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LONDON BRIDGE IS DOWN. Il cuore della Regina Elisabetta II ha ufficialmente smesso di battere

Non si parlava d’altro da questa mattina delle condizioni di salute della Regina Elisabetta, attirando le attenzioni di tutti i media e del mondo intero.

Situazione man mano venutasi sempre più ad aggravare fino ad arrivare a un culmine, quello delle 15:07 ora locale, da parte di una giornalista della BBC sul proprio profilo Twitter “La Regina Elisabetta II è morta all’età di 96 anni. L’annuncio di Buckingham Palace”.
È bastato questo a far scaturire il panico generale e un andirivieni di persone, più o meno a lei vicino, per il lutto appena annunciato, verso il castello di Balmoral, ove era ricoverata.
Eppure non era quello il momento giusto.
La giornalista Yalda Hakim si era infatti scusata per l’inconveniente, chiarendo dopo poco che non si era giustamente informata su ciò che scriveva.

No, la Regina non era morta.

Almeno, non lo era alle 15:07. Tuttavia, non c’erano segnali di speranza tra le profonde preoccupazioni di Londra e i rituali del piano di lutto nazionale già attivati dai giornalisti della BBC.

Alla fine, infatti, il sipario si è realmente calato e il cuore della sovrana ha realmente smesso di battere.

La scomparsa della Regina comporterà tutta una serie di conseguenze, come è logico che sia in una Monarchia tanto stabile e longeva quanto quella Britannica. Esiste infatti una elaborazione molto sofisticata di un piano di “lutto nazionale” che prevede rituali specifici, riportati largamente e ampliamente dal quotidiano The Guardian.

La sua morte bloccherà il paese e un po’ anche i cuori di chi l’ha sempre vista come punto di riferimento mondiale e immortale. Il costo per tutti sarà altissimo, si prevedono almeno tre mesi di lutto e Carlo verrà incoronato come nuovo Re di Inghilterra, da subito e senza nemmeno un minuto di seggio vacante.

Questo è ciò che resta nelle nostre pagine dei libri di scuola, un patrimonio inestimabile delle nostre generazioni, che i bambini del futuro non potranno mai chiaramente capire solo leggendolo tra le righe di un testo nero su bianco.

Perché a noi piace pensare che la Regina Elisabetta II sia stata molto più di una figura istituzionale.

C’è chi l’ha definita la donna immortale, chi per scherzo ha giocato sul suo modo di essere così di altri tempi, con i suoi cappelli colorati e le sue parole sempre così garbate.

Noi la ricorderemo sempre così, una donna di altri tempi in un presente che, oggi, già appare così lontano.

LONDON BRIDGE IS DOWN.

Il ponte di Londra è ufficialmente caduto, e con lui anche un pezzo di storia incancellabile.

Rest in peace, Queen Elizabeth.

Articolo di Sara Barone

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