Nigeria: tentato sequestro in una scuola

Nigeria: tentato sequestro in una scuola

In Nigeria un commando terroristico ha preso d’assalto una scuola dell’infanzia; provvidenziale l’intervento del preside.

È difficile immaginarsi scenari in cui episodi del genere siano all’ordine del giorno.

Eppure in Nigeria, a sole due ore di volo dalla Sicilia, non è la prima volta che una scuola dell’infanzia viene presa di mira dai terroristi.

I bambini diventano un obbiettivo, per essere rivenduti o essere oggetto di scambio.

L’accaduto

L’episodio si è verificato nella diocesi di Makurdi, nella Father Angus Frazer Memorial High School.

Un gruppo di terroristi ha fatto irruzione nella scuola dell’infanzia. Mentre si facevano strada armati per raggiungere i bambini, il preside ha prontamente spento le luci dell’edificio, impedendo la visibilità ai malintenzionati.

Successivamente ha allarmato maestre e alunni, che erano nell’ora del riposino, facendoli immediatamente evacuare l’istituto, lasciando i rapinatori con un pugno di mosche.

Un funzionario del Corpo di Sicurezza e Difesa Civile della Nigeria che sorvegliava la scuola è stato ferito nel tentativo di contenere i malfattori.

L’intervento del preside

Il dirigente scolastico, padre Emmanuel Ogwuche, ha compiuto sicuramente un gesto eroico salvaguardando l’incolumità di tutti gli alunni e degli insegnanti.

I terroristi hanno comunque fatto esplodere dei colpi d’arma da fuoco, testimoniati dai bossoli ritrovati nelle mura.

Il rumore degli spari farà sempre eco nella mente di chi per pochi istanti è riuscito a evitare una tragedia. 

L’appello allo stato

Il direttore delle Comunicazioni sociali della diocesi di Makurdi, padre Moses Iorapuu, ha così dichiarato a Mondo Solidale:

“Questo attacco è avvenuto nella capitale dello Stato, e se non ci sono misure di sicurezza per proteggere le nostre scuole dovremo sospendere le nostre attività perché non sappiamo quale scuola sarà il prossimo obiettivo. Ci aspettiamo che ci sia una reazione e che questo attacco alla scuola spinga finalmente il governo ad agire. gli alunni sono stati traumatizzati e c’è paura di ulteriori atrocità”.

Conclusioni

È impossibile restare impassibili di fronte a questi accadimenti, che se da un lato ci fanno apprezzare la fortuna di vivere una realtà cosi vicina geograficamente ma così distante culturalmente, dall’altro ci devono spingere alla riflessione, alla solidarietà, a sostenere concrete iniziative perché la serenità e l’istruzione siano garantite incondizionatamente a tutti i bambini.

Tenendo sempre a mente che, è solo un caso se non siamo al loro posto, è solo un caso se siamo nati in questa parte del mondo.

Articolo di Davide Bianco.

Resta sempre aggiornato su https://scuola.psbconsulting.it/news/

Autore