultimo giorno di lezione (la data varia in base al calendario scolastico delle singole Regioni).

Decreto Milleproroghe

Lo scorso 19 ottobre, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio per il 2022. Tra le principali linee di intervento c’è anche la proroga dei contratti Covid, previsti fino al 30 dicembre, a giugno 2022. In totale, sono stati stanziati 422 milioni di euro per 20 mila contratti dei docenti, 22 mila per il personale ATA.

I sindacati, come anche diverse forze politiche, hanno chiesto la proroga dei contratti fino al termine delle attività didattiche, al 30 giugno 2022. Anche questo punto resta in sospeso al momento: nel comunicato si legge un generico “fino a giugno”. Il dubbio sorge ripensando allo scorso anno scolastico, quando i contratti erano stati stipulati fino al termine delle lezioni, che variano in base ai calendari scolastici regionali.

Proroga contratti Covid anche per il personale ATA?

Si attende il documento integrale per capire se la proroga riguarderà tutto il personale Covid o soltanto i docenti. Ad ogni modo, momentaneamente, le supplenze temporanee restano al 30 dicembre 2021 sia per docenti che per il personale ATA. 

Come riportato dal “Sole 24 Ore”, sarebbero però pronti 350 milioni di euro con la prossima legge di Bilancio. Con tali fondi si andrebbe alla proroga fino a giugno 2022 per l’organico docente Covid, mentre per gli Ata una risposta potrebbe arrivare direttamente dal Parlamento in sede di conversione della manovra in legge.