A pochi giorni dall’inizio della pausa natalizia, torna la polemica sull’opportunità di assegnare compiti per le vacanze

È in arrivo la pausa di Natale per studenti e docenti. Per circa due settimane, le attività didattiche in tutte le regioni saranno in stop. Le date precise variano da regione a regione: in alcune iniziano il 23 dicembre, in altre il 24. Il rientro, in ogni caso, non è previsto prima del 7 gennaio 2022.

In questo periodo, l’argomento “compiti per le vacanze” risulta – come sempre – piuttosto controverso. Come riportato dal sito Orizzontescuola.it, infatti, “già da qualche anno si sono messi in evidenza alcuni fronti contrari, che raccolgono adesioni di genitori e insegnanti”. Anche la politica si è espressa in passato, con l’ex Ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, che riferendosi all’opportunità di assegnare un carico eccessivo di compiti per le vacanze ai nostri studenti, disse:

Nel rispetto dei principi costituzionali della libertà di insegnamento e dell’autonomia scolastica, invito il corpo docente a riflettere, anche collegialmente, sul carico di compiti che saranno assegnati durante le vacanze. Ritengo importante che i nostri ragazzi abbiano il tempo per ritemprarsi e svagarsi, stare con i propri cari, curare le proprie passioni, divertirsi, leggere, ascoltare musica, andare a vedere una mostra, praticare uno sport”.

Tra le posizioni favorevoli e quelle contrarie, sembra esserci anche una via di mezzo: un volume ridotto di compiti che permetta comunque agli alunni di mantenere la mente allenata durante le vacanze. C’è anche da notare che esistano modi più creativi per farlo. Un esempio: proporre ai propri studenti di svolgere alcune attività benefiche per la comunità in cui vivono, come attività di volontariato e di tutela dell’ambiente.

La normativa

La normativa consultabile in merito non è risolutoria, vi è infatti una circolare datata 1969 con oggetto: “Riposo festivo degli alunni. Compiti scolastici da svolgere a casa”.

Questa consiglia che “agli alunni delle scuole elementari e secondarie di ogni grado e tipo NON vengano assegnati compiti scolastici da svolgere o preparare a casa per il giorno successivo a quello festivo”.

Ma, da quanto si legge poi nel suo contenuto, essa pare faccia riferimento più che altro all’importanza del riposo domenicale per gli alunni. Quindi, la questione natalizia resta aperta a diverse posizione.