Articolo di Anna Maria Stammitti e introduzione di Paola Perlini

Introduzione all’articolo

Questo argomento è di attualità quotidiana perché le scuole si occupano, nelle attività ordinarie e soprattutto nello svolgimento di quelle progettuali, della selezione e della individuazione di esperti interni ed esterni.

Nel presente lavoro viene presa in esame tutta la normativa vigente che subordina la possibilità di conferire un contratto di lavoro autonomo al preliminare accertamento, da parte della Pubblica Amministrazione, dell’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno.

Pertanto, in via preliminare, l’Istituzione scolastica deve provvedere a verificare se siano presenti e disponibili al proprio interno le risorse professionali di cui necessita. Se questo non sarà possibile, successivamente potrà utilizzare le risorse di altre scuole. Ciò attraverso l’istituto della collaborazione plurima prevista dal CCNL. Infine potrà rivolgersi all’esterno richiedendo l’ausilio di esperti preparati per l’esigenza.

L’articolo si occupa anche dei casi di incompatibilità, della normativa specifica prevista per i progetti europei e dei contratti stipulati ai sensi del D.Lgs. 50/2016. Viene completato anche da un’appendice specifica per gli adempimenti fiscali e gli obblighi di pubblicazione su piattaforma Noipa.

Nella speranza di aver fatto chiarezza su un argomento vario e complesso auguriamo buona lettura.

Selezione e della individuazione di esperti interni ed esterni: modalità di contrattualizzazione nelle scuole

Le istituzioni scolastiche si occupano molto frequentemente, nelle attività ordinarie e soprattutto nello svolgimento di quelle progettuali, della selezione e della individuazione di esperti interni ed esterni.

Il principio generale dell’ordinamento è che le P.A. hanno l’obbligo di far fronte alle ordinarie competenze istituzionali col migliore e più produttivo impiego delle risorse umane e professionali di cui dispongono. A questo proposito, si richiamano l’art. 97 della Costituzione. «Le P.A. fanno fronte ai propri fabbisogni mediante le risorse umane di cui dispongono al proprio interno. Nel rispetto dei principi di efficienza, imparzialità e buon andamento» e l’art. 7, comma 6, del D.Lgs.30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche» (di seguito, anche «T.U. Pubblico Impiego»), che subordina la possibilità di conferire un contratto di lavoro autonomo al preliminare accertamento, da parte della Pubblica Amministrazione, dell’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno.

Sulla stessa linea è anche l’art. 43, comma 3, del Decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129, recante «Istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi ell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107» (di seguito, anche il «Regolamento»). Il quale ha previsto che: «È fatto divieto alle istituzioni scolastiche di acquistare servizi per lo svolgimento di attività che rientrano nelle ordinarie funzioni o mansioni proprie del personale in servizio nella scuola. Fatti salvi i contratti di prestazione d’opera con esperti per particolari attività ed insegnamenti. Al fine di garantire l’arricchimento dell’offerta formativa, nonché la realizzazione di specifici programmi di ricerca e di sperimentazione».

Pertanto, in via preliminare, l’Istituzione scolastica deve provvedere a verificare se siano presenti o disponibili al proprio interno le risorse professionali di cui necessita.

In fase di esecuzione delle attività progettuali organizzate dalle scuole (in particolare, ad esempio, i progetti europei) è necessario dotarsi di personale qualificato. Il progettista, per la predisposizione, in particolare, degli atti di una gara; il personale, per l’organizzazione e la gestione amministrativo contabile; i tecnici esperti, per il collaudo delle attrezzature e per l’addestramento all’utilizzo delle stesse.

