Articolo del DSGA Pasquale Fraterno.

Introduzione della DSGA Paola Perlini

L’intervento del nostro esperto Pasquale Fraterno è sicuramente un argomento che interessa tanti nel settore della scuola. Un argomento ostico infatti, sul quale bisogna far così chiarezza con argomentazioni tecniche ed esempi più pratici.

Il dott. Fraterno lo fa qui con la sua estrema dote di sintesi, capace di far comprendere situazioni complesse a chiunque, dunque a maggior ragione agli addetti ai lavori. Con il presente lavoro, quindi, si vuole cercare di fare chiarezza su come viene gestito il passaggio di ruolo nel “Comparto Scuola”, da un profilo inferiore a quindi uno superiore, considerato infatti che è un’ipotesi abbastanza ricorrente in questo ambito. Capita molto spesso, per esempio, che un collaboratore scolastico transiti nel profilo di assistente amministrativo, oppure che un docente della scuola primaria chieda il passaggio a docente della scuola secondaria. 

L’articolo a questo punto entra nel vivo del trattamento economico degli interessati a questo passaggio e a come può essere realizzato il relativo riconoscimento. 

Viene sondata infatti la differenza di riconoscimento, attraverso la Ricostruzione di carriera e il sistema della Temporizzazione con esempi pratici.  Il principio su cui si basa la Temporizzazione, in via generale prevede che: il personale statale che passa da un ruolo ad un altro, non può percepire uno stipendio inferiore a quello già in godimento nel ruolo di provenienza.Se le operazioni necessarie a riconoscere quanto sopra descritto seguono un corretto inserimento di dati e sequenza di operazioni, vengono gestite dal sistema informatico in dotazione alle segreterie scolastiche, ovvero il portale SIDI. Il Dottor Fraterno ci aiuta dunque nel percorso complesso della determinazione di dati e operazioni necessarie per raggiungere risultati efficaci e corretti.

Temporizzazione e Ricostruzione della Carriera: quale provvedimento è più favorevole in caso di passaggio di ruolo da profilo inferiore a superiore?

In premessa dunque è opportuno specificare che i “passaggi di profilo” che interessano il “Comparto Scuola”, possono essere classificati in:

  • passaggi da altri Comparti Pubblici;
  • passaggi nell’ambito del “Comparto Scuola”.

Con questa breve disamina si vuole cercare di fare chiarezza, su come viene gestito il passaggio di ruolo nel “Comparto Scuola”, da un profilo inferiore ad uno superiore, considerato che è un’ipotesi abbastanza ricorrente in ambito scolastico, ovvero, capita spesso, per esempio, che un collaboratore scolastico transiti nel profilo di assistente amministrativo, oppure che un docente della scuola primaria chieda il passaggio a docente della scuola secondaria.In merito alla mobilità nell’ambito del “corpo docente” occorre sottolineare che, in caso di passaggio di profilo tra il ruolo di docente della scuola dell’infanzia a quello della scuola primaria, l’anzianità nel precedente ruolo rimane la stessa nel nuovo profilo e tenuto conto delle stesse tabelle stipendiali tra i due profili, anche lo stipendio rimane il medesimo. 

Analoga situazione, seppur solo per l’anzianità di servizio, succede in caso di passaggio di profilo dal ruolo di docente di scuola secondaria di primo grado, a quello di scuola secondaria di secondo grado, ad eccezione dello stipendio: le spettanze mensili saranno diverse, visto che le tabelle stipendiali dei due profili sono differenti.

In caso di passaggio di ruolo tra il profilo della scuola infanzia/primaria a quello della scuola secondaria – sia di primo che di secondo grado – per determinare l’anzianità e il relativo trattamento economico – nel profilo di “destinazione” – occorre distinguere due distinti momenti:

  1. all’atto dell’immissione in ruolo, così l’anzianità e il trattamento economico verranno dunque determinati con il meccanismo della temporizzazione;
  2. alla conferma in ruolo, dopo il superamento del periodo di prova, l’eventuale servizio antecedente all’immissione in ruolo sarà oggetto di “ricostruzione di carriera”.

