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PNRR: PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA

Questo articolo della Dott.ssa Manuela Lenci prende in esame alcune misure del PNRR Missione 4: Istruzione e ricerca. Soprattutto il Piano da 1,5 miliardi contro la dispersione scolastica e le povertà educative e per superare i divari territoriali.  

Dopo una prima fase dedicata all’edilizia scolastica e agli Avvisi per gli Enti locali,  il Piano entra ora nella seconda fase, quella dedicata alle scuole, con fondi che arriveranno direttamente agli Istituti scolastici per migliorare i risultati negli apprendimenti di studentesse e studenti. 

I primi 500 milioni serviranno a finanziare progetti in 3.198 scuole con studentesse e studenti nella fascia 12-18 anni.  Risorse  assegnate direttamente alle istituzioni scolastiche, sulla base di precisi indicatori relativi alla dispersione e al contesto socio-economico. Questo progetto nazionale  mette al centro i più fragili, prendendo per mano le ragazze e i ragazzi che hanno difficoltà nella prosecuzione del loro percorso di studi e per questo rischiano di lasciare precocemente o, purtroppo, lo fanno.

Le scuole coinvolte in questo primo step riceveranno oltre la comunicazione del finanziamento anche la convenzione con le indicazioni sulla base delle quali potranno realizzare la loro progettazione. Questo primo intervento si pone l’obiettivo di raggiungere almeno 420mila studentesse e studenti.

A questo primo step faranno seguito altre due tranche di finanziamento, la prima dedicata a favorire l’acquisizione di un diploma ai giovani, anche tra i 18-24 anni, che hanno abbandonato precocemente gli studi, mentre con la seconda saranno attivati progetti per il potenziamento delle competenze di base per superare i divari territoriali e anche alcuni progetti nazionali nelle aree più periferiche delle città e del Paese. 

La Dott.ssa Lenci con questo lavoro ci da indicazioni puntuali sulla progettazione e attuazione degli interventi mirati, indicazioni utilissime per le scuole interessate dal finanziamento.

Introduzione a cura della Dott.ssa Paola Perlini

Articolo della Dott.ssa Manuela Lenci

PNRR: PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA

MISSIONE 4: ISTRUZIONE E RICERCA

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, di cui al regolamento (UE) n. 2021/241 del 12 febbraio 2021 e approvato con decisione di esecuzione del Consiglio Europeo del 13 luglio 2021, dedica l’intera Missione 4 all’Istruzione e alla Ricerca, attraverso riforme e investimenti per il potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione, dagli asili nido alle Università, al fine di assicurare una crescita economica sostenibile e inclusiva, superando divari territoriali e rafforzando gli strumenti di orientamento, di reclutamento e di formazione dei docenti. 

In risposta alle raccomandazioni specifiche della Commissione Europea sull’Italia, il Piano, partendo dalle criticità del sistema di istruzione, formazione e ricerca e dalle carenze nell’offerta di servizi educativi, intende migliorare le competenze di base, ridurre il tasso di dispersione scolastica e permettere, allo stesso tempo, di ridurre le distanze tra istruzione e lavoro.

Due sono le linee di intervento già avviate dal PNRR, con l’individuazione delle scuole beneficiarie:

1) l’INVESTIMENTO 1.4 – Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado e alla lotta alla dispersione scolastica, finanziato dall’Unione Europea con lo stumento “NextGenerationEU”, che si pone l’obiettivo di: 

  • misurare e monitorare i divari territoriali, anche attraverso il consolidamento e la generalizzazione delle prove PISA/INVALSI; 
  • ridurre i divari territoriali in Italia per quanto concerne il livello delle competenze di base (italiano, matematica e inglese) e, in particolare, nel Mezzogiorno; 
  • sviluppare una strategia per contrastare in modo strutturale l’abbandono scolastico. 

L’investimento 1.4 del PNRR prevede espressamente che “a partire da un’analisi degli andamenti scolastici, si persegue il potenziamento delle competenze di base” delle studentesse e degli studenti con “l’obiettivo di garantire un livello adeguato (sopra la media UE)”, anche attraverso lo sviluppo di una piattaforma nazionale per la formazione.