La selezione del personale deve essere svolta in conformità alle disposizioni normative vigenti relative al conferimento degli incarichi effettuato da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

La normativa cui le istituzioni scolastiche fanno riferimento è il D. Lgs.vo 165 del 30.03.2001, ma anche le Linee Guida dell’Autorità di Gestione del Ministero dell’Istruzione, note prot. 34815 del 2 agosto 2017 “Attività di formazione – chiarimenti sulla selezione degli esperti,” prot. 37407 del 21 novembre 2017 “Manuale per la selezione di tutor ed esperti”, le linee guida «Disposizioni ed istruzioni per l’attuazione delle iniziative cofinanziate con i Fondi Strutturali Europei” del 9 ottobre 2020.

Il Ministero dell’Istruzione, che supporta le scuole nello svolgimento delle varie attività, ha pubblicato anche il Quaderno MIUR n. 3 “Istruzioni per l’affidamento di incarichi individuali”.

Con riferimento agli incarichi conferiti a dipendenti pubblici, siano essi dipendenti della medesima Pubblica Amministrazione o di altre Pubbliche Amministrazioni, l’articolo 53 del D.L.gs. 30 marzo 2001, n. 165, “Incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi”. Prevede che le Pubbliche Amministrazioni non possano conferire ai dipendenti incarichi, non compresi nei compiti e nei doveri di ufficio, che non siano espressamente previsti o disciplinati da leggi o altre fonti normative. Ovviamente occorra che non siano espressamente autorizzati.

Il conferimento di incarichi a dipendenti di pubbliche amministrazioni può avvenire da parte della medesima Pubblica Amministrazione di appartenenza. Ovvero da parte di altri soggetti (pubblici o privati).

In tale ultimo caso, tuttavia, è necessario che i dipendenti siano preventivamente autorizzati dall’Amministrazione di appartenenza. (comma 7 art. 53 D. Lgs. vo 165/2001). Tale autorizzazione può essere richiesta dall’interessato oppure dalla Amministrazione conferente direttamente alla Amministrazione di appartenenza del candidato individuato.

Sono però esclusi dalla preventiva autorizzazione della Amministrazione di appartenenza i compensi e le prestazioni derivanti:

a) dalla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;

b) dalla utilizzazione economica da parte dell’autore o inventore di opere dell’ingegno e di invenzioni industriali;

c) dalla partecipazione a convegni e seminari;

d) da incarichi per i quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate;

e) da incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo;

f) da incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita;

f-bis) da attività di formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione nonché di docenza e di ricerca scientifica.

Al fine di consentire la valutazione in merito alla insussistenza di situazioni di incompatibilità o ipotesi di conflitto di interessi, che possano pregiudicare l’imparziale esercizio delle pubbliche funzioni, le attività non rientranti fra quelle da autorizzare sono comunque oggetto di comunicazione all’Amministrazione di appartenenza da parte del dipendente.

In ogni caso, il conferimento operato direttamente dall’Amministrazione di appartenenza, e l’autorizzazione all’esercizio di incarichi che provengano da Amministrazione pubblica diversa da quella di appartenenza, deve avvenire sulla base di criteri oggettivi e predeterminati. Questi devono tener conto della specifica professionalità, tali da escludere casi di incompatibilità, sia di diritto che di fatto, nell’interesse del buon andamento della Pubblica Amministrazione, o situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi, che pregiudichino l’esercizio imparziale delle funzioni attribuite al dipendente.

Tale previsione è finalizzata ad evitare che i dipendenti pubblici:

  • svolgano attività vietate per legge ai lavoratori della Pubblica Amministrazione;
  • svolgano attività che li impegnino eccessivamente facendo trascurare i doveri d’ufficio;
  • svolgano attività che determinino un conflitto d’interesse con l’attività lavorativa, pregiudicando l’esercizio imparziale delle funzioni attribuite al dipendente.

L’istituzione scolastica che intenda conferire, ad esempio, incarichi per lo svolgimento di attività finanziate da fondi europei, ministeriali, altri Enti, pubblici e/o privati, deve espletare procedure di individuazione e/o reclutamento del personale conformi ai principi di trasparenza, pubblicità, parità di trattamento, buon andamento, economicità, efficacia e tempestività dell’azione amministrativa.