Secondo quanto previsto dalla normativa, occorrerà determinare l’anzianità e il relativo trattamento economico, confrontando i due istituti – temporizzazione e ricostruzione di carriera – e scegliere quello più favorevole, in termini economici, alla data della decorrenza economica del ruolo.Analoga applicazione vale per i passaggi di profilo nell’ambito delle qualifiche del personale ATA (per esempio da CS ad AA), con la seguente particolarità: il confronto tra i benefici della temporizzazione e quelli della ricostruzione di carriera avvengono all’atto dell’immissione in ruolo, ovvero alla decorrenza economica del ruolo ATA. 

A questo punto appare utile approfondire il procedimento della temporizzazione.

In primis, è ragionevole chiarire che il principio su cui si base la temporizzazione, consolidato non solo in seguito a disposizioni legislative, ma anche a seguito di pronunciamenti della giurisprudenza, in via generale prevede che: il personale statale che passa da un ruolo ad un altro, non può percepire uno stipendio inferiore a quello già in godimento nel ruolo di provenienza.Detto questo, si segnala che la norma che disciplina la temporizzazione è sicuramente l’art. 4 del DPR 399/1988, che prevede:

“Nei casi di passaggio a qualifica funzionale o a livello retributivo superiori, al personale interessato, è attribuito lo stipendio iniziale previsto per la nuova qualifica, maggiorato poi dell’importo risultante dalla differenza tra lo stipendio maturato nella qualifica di provenienza e il relativo stipendio iniziale.”  

“Qualora il nuovo stipendio si collochi fra due posizioni stipendiali, il personale interessato è inquadrato nella posizione stipendiale immediatamente inferiore, ferma restando la corresponsione dell’assegno ad personam per la differenza.”

“La differenza (come assegno ad personam) previa temporizzazione è considerata utile ai fini dell’ulteriore progressione economica.”

“I benefici economici della temporizzazione non sono poi cumulabili con quelli derivanti dai riconoscimenti dei servizi previsti, agli effetti della carriera.”

In estrema sintesi, in caso di passaggio di profilo (da inferiore a superiore), occorre:  

  1. determinare il “VALORE ECONOMICO” della posizione stipendiale nel ruolo di provenienza, ossia: la differenza tra lo stipendio in godimento e lo stipendio iniziale della stessa qualifica di provenienza;
  2. sommare il valore economico allo stipendio iniziale della qualifica acquisita, determinando così lo “STIPENDIO AD-PERSONAM”;
  3. effettuare l’inquadramento nel nuovo ruolo con l’anzianità corrispondente all’importo dello stipendio “ad-personam” e precisamente si attribuisce la “CLASSE STIPENDIALE” immediatamente inferiore allo stipendio “ad-personam”;
  4. la differenza tra lo stipendio “ad-personam” e lo stipendio della classe immediatamente inferiore viene definito “ASSEGNO AD-PERSONAM”;
  5. l’assegno “ad-personam” – attraverso un calcolo matematico – viene trasformato poi in “ANZIANITA’ AGGIUNTIVA” sulla medesima classe stipendiale.

Si precisa, che le operazioni appena descritte, a seguito di un corretto inserimento di dati e sequenza di operazioni, vengono gestite dal sistema informatico in dotazione alle segreterie scolastiche, ovvero il portale SIDI. 

Tra l’altro, è lo stesso “sistema SIDI” che attribuisce al dipendente il calcolo più favorevole tra la temporizzazione e il risultato della ricostruzione di carriera.Pertanto, per chiarire quanto fin adesso analizzato, si illustra l’esempio di passaggio di profilo da collaboratore scolastico ad assistente amministrativo:all’atto dell’immissione in ruolo ossia alla decorrenza economica del ruolo, si procede a definire sia l’anzianità che il trattamento economico con il meccanismo della temporizzazione e della ricostruzione di carriera e successivamente stabilire il trattamento più favorevole.