2) Il PIANO SCUOLA 4.0 che è un programma di innovazione didattica, che si sviluppa in due Azioni:

Next generation classrooms, per il primo e secondo ciclo, finalizzato  alla trasformazione e all’innovazione delle classi attuali, progettando nuovi ambienti e una nuova didattica secondo le proprie esigenze, per la creazione di spazi fisici e digitali di apprendimento innovativi negli arredi e nelle attrezzature. Metodologie e tecniche di insegnamento in linea con la trasformazione degli ambienti, per potenziare l’apprendimento e lo sviluppo di competenze cognitive, sociali, emotive di studentesse e studenti.  

Il minimo comune denominatore saranno arredi facilmente posizionabili, attrezzature digitali versatili, la rete wireless o cablata. 

Next generation labs, per le scuole secondarie superiori, per creare spazi specificatamente funzionali allo sviluppo delle professioni digitali del futuro.  
Obiettivo è la realizzazione di laboratori in cui studentesse e studenti possano sviluppare competenze digitali specifiche nei diversi ambiti tecnologici avanzati (come robotica, intelligenza artificiale, cybersicurezza, comunicazione digitale), anche attraverso attività autentiche e di effettiva simulazione dei luoghi, degli strumenti e dei processi legati alle nuove professioni.  

Dal Ministero non sono ancora pervenute specifiche istruzioni operative, per nessuna delle due linee di intervento, ma, in questa sede si intende iniziare a sviluppare quello riguardante:

INVESTIMENTO 1.4 PNRR – LOTTA ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA

A tal riguardo gli approfondimenti possibili, ad oggi,  si basano sugli  “Orientamenti per la realizzazione degli interventi nelle scuole”, pubblicato dal MI, unitamente al Piano di riparto tra le scuole individuate direttamente come beneficiarie, ed inoltre sul documento che il Gruppo di lavoro (istituito presso il MI per definire le indicazioni generali per il contrasto alla dispersione ed il superamento dei divari territoriali) ha inviato al Ministro.

Scuole destinatarie

Le risorse sono state assegnate direttamente (senza ricorso ad un previo avviso) alle istituzioni scolastiche secondarie di primo e di secondo grado, visto il target 12-18 anni, individuate con criteri oggettivi e trasparenti: 3.198 scuole beneficiarie che hanno registrato i più alti tassi di fragilità degli apprendimenti, sulla base dei dati Invalsi e nell’ambito del riparto delle risorse a livello regionale, secondo criteri ugualmente oggettivi, come il tasso di uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione nella fascia di età 18-24 (indice ELET), il numero di studentesse e studenti, la presenza di stranieri, la numerosità delle famiglie e i tassi di istruzione della popolazione. 

Team per la prevenzione della dispersione

Per sostenere il contrasto dell’abbandono scolastico, all’interno di ciascuna istituzione scolastica beneficiaria, nell’ambito dell’autonomia di ciascuna scuola, è prevista la costituzione di un Team per la prevenzione della dispersione scolastica composto da docenti e tutor esperti interni e/o esterni. Il team, partendo da un’analisi di contesto, supporta la scuola nell’individuazione delle studentesse e degli studenti a maggior rischio di abbandono o che abbiano già abbandonato la scuola e nella mappatura dei loro fabbisogni. 

Il team coadiuva il dirigente scolastico nella progettazione e nella gestione degli interventi di riduzione dell’abbandono all’interno della scuola e dei progetti educativi individuali e si raccorda, anche tramite tavoli di lavoro congiunti, con le altre scuole del territorio, con i servizi sociali, con i servizi sanitari, con le organizzazioni del volontariato e del terzo settore, attive nella comunità locale, favorendo altresì il pieno coinvolgimento delle famiglie. 

