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Novità nel Decreto Aiuti Bis: nasce la figura del Docente Esperto.

Novità nel Decreto Aiuti Bis: nasce la figura del Docente Esperto.

Articolo di Sara Barone

Tra le novità ritrovate all’interno del Decreto Aiuti bis, vi è quella di spicco relativa alla creazione di una nuova figura all’interno del sistema scolastico.

Il docente esperto, a cui andranno destinati 5mila euro del DL.

Chi è il docente esperto e come lo si diventa?

Trattasi di una qualifica che sarà resa disponibile a coloro i quali, nell’arco della propria carriera professionale, avranno conseguito tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili, ovvero che non hanno possibilità di essere seguiti in contemporanea.

L’obiettivo è quello di generare nuovi professionisti che abbiano sviluppano metodologie didattiche alternative e innovative, al passo con la digitalizzazione e la creazione delle nuove competenze sempre più impellenti nel panorama scolastico del futuro.

L’utilizzo degli strumenti digitali, così come l’acquisizione delle competenze circa le pratiche di inclusione degli studenti più fragili, rientrano a pieno titolo nelle richieste di cui all’art. 16 comma 1 del D.lgs 59/2017.

Per quel che concerne i criteri di valutazione e selezione del docente esperto, ricordiamo i punti fondamentali:

  • Media dei punteggi positivi ottenuti nei percorsi formativi
  • In caso di parità di punteggio, si farà riferimento al tempo di permanenza del docente all’interno della scuola da cui ha svolto la valutazione
  • In seconda istanza si valuterà l’esperienza professionale totale e i titoli di studio.

Si prende nota dalla contrattazione collettiva (CCNL)

È bene tenere altresì a mente che il docente esperto svolgerà funzioni esclusivamente relative all’insegnamento e dovrà rimanere nell’istituzione scolastica di riferimento per tutto il corso del triennio successivo al conseguimento della qualifica.

Quale sarà la retribuzione dei Docenti Esperti?

A conti fatti, dal 2023 saranno distribuiti 5mila euro del DL ai nuovi 8mila docenti annuali che otterranno la carica di “esperti” – 32.000 unità in totale fino al 2036.

A costoro verrà elargito uno stipendio annuale pari a 5.650 euro in più rispetto al trattamento base stipendiale (assegno annuale ad personam).

Ai fini del sistema pensionistico e previdenziale, invece, si conterà sulle anzianità contributive maturate che partono dalla data di decorrenza del beneficio economico ottenuto.

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