Nessun incarico, salvo quello per le figure specifiche del DS e DSGA o di altri uffici per le funzioni di loro competenza, può essere conferito direttamente.

Qualsiasi incarico conferito a personale interno o esterno all’istituzione scolastica deve essere preceduto da specifiche procedure di selezione, salvo quanto disposto dalla Circolare n. 2 dell’11 marzo 2008 del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione. Con riferimento ai contratti che si concludono con la singola prestazione giornaliera.

Quindi, occorre svolgere, prioritariamente, una reale ricognizione sulle professionalità corrispondenti allo specifico percorso formativo o sulla disponibilità di professionalità interne all’Istituzione Scolastica medesima che siano in grado di adempiere all’incarico.

L’Istituzione Scolastica può svolgere tale verifica rendendo noti i propri fabbisogni mediante un apposito avviso interno. Questo deve essere pubblicato sul proprio sito web, Albo on line-pubblicità legale e sulla sezione Amministrazione Trasparente. Deve altresì contenere criteri specifici e predeterminati di selezione.

Procederà, pertanto, a raccogliere le disponibilità dei docenti o del personale interno e a valutarne i curricula. Qualora sia presente o disponibile nel corpo docente o, a seconda delle esigenze, tra il personale ATA, una professionalità rispondente a quella richiesta, l’Istituzione Scolastica, sulla base della graduatoria, conferirà alla medesima un incarico. Mediante apposita “lettera di incarico”, contenente criteri specifici e predeterminati di selezione.

Ogni professionalità all’interno dell’istituzione scolastica è documentabile. Sia perché “il prestatore di lavoro” è “adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o alle mansioni equivalenti nell’ambito dell’area di inquadramento” (art. 52, co.1°T.U. pubblico impiego; cfr. art. 2103 C.C.), sia perché, attraverso la presentazione di documentazione idonea a dimostrare l’effettivo possesso delle competenze professionali necessarie per lo specifico percorso formativo, potrà documentare in maniera idonea la sua candidatura.

Qualora sia accertata l’impossibilità di disporre di personale interno, l’Istituzione Scolastica ha la possibilità di ricorrere all’istituto delle collaborazioni plurime, ex art. 35 CCNL del 29 novembre 2007 per i docenti e ex art.57 del medesimo CCNL per il personale ATA.

L’Istituzione Scolastica pubblicherà, in questo caso, sul proprio sito web, su Albo on line- pubblicità legale e sulla sezione Amministrazione Trasparente, un avviso rivolto al personale di altre Istituzioni Scolastiche. Con il quale viene manifestata l’intenzione di far ricorso ad un docente o comunque, ad una figura professionale all’interno del personale ATA, in servizio presso tali Istituzioni. Specificando le caratteristiche della risorsa professionale di cui necessita e dettagliando i criteri in base ai quali sarà effettuata la selezione.

Contestualmente, l’Istituzione Scolastica potrebbe inoltrare alle altre Istituzioni Scolastiche una apposita comunicazione. Ciò al fine di rendere nota l’intenzione di far ricorso ad un docente o altro personale in servizio presso tali Istituzioni.

Qualora presso altra Istituzione sia accertata la disponibilità di docenti o personale idoneo sarà possibile instaurare un rapporto di collaborazione plurima, mediante apposita lettera di incarico. Ciò previa autorizzazione del Dirigente Scolastico della scuola di appartenenza del docente o del personale. Resa a condizione che la collaborazione non interferisca con gli obblighi ordinari di servizio. Spesso le scuole utilizzano tale forma di avviso di selezione all’interno delle Reti scolastiche di cui fanno parte e per progetti e attività di interesse comune.

Solo qualora la Pubblica Amministrazione abbia accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno può, sempre previo espletamento di una procedura comparativa, stipulare contratti di lavoro autonomo. Ai sensi dell’art. 7, comma 6 del D. Lgs. 165/2011, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità:

a) l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente. Nonché ad obiettivi e progetti specifici e determinati. Deve inoltre risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell’amministrazione conferente;

b) l’amministrazione deve avere preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno;

c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata;

d) devono essere preventivamente determinati durata, oggetto e compenso della collaborazione.

