Legge 104/92. l tribunale del lavoro riconosce non solo la deroga ma anche la precedenza, anche se si assiste parenti di terzo grado

Coniugare l’esigenze lavorative con quelle di assistenza di familiari disabili è un’impresa non sempre facile. In queste difficoltà gioca un ruolo fondamentale la sede di lavoro alla quale si legano le procedure di mobilità. Un aspetto questo considerato anche dal Tribunale del Lavoro di Messina che con sentenza n. 49, pubblicata il 12/01/2022, si espresso sulla precedenza nelle operazioni di mobilità anche per chi presta assistenza a parenti di terzo grado. 

Ma andiamo per ordine evidenziando che, in applicazione del Contratto Integrativo e del comma 17 octies dell’art.1 della Legge 159/2019, sono già disciplinate le agevolazioni per i beneficiari della Legge 104/92 distinguendo, tuttavia, in relazione al grado di parentela, i casi rientranti nella precedenza e quelli che, invece, rientrano, a seconda del caso, nella sola deroga del vincolo triennale o quinquennale. 

In tal senso è molto importante distinguere, per quanto riguarda i beneficiari del comma 3, art. 33, della Legge 104/92: 

A) Coloro che possono, anche se vincolati, produrre la domanda di trasferimento con precedenza (sono tutti quelli elencati nel comma 3 dell’art. 33 della Legge 104/92 e anche nell’art.13 del Contratto Integrativo). 

Qui rientrano:
  • Coniuge beneficiario/a di deroga e di precedenza nella fase comunale tra distretti, intercomunale e interprovinciale. 
  • Parenti di primo grado. Ossia genitore beneficiario di deroga e precedenza nella fase comunale tra distretti, intercomunale e interprovinciale. Figlio/a beneficiario/a di deroga e di precedenza solo nella fase comunale tra distretti e intercomunale, non nella fase interprovinciale. 


B) Coloro invece che possono comunque produrre domanda in deroga al vincolo, ma senza alcuna precedenza nei movimenti (sono tutti quelli elencati dal comma 3 dell’art 33 ma non nell’art. 13 del CCNL).

Qui rientrano: 

  • Parenti di secondo grado (nonno/a – nipote beneficiario/a fratello -sorella beneficiario/a) Ricordiamo che in caso di sorella o fratello hanno diritto, anche alla precedenza, nei movimenti, solo in caso di scomparsa di entrambi i genitori e se i genitori sono impossibilitati perché totalmente inabili.
  • Parenti di terzo grado (si potranno avere i benefici del comma 3 art 33 e  quindi la deroga solo se il genitore o il coniuge della persona che si assiste con handicap grave abbiano compiuto i 65 anni oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti e rientrano tra questi zio/a- nipote, bisnonno/a).
  • Affini di primo grado (suocero, genero e nuora) 
  • Affini di secondo grado (nonno e moglie/marito del nipote, coniuge e fratello/sorella dell’altro coniuge).
  • Affini di terzo grado e alle condizioni indicate per i parenti di terzo grado
    (bisnonni del marito/moglie, zii del marito/moglie, del cognato e della cognata).
Prima di continuare nella disamina, ricordiamo che la precedenza si applica ai soli trasferimenti e non ai passaggi di ruolo/cattedra. Inoltre, le operazioni di mobilità territoriale e professionale si collocano in tre distinte fasi:
  • I fase: Trasferimenti all’interno del comune;
  • II fase: Trasferimenti tra comuni della stessa provincia;
  • III fase: mobilità territoriale interprovinciale e mobilità professionale”;

All’interno di ciascuna fase, l’ordine dei movimenti è quello previsto nell’allegato 1 del Contratto, con tutte le indicazioni specifiche per ogni movimento inserito.

Inoltre, va chiarito che il personale disabile di cui all’art. 21 e il personale di cui all’ art. 33 della  Legge 104/92 usufruisce della precedenza (all’interno e per la provincia in cui è ubicato il comune di residenza), a condizione che esprima, come prima preferenza nella domanda, il comune di residenza o distretto sub-comunale oppure una o più istituzioni scolastiche comprese in esso.

Stando dunque a quanto disposto dal Contratto Integrativo e dalle già citate norme di legge, tutti coloro che rientrano nel punto B) non potrebbero avvalersi della precedenza, ma solo della revoca del vincolo (triennale o quinquennale). 

Tuttavia, non la pensa così, invece, il Tribunale di Messina – Sezione Lavoro, che con la sentenza n. 49 pubblicata il 12 gennaio 2022, ha disposto il trasferimento interprovinciale di un docente che assiste uno zio disabile (parente di terzo grado) disapplicando, quindi, il Contratto Integrativo nella parte in cui non prevede la precedenza  anche ai parenti e/o affini fino al terzo grado.

Infatti, con il ricorso depositato da un docente di ruolo il 29/06/2021, il ricorrente esponeva di prestare, nella qualità di referente unico, assistenza globale e permanente allo zio portatore di handicap in situazione di gravità (art. 3 , comma 3 del la L. 104/92)  e in occasione delle operazioni di mobilità, per l’anno scolastico 2021/2022 aveva prestato domanda di trasferimento interprovinciale, chiedendo di usufruire della precedenza, diritto che non gli viene riconosciuto, stante alla non previsione nel C.C.N.I. del 06/03/2019. Infatti, sono stati trasferiti presso il comune di Messina docenti con punteggio inferiore del ricorrente. 

Di contro, il Tribunale di Messina ha, invece, accolto il ricorso del docente che assiste lo zio, sia nell’interesse dell’invalido (ad avere garantita l’assistenza) e sia nell’interesse del buon andamento dell’amministrazione e dell’efficiente gestione della mobilità del personale. Così, il tribunale del Lavoro ha riconosciuto il diritto di precedenza del ricorrente ad essere trasferito nel comune di Messina.       

Insomma, in tema di mobilità e tutela dei disabili, la sentenza n. 49 del 12 gennaio 2022, dà vita ad un precedente giurisprudenziale non da poco.

di Agata Scarafilo