Esempio:

  • Immissione in ruolo come Assistente Amministrativo – con Decorrenza Economica in data 25/10/2010 – Decorrenza Giuridica 1/9/2010;
  • Alla data del 31/08/2010 era inquadrato come Collaboratore Scolastico nella posizione stipendiale 15 (15/20) con uno stipendio annuo lordo di € 17.887,61 (17.221,92 + IVC + Prima Posizione Economica);
  • Conferma in ruolo (come profilo A.A.) in data 04/01/2011;
  • Servizio invece non di ruolo e ruolo inferiore prestato sino alla data del 31/08/2010 pari a 19 A – 11 M – 25 GG.

Procediamo, tenuto conto di quanto disposto dall’art. 4 del DPR 399/1988, con:

  1. La temporizzazione:

temporizzazione

Pertanto, per effetto della temporizzazione, dal 01.09.2010 spetta – nel profilo AA:

  1. L’inquadramento posizione stipendiale di anni 9;
  2. Stipendio annuo se lordo di € 18.536,38 oltre l’assegno ad-personam di € 1.156,79, per un totale dunque pari a € 19.693,17;
  3. Anzianità parziale 14 A 5 M 19 G (ovvero 9 anni + 5 A – 5 M – 19 G);
  4. Anzianità complessiva poi al 25/10/2010 (+ 1 M – 24 G) = 14 A – 7 M – 13 G.

2. La ricostruzione di carriera: il servizio tutto, svolto fino al 31/08/2010, in qualità di collaboratore scolastico, sarà oggetto di valutazione secondo quanto disposto dalla normativa, ossia:

  • i primi 4 anni di servizio pre-ruolo sono interamente utili;
  • il restante servizio – oltre i 4 anni – viene così conteggiato: i 2/3 di servizio è riconosciuto così utile ai fini giuridici ed economici; l’1/3 di servizio è riconosciuto utile ai solo ai fini economici.

Pertanto:

Servizio al 25/10/2010Servizi Utili ai fini giuridici ed economiciServizi Utili ai solo fini economici
Anzianità di Ruolo1 M – 24 G0
Pre Ruolo14 A – 7 M – 26 G 5 A – 3 M – 29 G
Anzianità Totale14 A – 9 M – 20 G5 A – 3 M – 29 G

Per effetto dell’anzianità utile ai soli fini giuridici ed economici (14 A – 9 M – 20 G), dunque, l’assistente amministrativo in oggetto viene inquadrato nella posizione stipendiale di anni 9/14 con uno stipendio annuo lordo di € 18.536,38.

A questo punto la domanda sorge spontanea: quale sarà la situazione più favorevole tra la temporizzazione e la ricostruzione di carriera?

Nella seguente tabella, si mettono così a confronto, alla data della decorrenza economica del ruolo (25/10/2010), le due situazioni – temporizzazione e ricostruzione di carriera -, sia sotto l’aspetto economico che sotto l’aspetto dell’anzianità: 

AL  25/10/2010TemporizzazioneRicostruzione di Carriera
Stipendio18.536,38 € + 1.156,79 € =  19.693,17 €18.536,38 €
Anzianità ai fini giuridici ed economici14 A  7 M 13 G14 A 9 M 20 G
Anzianità ai fini economici____________5 A 3 M 29 G

Così come prevede la normativa, la situazione più favorevole, in termini economici, alla data del 25/10/2010, è quella relativa alla temporizzazione ovvero:lo stipendio della temporizzazione è pari ad € 19.693,17 mentre quello relativo alla ricostruzione di carriera è pari ad € 18.536,38.Pertanto, il trattamento economico, l’anzianità e la relativa progressione stipendiale saranno quale risultato della temporizzazione.Da un’attenta analisi del caso proposto, si può dedurre che la ricostruzione di carriera è temporaneamente meno favorevole della temporizzazione alla data del 25/10/2010, ma sicuramente più vantaggiosa nell’immediato futuro e addirittura, con il raggiungimento del tetto di anzianità previsto dalla normativa, per il recupero dell’1/3 dell’anzianità utile ai soli fini economici – nel caso specifico 20 anni –, la differenza diventa più cospicua.

Si ribadisce inoltre che i benefici derivanti dalla temporizzazione non sono cumulabili con quelli derivanti dalla ricostruzione di carriera.