Gli istituti scolastici avranno a disposizione anche Gruppi di supporto, costituiti, ai sensi dell’art. 47 del DL n. 36/2022, sia a livello centrale, sia presso gli Uffici scolastici regionali (entrambi in fase di definizione);  le équipe formative territoriali e la “Task force scuole”, di esperti amministrativi, giuridici, contabili, ingegneri ed architetti, che assicurerà il supporto tecnico-amministrativo, nonché la raccolta di dati e il monitoraggio delle attività.

CRONOPROGRAMMA

SETTEMBRE 2022Analisi di contesto, definizione del team per la prevenzione scolastica, definizione di reti e del partenariato, co-progettazione degli interventi e inserimento su apposita piattaforma del progetto esecutivo da parte delle scuole beneficiarie
OTTOBRE 2022
 
OTTOBRE 2022Sottoscrizione dell’atto d’obbligo per la realizzazione delle attività nel rispetto dei target e milestone del PNRR con assegnazione degli obiettivi alle singole scuole beneficiarie, indicazione del Codice Unico di Progetto (CUP), assunzione in bilancio del finanziamento ed erogazione dell’anticipazione nella misura del 10%
DICEMBRE 2022
 
OTTOBRE 2022Realizzazione delle azioni
DICEMBRE 2024
 
TRIMESTRALMENTEMonitoraggio e valutazione continua

PROCEDURE ATTIVABILI DAL PNRR

Da un punto di vista di elaborazione didattica, il Ministero ha fornito tutte le indicazione necessarie affinché le scuola, nella loro autonomia, possano procedere nella realizzazione dell’intervento. Mancano ancora, ad oggi, le specifiche istruzioni operative. 

Ma, visto il pressante cronoprogramma indicato, le scuole che sono state individuate come beneficiarie,  fin d’ora possono (e devono) entro ottobre 2022:

  1. far deliberare dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio di Istituto la partecipazione all’Intervento 1.4;
  2. il Dirigente Scolastico dovrà formalmente assumere (o delegare) il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento;
  3. individuare, all’interno dell’istituzione scolastica, le professionalità che possono far parte del Team per la prevenzione della dispersione scolastica;
  4. nominare (previo avviso o attraverso comparazione dei Curricula, con provvedimento del Dirigente in autonomia; o con designazione all’interno del Collegio Docenti/Assemblea ATA) il personale individuato e disponibile;
  5. precisare, nella nomina, che i compensi saranno quelli indicati dalle norme attuative del PNRR o, in mancanza, dal CCNL Scuola;
  6. formalizzare e attualizzare una puntuale analisi del contesto scolastico;
  7. individuare e prendere contatti con altre scuole e con i soggetti del territorio, per creare il necessario raccordo e avviare una coprogettazione;
  8. formalizzare la creazione di reti e/o parternariati;
  9. predisporre il progetto esecutivo.

OBIETTIVI DEL PNRR

Gli interventi previsti devono avere la finalità di realizzare efficacemente un contesto educativo complessivamente favorevole all’apprendimento per tutti e, in particolare, per le studentesse e gli studenti con maggiori difficoltà e a rischio di abbandono. A questo scopo si vuole: 

  1. potenziare le competenze di base, a partire dalle scuole secondarie di primo grado con attenzione ai singoli studenti fragili, organizzando un ordinario lavoro di recupero e consolidamento delle conoscenze e competenze irrinunciabili, anche per gruppi a ciò dedicati, per ridurre quanto prima e preventivamente i divari territoriali ad esse connesse; 
  2. * nel primo e nel secondo ciclo contrastare la dispersione scolastica e promuovere il successo formativo, anche in un’ottica di genere, tramite un approccio globale e integrato, teso a motivare ciascuno rafforzandone le inclinazioni e i talenti, lavorando, tra scuola e fuori scuola, grazie ad alleanze tra scuola e risorse del territorio, enti locali (Comuni, Province e Città metropolitane), comunità locali e organizzazioni del volontariato e del terzo settore, curando in modo costante i passaggi tra scuole e l’orientamento; 
  3. promuovere l’inclusione sociale, la cura di socializzazione e motivazione e l’educazione digitale integrata per le persone con disabilità sensoriali e/o intellettive; 
  4. promuovere un significativo miglioramento delle scuole coinvolte, la loro effettiva “capacitazione” dal punto di vista delle risorse interne e delle modalità organizzative, pedagogiche e manageriali; 
  5. favorire la collaborazione con le associazioni del terzo settore e con le risorse del territorio, enti locali, comunità locali e organizzazioni del volontariato, agenzie formative, per la promozione di percorsi, anche personalizzati, di seconda opportunità rivolti ai giovani che hanno abbandonato gli studi. 

