Articolo e introduzione della DSGA Paola Perlini

Organici del personale docente e ATA per il 2022/23. Il decreto con le tabelle

Il Ministero dell’Istruzione ha trasmesso il Decreto Interministeriale 90 dell’11 aprile 2022, inerente le dotazioni organiche del personale docente e ATA dei posti comuni e di potenziamento, di sostegno e di adeguamento dell’organico alle situazioni di fatto per l’a.s.2022/2023.

Per i posti comuni e di potenziamento “di diritto”, è confermato il contingente numerico complessivo attualmente in dotazione. Mentre il sostegno risulta incrementato da 11.000 stabilizzazioni.

In applicazione della Legge di Bilancio 234/2021 sono previsti ex novo 2.247 posti di educazione motoria nella scuola primaria e 8.741 posti per la riduzione del sovraffollamento nelle classi, ma “ad invarianza di risorse finanziarie e strumentali disponibili”: ovvero non investimenti aggiuntivi, bensì una rimodulazione derivante dalla quota dei pensionamenti e dalle cessazioni.Il ministero, con un cronoprogramma a scadenze anticipate, sta definendo l’organico a pochi giorni dalla chiusura del nodo di SIDI (è il 19 aprile la data ultima di comunicazione dei posti disponibili) costringendo ad una continua corsa documentale sia le scuole che gli Uffici Scolastici Territoriali, impegnati nelle operazioni connesse all’individuazione dei soprannumerari.

Le criticità dell’organico scolastico

Le criticità sono sempre evidenti quando si parla di organico della scuola:

  • inadeguatezza dell’organico sia per i docenti, che per il personale educativo e ATA;
  • assenza di investimenti sulla scuola e, in genere, sul comparto della conoscenza, né modifiche strutturali e programmate nel tempo; si tratta sempre di operazioni contabili dettate dal Ministero delle Finanze nel silenzio di qualsiasi riflessione pedagogica;
  • assente l’idea di progettare un percorso di miglioramento del sistema che forma i futuri cittadini, innalzando i livelli di benessere produttivo, sociale e culturale;
  • necessaria la riduzione degli alunni per classe e la progressiva modifica del DPR 81/2009, che deve essere la prima significativa misura di attenzione verso una scuola da cui si pretende di rinnovare “ad invarianza di risorse” scommettendo sulla denatalità per ridurre i posti. Questo demotiva e disorienta il personale.
  • Da due anni l’emergenza sanitaria ha aperto scenari nuovi sulla centralità della scuola, il cui ruolo insostituibile fatto di partecipazione, presenza e confronto, richiede necessariamente maggiori  risorse rispetto a quelle stanziate.

Alleghiamo il testo del decreto e le tabelle relative. Qui il decreto e le relative tabelle