Non è ammesso il rinnovo. L’eventuale proroga dell’incarico originario è consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore. Ferma restando la misura del compenso pattuito in sede di affidamento dell’incarico medesimo.

La procedura deve essere espletata anche in base alla ulteriore normativa applicabile e agli orientamenti formatisi nella giurisprudenza e nella prassi (ad es., sentenze, circolari, deliberazioni della Corte dei Conti).

In particolare, rientra, nell’ambito dei contratti di lavoro autonomo, il “contratto di prestazione d’opera” (art. 2222 cod. civ. e ss), categoria nella quale rientra altresì il contratto d’opera intellettuale (art. 2229 cod. civ.).

Il ricorso a tale modalità di affidamento deve essere preventivamente disciplinato dall’Istituzione Scolastica. Mediante strutturazione ed adozione di un proprio Regolamento, che descriva le procedure e i criteri oggettivi e predeterminati di scelta del contraente. Che rappresenti altresì le regole volte a prevenire situazioni di incompatibilità o di conflitto di interessi. Che indichi inoltre il limite massimo dei compensi attribuibili, in relazione al tipo di attività e all’impegno professionale richiesto.

In generale, nel definire i requisiti tecnici e professionali dei concorrenti, va garantito il rispetto del limite della proporzionalità e della ragionevolezza. Oltre che della pertinenza e congruità dei requisiti prescelti in relazione alle caratteristiche dello specifico oggetto di selezione. In definitiva, per semplificare, l’avviso di selezione deve contenere il riferimento ai titoli e ai requisiti che possano garantire la selezione del “migliore formatore” possibile. Non contenere affatto requisiti e titoli non necessari o addirittura inutili per lo svolgimento di una determinata attività.

Tale Regolamento deve prevedere anche, come buona prassi, che i criteri di selezione adottati siano utilizzati anche per il preventivo svolgimento delle procedure di selezione del personale interno.

Il Regolamento viene approvato dal Collegio dei Docenti e deliberato dal Consiglio di Istituto, anche sulla base di quanto indicato dal D.I. 129/2018, come previsto dall’art. 45, comma 2, lett. h) del cit. D.I. «Al Consiglio d’istituto spettano le deliberazioni relative alla determinazione, nei limiti stabiliti dalla normativa vigente in materia, dei criteri e dei limiti per lo svolgimento, da parte del dirigente scolastico, delle seguenti attività negoziali: […] h) contratti di prestazione d’opera con esperti per particolari attività ed insegnamenti […]».

Gli avvisi rivolti al personale esterno all’istituzione scolastica devono essere pubblicati sul sito web istituzionale, su Albo on line- pubblicità legale e sulla sezione Amministrazione Trasparente. Ciò per un periodo indicativo di 15 giorni. Al fine di garantire una maggiore trasparenza delle procedure e consentire ai potenzialmente interessati di partecipare.

In particolare, l’avviso, da pubblicare con le modalità descritte, dovrebbe contenere le seguenti informazioni:

  • oggetto dell’incarico;
  • tipologia di conoscenze e competenze richieste per l’assolvimento dell’incarico.

Per facilitare l’oggettiva comparazione dei titoli e delle esperienze, è necessario restringere il campo ai soli titoli e alle sole esperienze coerenti con l’incarico da attribuire.

  • criteri di comparazione dei curricula con indicazione del relativo punteggio;
  • compenso orario previsto;
  • durata dell’incarico;
  • modalità di presentazione della candidatura con termine per la proposizione delle domande;
  • procedura di selezione;
  • informativa in materia di trattamento dei dati personali e ulteriori previsioni richieste dalla normativa in materia di protezione dei dati personali.

