Nella Legge di bilancio 2022 non si fa riferimento al rinnovo dei contratti di supplenza ATA, ma solo a quelli dei docenti

Non c’è alcun riferimento al rinnovo dei contratti per “organico Covid” del personale ATA nella testo della nuova Legge di bilancio per il 2022, che attualmente si trova al vaglio del Senato.

La bozza della Manovra, infatti, riporta solo la dicitura relativa al rinnovo dei contratti per gli insegnanti: all’articolo 184 è indicato lo stanziamento di 310 milioni di euro, per il triennio 2022-2024, per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici.

Stando al parere dei sindacati, il problema consiste nel rinnovo contrattuale dei soli “docenti”, escludendo così 30.000 lavoratori ATA che rischiano di trovarsi disoccupati a partire dal 30 dicembre 2021, salvo emendamenti o ulteriori correzioni al testo.

Il giudizio dei sindacati

Politici e sindacati sono vicini nel richiedere la modifica del testo della Manovra, sostituendo la dicitura “docenti” con quella onnicomprensiva di “personale scolastico”, lasciando così alle scuole la libertà di decidere quali contratti rinnovare, a seconda delle necessità. Modifica che potrebbe giungere da un emendamento, come confermato dall’incontro tra il Governo e i sindacati.

Questa è la linea proposta al ministro Patrizio Bianchi da Maddalena Gissi, Segretaria Generale della Cisl Scuola, che in un’intervista a Orizzontescuola.it dichiara che “Il Ministro ha assicurato che, tramite la maggioranza, farà di tutto per cancellare la voce docente” in modo da allargare la platea dei beneficiari del rinnovo contrattuale anche al personale ATA.

L’opinione della politica

In una dichiarazione congiunta, gli esponenti del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura definiscono “molto preoccupante” il rischio di mancato rinnovo dei contratti del personale ATA assunto come ‘organico Covid’, rassicurando sul fatto di essere: “già al lavoro per depositare un emendamento al testo della Manovra che eviti il licenziamento a fine dicembre di circa 30mila lavoratori e lavoratrici”, affinché si possa continuare a garantire “il massimo della sicurezza possibile nelle nostre scuole, come è stato sin dall’inizio della pandemia”.