Con la tabella di seguito, si cerca di evidenziare quanto appena sostenuto, mettendo a confronto la progressione stipendiale secondo la temporizzazione con quella della ricostruzione di carriera – del caso in esame -.

Come si può notare, lo stipendio in godimento a seguito di ricostruzione di carriera, già dal 1/1/2011 è più alto (seppur di poco e per un breve periodo), ma quando si raggiungono i 20 anni (1/1/2016) e si recupera l’anzianità “congelata” (ovvero 1/3 di anzianità utile ai soli fini economici), la differenza, in termine di maturazione delle fasce stipendiali, inizia a diventare rilevante, con conseguenze in termini economici.

TEMPORIZZAZIONERICOSTRUZIONE
dataclassestipendioas.pers.totaledataclassestipendioas.pers.Totale
25/10/10918.411,101.156,7919.567,8925/10/10918.411,10 18.411,10
1/2/11918.411,101.156,7919.567,891/1/111519.680,15 19.680,15
1/3/111519.680,15 19.680,151/1/121519.680,15 19.680,15
1/3/121519.680,15 19.680,151/1/131519.680,15 19.680,15
1/3/131519.680,15 19.680,151/1/141519.680,15 19.680,15
1/3/141519.680,15 19.680,151/1/151519.680,15 19.680,15
1/3/151519.680,15 19.680,151/1/161519.680,15 19.680,15
1/3/161519.680,15 19.680,151/1/162120.956,80 20.956,80
1/3/172120.956,80 20.956,8031/8/172120.956,80 20.956,80
1/3/182120.956,80 20.956,801/9/172821.865,96 21.865,96
1/3/192120.956,80 20.956,801/9/182821.865,96 21.865,96
11/3/202120.956,80 20.956,801/9/192821.865,96 21.865,96
1/3/212120.956,80 20.956,801/9/202821.865,96 21.865,96
1/3/222120.956,80 20.956,801/9/212821.865,96 21.865,96
1/3/232120.956,80 20.956,801/9/222821.865,96 21.865,96
1/3/242821.865,96 21.865,961/9/232821.865,96 21.865,96
1/3/252821.865,96 21.865,961/9/243522.562,63 22.562,63
1/3/262821.865,96 21.865,961/9/253522.562,63 22.562,63
1/3/272821.865,96 21.865,961/9/263522.562,63 22.562,63
1/3/282821.865,96 21.865,961/9/273522.562,63 22.562,63
1/3/292821.865,96 21.865,961/9/283522.562,63 22.562,63
1/3/302821.865,96 21.865,961/9/293522.562,63 22.562,63
1/3/313522.562,63 22.562,631/9/303522.562,63 22.562,63
     1/9/313522.562,63 22.562,63
(Gli importi sono riferiti dunque alle tabelle stipendiali ante CCNL 2016/2018)

Per completezza di informazione e per un ulteriore spunto di riflessione, si segnala che il caso in esame, gestito attraverso il “sistema informatico SIDI”, restituisce – quindi conferma – quale istituto più favorevole per il dipendente, il risultato della temporizzazione – così come descritto e previsto dalla normativa -, salvo eventuale richiesta da parte dell’interessato, circa l’applicazione dell’istituto della ricostruzione di carriera e non della temporizzazione.

In merito alla possibilità di scelta dell’interessato, ad avviso dello scrivente e tenuto conto della “ratio” della normativa, sarebbe giusto concedere questa opportunità al dipendente, onde evitare trattamenti che seppur più vantaggiosi alla data della decorrenza economica (come nel caso in esame), possano precludere scenari più favorevoli per il “futuro prossimo” ma anche in ottica pensionistica.Si precisa che, laddove le segreterie scolastiche si trovassero dinanzi ad un caso simile e dietro a specifica istanza in tal senso, il relativo decreto dovrà essere trattato “manualmente”, magari previo accordo con la locale RTS o quantomeno previa comunicazione preventiva e comunque fermo restando l’archiviazione agli atti della scuola della richiesta del dipendente.

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