Alle procedure comparative per la selezione di esperti esterni possono partecipare professionisti autonomi, dipendenti di altre Pubbliche Amministrazioni, docenti appartenenti ad altre Istituzioni Scolastiche. Essi devono essere in possesso delle competenze richieste in riferimento allo specifico contenuto del percorso previsto.

Possono partecipare a tali procedure anche lavoratori pubblici e privati collocati in quiescenza, perché l’art. 5, comma 9, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, si riferisce esclusivamente al divieto per le pubbliche amministrazioni di conferire incarichi direttivi, dirigenziali, cariche in organi di governo, incarichi di studio o consulenza, non certo alle attività formative che sono sempre consentite.

All’esito dell’espletamento di una qualsiasi procedura di selezione di personale esterno, l’Istituzione Scolastica stipulerà con l’esperto individuato un contratto di prestazione d’opera ex art. 2222 e ss. del codice civile.

Qualora l’esperto individuato sia un dipendente pubblico, il conferimento dell’incarico dovrà avvenire nel rispetto dell’articolo 53 (“Incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi”) del D.Lgs.30 marzo 2001, n. 165, nella misura in cui risulti applicabile allo specifico affidamento, ed in conformità alla normativa vigente.

In caso di assenza o di indisponibilità di professionalità adeguate all’interno dell’istituzione scolastica, ed in assenza di candidati rispetto all’avviso pubblico di selezione emanato per esperti esterni, è possibile selezionare esperti già iscritti in appositi elenchi o albi di formatori riferiti alle specifiche esigenze formative del mondo della scuola, nella cui fattispecie non rientrano gli albi delle professioni regolamentate dai relativi Ordini.

L’utilizzo di esperti mediante la consultazione di un elenco precostituito è ammissibile, a condizione che la costituzione del medesimo sia avvenuta a seguito di avviso pubblico contenente informazioni circa l’oggetto, la durata, il luogo ed il compenso del particolare incarico da conferire, ed elaborato in coerenza con quanto stabilito nel Regolamento di Istituto, adottato ai sensi dell’art. 45 del D.I.129/2018.

In particolare, in presenza di elenchi di formatori, gli esperti possono essere individuati all’interno degli stessi, nel rispetto dei principi di rotazione degli incarichi, parità di trattamento, non discriminazione, libera concorrenza, trasparenza e proporzionalità.

Gli elenchi devono essere periodicamente aggiornati nel rispetto della normativa vigente in materia.

Una volta individuato l’Esperto, tramite l’elenco o l’albo, l’istituzione scolastica procede al conferimento al medesimo di un incarico, se trattasi di personale interno, o alla stipula di un contratto di prestazione d’opera, se invece si tratta di personale esterno.

Si sottolinea come, in questo caso, il CIG (codice identificativo di gara) non vada proprio chiesto, neppure quello ‘smart’, come precisa l’ANAC, nelle sue FAQ sulla tracciabilità, in particolare la n. A8, dove inserisce, alcuni casi, previsti da disposizioni eterogenee, di esenzione dal CIG e, tra questi, “gli incarichi di collaborazione ex articolo 7, comma 6, del decreto legislativo n. 165/2001 (testo unico sul pubblico impiego)”.

Quindi, nella contrattualizzazione di un esperto persona fisica, non si dovrà mai inserire il CIG, a prescindere dal fatto che l’esperto sia o meno titolare di Partita IVA. La normativa in base alla quale si stipula un contratto con l’esperto è l’art. 7, comma 6, del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165; gli artt. 43-44-45 del Decreto Interministeriale n. 129 del 2018, non il codice dei contratti pubblici ( D.Lgs.vo 50/2016 e ss.ii.mm.).

È bene ricordare che anche gli incarichi conferiti ed i contratti stipulati sono oggetto di pubblicazione sul sito web istituzionale, Albo on line-pubblicità legale e sulla sezione Amministrazione Trasparente, corredati dei curricula, che debbono contenere solo i dati personali indispensabili, in applicazione della normativa sulla privacy, D.lgs. n. 196/03, integrato con le modifiche introdotte dal Decreto Lgs.vo 10 agosto 2018, n. 101, recante “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonchè alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)” (in G.U. 4 settembre 2018 n.205).

