La preside di un istituto ha vietato ai genitori di partecipare alla recita di Natale degli studenti

Secondo quanto riportato dal quotidiano la Stampa, la preside di un istituto piemontese ha deciso che la recita di 80 bimbi fosse, per quest’anno, senza pubblico.

È stata quindi una recita di Natale a porte chiuse, quella che ha visto protagonisti i piccoli studenti di un plesso scolastico in Piemonte. I genitori di tutti gli alunni, infatti, si sono visti negare l’accesso alla struttura dove si teneva la rappresentazione teatrale. Ovviamente, avvisati in precedenza della decisione presa dalla dirigente.

Ma quale motivo si cela dietro una presa di posizione tanto drastica? Come è facile immaginare, la causa di questa decisione è il Green Pass, il certificato che permette l’accesso sicuro ai luoghi affollati.

Infatti, la scorsa settimana il Ministero dell’Istruzione, con la circolare ministeriale n. 1889 del 7 dicembre 2021, ha specificato che:

Per lo svolgimento delle attività teatrali in ambito didattico per gli studenti, comprese le rappresentazioni in orario curricolare, con riferimento all’impiego delle certificazioni verdi COVID-19, si applicano le disposizioni relative allo svolgimento delle attività didattiche. Ovvero, anche per lo svolgimento di attività teatrali come per tutte le attività scolastiche, gli studenti non sono tenuti al possesso della certificazione verde COVID-19″.  

In altre parole, per genitori, familiari, personale scolastico e soggetti terzi è obbligatorio il Green Pass per accedere alle rappresentazioni teatrali. A quanto sembra, la decisione di limitare l’accesso per tutti i genitori è stata presa proprio perché – dice la dirigente scolastica – “non si può discriminare chi non ha fatto il vaccino e quindi non ce l’ha”.

Naturalmente, questa posizione della preside ha scatenato diverse polemiche. I genitori che credono nell’efficacia del vaccino e si sono sottoposti alla somministrazione sono sul piede di guerra. “Se siamo in regola perché dobbiamo stare a casa? Paghiamo noi che siamo a posto, invece di chi non lo è”, afferma un genitore.

Da quanto si apprende, i genitori senza Green Pass erano circa tre-quattro. Questi, in ogni caso, hanno mostrato l’intenzione di mandare un parente in regola alla recita. Ma la preside non ha cambiato idea, seguendo un ragionamento che mette al centro i bambini, piuttosto che i loro genitori.

 “La recita è dei bambini. Non dei genitori. Cosa racconto io a un ragazzo che a fine spettacolo magari mi dice ‘peccato che c’era il nonno non papà e mamma?’ Che messaggio educativo ho fatto passare? Noi lavoriamo per l’inclusione, non per separare ed escludere. La recita si fa, ma a porte chiuse”.