FINALITÀ E OBIETTIVI DELLE AZIONI DEL PNRR 

ORIENTAMENTI CHIAVE

Le istituzioni scolastiche, nell’ambito della loro autonomia, sono chiamate a progettare le azioni, tenendo conto dei seguenti orientamenti-chiave, per garantirne l’efficacia e il raggiungimento dei target del PNRR: 

Durata delle azioni: è necessario progettare azioni che abbiano una visione lungimirante, attraverso piani pluriennali, per costruire, formare, sedimentare e rendere efficaci culture omogenee tra scuola o reti di scuole, famiglie, comunità locali, volontariato e terzo settore e per rendere robusti i legami con gli attori del territorio. 

Esperienze di rete: le scuole dovranno, inoltre, favorire progetti di rete con altre istituzioni scolastiche presenti sul territorio (compresi i CPIA), in modo da creare sinergie territoriali, collaborazioni e scambi, anche attraverso occasioni sistematiche e continuative di “gemellaggi”. Si dovrà creare una rete di scuole che affrontano sfide simili anche in altri territori, attraverso progetti e innovazioni che si sono rivelate efficaci. 

Secondo alcuni membri del Gruppo di lavoro ministeriale è questo il vero punto dolente, perché i partenariati vengono suggeriti, ma non resi vincolanti, così che le scuole rischiano di comportarsi come spessissimo si è visto con i PON, senza fare un partenariato a monte e restando autoreferenziali. 

Comunità educante: costruzione di una comunità educante anche tramite patti educativi territoriali, capaci di coinvolgere studentesse e studenti, famiglie e territorio: da qui le scuole predispongono una progettazione che si caratterizza non come un intervento una tantum e parziale, ma come un’azione di sistema pluriennale, adattata alle specifiche realtà dei diversi territori e finalizzata a valorizzare l’insieme dei soggetti del territorio e delle risorse necessarie per raggiungere il miglioramento dell’offerta formativa e i risultati relativi al successo scolastico e formativo delle studentesse e degli studenti. Le scuole sono chiamate a sviluppare, anche in raccordo con gli altri soggetti del territorio (enti locali, enti di terzo settore, centri per l’impiego), una progettualità di ampio respiro per il miglioramento e l’arricchimento dell’offerta educativa, che terrà conto delle buone pratiche già in campo, evitando sovrapposizioni e curando anche l’integrazione tra risorse e dispositivi già in essere. 

Il coinvolgimento degli enti del Terzo settore avviene attraverso forme di co-progettazione, attuate nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità, partecipazione e parità di trattamento in conformità con quanto disposto dal decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, recante “Codice del Terzo settore, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106”. 

Le scuole valorizzano, inoltre, il ruolo delle famiglie, rafforzando il rapporto tra genitori e insegnanti, anche con l’offerta di occasioni di formazione e partecipazione, per prevenire possibili conflitti scuola-casa e favorire ogni sinergia tra gli adulti.

Integrazione tra scuola ed extra-scuola: offerta curricolare integrata con quella extracurricolare: interventi capaci di intrecciare i percorsi di apprendimento curricolari con quelli extra-curricolari, alimentando e facendo crescere una metodologia che sappia integrare e giovarsi di esperienze multiple. Ampliamento del tempo scuola come tempo educativo, attraverso l’apertura della scuola e dei suoi laboratori durante l’intera giornata, ma anche attraverso la possibilità di utilizzare gli spazi del territorio (giardini, musei, spazi delle associazioni etc.) in stretta collaborazione con gli enti locali (Comuni, Province e Città metropolitane). 