Si allega, a parte, il dettaglio relativo agli adempimenti fiscali ed agli obblighi di pubblicazione.

Per quanto si riferisce a particolari attività formative e progettuali è possibile che le istituzioni scolastiche, al fine di garantire esperti di alto livello, adeguato al personale e/o agli studenti da formare, provvedano direttamente all’adozione di procedure ad evidenza pubblica, senza previa ricerca del personale interno e/o esterno.

È possibile quindi affidare a soggetti giuridici esterni gli eventuali percorsi formativi in ragione anche della loro complessità (Università, associazioni, enti di formazione esperti della materia, enti accreditati dal MIUR, ecc..), ricorrendo ad una procedura negoziale secondo le disposizioni del Decreto Legislativo 18 Aprile 2016, N. 50 del 18 aprile 2016 e ss.mm.ii.

In tal caso è possibile mettere a base d’asta esclusivamente l’importo previsto per la formazione ed eventualmente il materiale didattico specifico o le spese strettamente correlate, dovendo rimanere ad esclusivo carico e responsabilità dell’istituzione scolastica tutti gli aspetti organizzativi, amministrativo- contabili e gestionali, in quanto beneficiaria dell’eventuale finanziamento utilizzato e titolare di quella attività e/o progetto.

Si tratta in questo caso di bando pubblico di selezione/individuazione di soggetti giuridici, mediante procedura comparativa; tali soggetti giuridici, oltre a possedere i requisiti di cui all’art. 80 e 83 di cui al D.Lgs.vo 50/2016, oltre a presentare idonea dichiarazione di responsabilità da parte del rappresentante legale, ai sensi del DPR 445/2000, devono far valere titoli ed esperienze documentate nell’ambito formativo per cui sia stato emanato il bando e devono esprimere i nominativi ed i curricula di esperti presenti al loro interno che svolgeranno le attività formative di cui trattasi.

La griglia di valutazione sarà strutturata in modo adeguato, contenendo, ad esempio, le esperienze pregresse nel settore formativo di interesse, eventuali pubblicazioni cartacee o multimediali e contenuti didattici cartacei o digitali, predisposte dai formatori dell’Ente/Associazione/ soggetto giuridico, attinenti alla attività formativa da svolgere.

Parlando di soggetti giuridici, e, in particolare, di appalto di servizi, è necessario evidenziare come alcune procedure, ad esempio la selezione del medico competente, del Responsabile esterno della protezione dei dati personali, del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, possano essere inquadrate meglio all’interno di questa tipologia, piuttosto che in quella degli esperti esterni persone fisiche, perché, in realtà, in queste fattispecie, può essere richiesta la professionalità di più esperti/professionisti che interagiscano per il fine ultimo dell’espletamento di tutti gli adempimenti richiesti dalla istituzione scolastica, e la stipula di apposito contratto di appalto di servizi, che preveda tutte le condizioni e le clausole di svolgimento degli specifici servizi richiesti, bene si adatta e si riferisce a tale tipologia di scelta e di individuazione di soggetti giuridici e anche alla durata del contratto medesimo, che non può, nelle fattispecie evidenziate, essere inferiore ad un anno.

È poi indispensabile, in questa tipologia di procedure, emettere il CIG, (codice identificativo di gara), obbligatorio fin dalla emanazione della determina a contrarre, perché la normativa cui ci si riferisce è il D.Lgs.vo 18 aprile 2016, n. 50 e ss.mm.ii.

In conclusione, si può affermare che sicuramente gli adempimenti annessi e connessi con le procedure di selezione ed individuazione illustrate richiedono tempo, attenzione, rispetto delle sequenze procedurali e temporali, ma solo osservando scrupolosamente tali regole gli atti amministrativi conseguenti risulteranno corretti e trasparenti.

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