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NON C’E’ PIÙ TEMPO DA ATTENDERE: PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE DEI DIRETTORI SGA (DSGA)

NON C’E’ PIÙ TEMPO DA ATTENDERE. PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE DEI DIRETTORI SGA (DSGA)

Articolo a cura della Dott.ssa Agata Scarafilo

Non si ferma la protesta dei DSGA (Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi). Essi proclamano ufficialmente lo stato di agitazione attraverso le associazioni sindacali AIDA– Scuole” e ANQUAP”.

Associazioni che hanno avuto pubblicamente il sostegno, altresì, del seguitissimo gruppo NOI…DSGA”. Esso conta ben 14.602 membri tra DSGA, DS, AA, AT e funzionari dell’ATP/USR.

A tutela della categoria dei DSGA, con una nota ufficiale, l’AIDA – Scuole , presieduta dalla dott.ssa Giuliana Sannito, ha proclamato nei giorni scorsi lo stato di agitazione dei Direttori SGA. Si chiede l’avvio della preventiva procedura di raffreddamento e conciliazione.

L’associazione lamenta il ritardo inammissibile nell’apertura dei tavoli contrattuali. Inoltre, l’inaccettabile andamento delle trattative che fanno emergere la palese intenzione dello Stato di non applicare, per il solo mondo Scuola, l’area delle elevate professionalità, di cui alla Legge 113/2021, prevista, tra l’atro, dall’atto di indirizzo per i rinnovi contrattuali.

Insomma, un agire assolutamente discriminatorio verso i Direttori SGA. Uniche figure rientranti nella definizione del nuovo profilo per ciò che svolgono e rappresentano nell’organizzazione scolastica.

Come se tutto ciò non bastasse, dai comunicati sindacali relativi alle trattative di contrattazione in atto, si evince che le scelte sono orientate a sfruttare ancor di più i Direttori SGA. Con un aumento del carico di responsabilità a sostanziale costo zero. Ossia un “contentino” remunerativo da attingere dal Fondo M.O.F. e volto ad incrementare la quota variabile dell’indennità di direzione. (https://scuola.psbconsulting.it/ma-che-vi-ha-fatto-il-dsga-fuori-le-risorse-basta-mortificazioni-e-responsabilita/?fbclid=IwAR3Q36Z4gsIbdZj8Sgng9mkFM38qZ6d_hOx4YoTQyU3dZcDG_0xq4lDayPI).

Poca chiarezza– evidenzia Giuliana Sannitoe scarso riconoscimento non fanno bene alle nostre scuole. Dove i Direttori profondono impegno qualificato e vengono parallelamente ed esplicitamente esclusi dal riconoscimento economico per carichi di lavoro aggiuntivi e solo apparentemente “facoltativi”. In ultimo gestione fondi PNRR.

Sulla stessa linea anche l’ANQUAP, presieduta da Giorgio Germani, che come l’AIDA – Scuole chiede di essere convocati al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Anche l’ANQUAP pone in evidenza l’esigenza di una radicale revisione dell’ordinamento professionale dei DSGA e di tutto il personale ATA.

I DSGA – afferma Giorgio Germani vanno collocati nell’area delle elevate professionalità, prevista dall’atto di indirizzo madre per i rinnovi contrattuali. In ragione di ciò che già sono e fanno (funzionari direttivi in posizione apicale, in una particolare relazione con il Dirigente scolastico fondata sulle direttive di massima).

Ricordiamo, che l’area delle elevate professionalità è già stata inserita negli altri Comparti, anche con la definizione di una struttura retributiva identica a quella dirigenziale. Trattamento fondamentale, retribuzione di posizione e retribuzione di risultato. 

Così, evidenza l’ANQUAP, non prevedere l’area delle elevate professionalità anche nel Comparto Istruzione e Ricerca (in tutte le sezioni a partire dalla scuola) costituirebbe una discriminazione intollerabile. Certificherebbe uno status di minorità del Comparto stesso.

Alla luce di tutto ciò anche il gruppo “NOI DSGA, guidato nella veste di amministratore dal direttore Fabio Amici, ha dichiarato di sostenere lo stato di agitazione proclamato dalle associazioni sindacali AIDA e ANQUAP .

Infatti, il gruppo “NOI DSGA ha invitato tutti i colleghi a seguire le indicazioni che le associazioni daranno ai loro iscritti, perché mai come in questo momento servono azioni concrete.

Inoltre, il gruppo ha invitato tutti i DSGA chiedere conto di ciò che sta succedendo alle proprie OO.SS.. Perché “Non c’è più tempo da attendere!”

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