Prevenzione: le azioni e gli interventi vanno progettati in modo longitudinale, per seguire i percorsi educativi e di apprendimento nel loro evolversi e, in particolare, per poter intervenire con tempismo e in modo preventivo anche in base ai “segnali flebili”, che sono indicatori importanti del potenziale rischio di situazioni di disagio, fragilità e abbandono, molto spesso sottovalutati. 

Personalizzazione dei percorsi: creazione di percorsi formativi per il potenziamento delle competenze, in modo da superare le attuali criticità, anche attraverso una personalizzazione degli apprendimenti, il tutoraggio on line e il ricorso alla didattica laboratoriale. 

Presa in carico individuale: definizione di programmi individualizzati rivolti a studentesse e studenti con maggiore fragilità negli apprendimenti, in condizione socio-economica disagiata, con bisogni educativi speciali o con background migratorio. 

Continuità nelle fasi di transizione e orientamento: occorre prestare cura all’orientamento nella transizione tra scuola secondaria di primo e secondo grado per aiutare le studentesse e gli studenti e le loro famiglie ad effettuare le scelte più congruenti con le loro capacità e potenzialità, in sinergia anche con quanto previsto dalla riforma del sistema di orientamento scolastico. 

Tre elementi sono necessari perché l’orientamento abbia senso ed efficacia: 

– opzioni chiare di scelta per i percorsi successivi; 

– spazi fisici riconoscibili; 

tutoring/mentoring personalizzati. 

TIPOLOGIE DI AZIONI DEL PNRR

Per la realizzazione dell’intervento sono previste, a titolo esemplificativo, le seguenti tipologie di attività che le scuole potranno progettare: 

Percorsi formativi e laboratoriali extracurriculari: tale attività si riferisce a percorsi formativi e laboratoriali extracurriculari, afferenti a diverse discipline e tematiche in coerenza con gli obiettivi specifici dell’intervento progettato dalla scuola, anche in rete con il territorio. I percorsi per studenti possono essere di volta in volta autonomamente definiti (disciplinari, interdisciplinari, cinema, teatro, sport, musica, etc.). 

Percorso di mentoring e orientamento: al fine di sostenere il contrasto dell’abbandono scolastico gli studenti che mostrano particolari fragilità, motivazionali e/o disciplinari, sono accompagnati in percorsi individuali di rafforzamento attraverso mentoring e orientamento, sostegno disciplinare, coaching

Percorso di potenziamento, di motivazione, di accompagnamento: le studentesse e gli studenti che mostrano particolari fragilità disciplinari sono accompagnati attraverso percorsi di potenziamento delle competenze di base, di motivazione e ri-motivazione e di accompagnamento ad una maggiore capacità di attenzione e impegno, erogati a piccoli gruppi. 

Di orientamento per le famiglie: per coinvolgere le famiglie nel concorrere al contrasto dell’abbandono scolastico e per favorire una loro partecipazione attiva sono attuati percorsi di orientamento erogati a piccoli gruppi di genitori. 

MONITORAGGIO

Il monitoraggio ha come obiettivo, da un lato, la misurazione del grado di avanzamento delle azioni, il raggiungimento del target previsto dal PNRR e il rispetto del cronoprogramma da parte di ciascuna scuola attuatrice, dall’altro la realizzazione degli interventi di prevenzione e contrasto alla dispersione. 

I dati di monitoraggio saranno resi disponibili in forma aggregata per ciascuna scuola all’interno di una piattaforma di mentoring/tutoraggio che consentirà di avere, in tempo reale, lo stato di avanzamento delle azioni. 

Il monitoraggio sarà accompagnato anche da azioni nazionali di valutazione dell’impatto dell’intervento nel suo complesso, nonché da verifiche puntuali sulle singole azioni. 

Il PNRR costituisce un’opportunità unica per la crescita del Paese e per un rilancio economico a favore delle generazioni future ed è anche una sfida importante per la pubblica Amministrazione chiamata ad attuare un Piano articolato e ambizioso: le Scuole devono voler essere all’altezza della sfida, dimostrando, ancora una volta, la loro ricchezza, progettualità, capacità.

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