L’AIFA dovrebbe autorizzare a breve la distribuzione del nuovo vaccino Novavax, che potrebbe aiutare a convincere chi è ancora indeciso, mentre il personale scolastico resta osservato speciale

L’ufficializzazione da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco alla distribuzione in Italia del vaccino Novavax potrebbe convincere alcuni indecisi, i cosiddetti no vax soft.

Nonostante la percentuale di vaccinati sul totale della popolazione sfiori l’80%, per alcune categorie professionali la presenza di molti no vax rappresenta un problema saliente.

Nel mondo della scuola, circa 40mila persone tra i docenti e Ata più refrattari hanno preferito la sospensione dall’incarico, piuttosto che l’adesione alla campagna vaccinale. A loro è indirizzato il messaggio del presidente dell’AIFA, rilasciato ad AdnKronos.

Secondo quanto espresso da Piero Palù, numero uno di AIFA, alcuni di questi soggetti potrebbero predisporsi alla somministrazione del quinto vaccino in arrivo in Italia, che ha già ricevuto il via libera dell’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco.

Novavax (disponibile un approfondimento su Ambasciator) potrebbe rassicurare i no vax soft, rispetto agli altri quattro vaccini già in commercio. Secondo alcune considerazioni riportate da Tecnicadellascuola.it, “Il fatto che esso si differenzi rispetti ai vaccini a mRna (Pfizer e Moderna) e a quelli a vettore virale (AstraZeneca e Johnson & Johnson), adoperando le proteine e quindi una tecnologia più tradizionale, costituirebbe un punto a suo vantaggio, in quanto gli scettici percepirebbero il nuovo prodotto farmaceutico come “meno sperimentale” degli altri”.

Le prime dosi del vaccino Novavax dovrebbero essere recapitate ai Paesi membri dell’Ue nei primi mesi del 2022. L’Europa infatti ha ordinato circa 27 milioni di dosi. Il contratto permetterebbe poi agli Stati di acquistare ulteriori 100 milioni di dosi, nel corso del 2022 e del 2023. Queste nuove fiale si sommano alle 2,4 miliardi di dosi acquistate da Pfizer/BioNtech; ai 400 milioni di Astrazeneca, 400 milioni del farmaco di Johnson & Johnson, e ai 460 milioni di dosi di Moderna.

I vantaggi del nuovo vaccino

Il Novavax si somministra con 2 dosi a 3 settimane l’una dall’altra e funziona attraverso una versione prodotta in laboratorio della proteina Spike che si trova sulla superficie del virus. Questa agisce da adiuvante, quindi rafforza la risposta immunitaria del soggetto. Il sistema immunitario identifica la proteina come estranea, producendo difese naturali contro di essa, come anticorpi e cellule T.

I trial, che hanno coinvolto in totale oltre 45.000 persone, mostrano che Novavax risulta efficace nel prevenire Covid-19 nelle persone dai 18 anni di età. Inoltre, gli effetti indesiderati – spiega l’Ema – sono stati generalmente lievi o moderati e sono scomparsi entro un paio di giorni.