Le tecnologie nell’insegnamento delle discipline umanistiche

Le tecnologie nell’insegnamento delle discipline umanistiche

La Dott.ssa Maria Antonietta La Torre, nostra esperta in nuove tecnologie applicate alla didattica, oggi approfondisce il seguente tema:
“Le tecnologie nell’insegnamento delle discipline umanistiche”.

Al contrario ,infatti, di quello che comunemente si può pensare le tecnologie svolgono un ruolo cruciale nell’evoluzione dell’insegnamento e dell’apprendimento anche nel settore delle discipline umanistiche.

L’integrazione di strumenti tecnologici in queste materie ha aperto nuove prospettive, permettendo l’accesso a una vasta gamma di risorse e migliorando l’esperienza educativa.

Nel prossimo futuro l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata prefigurano opportunità per sviluppare nuove strategie didattiche.

La Dott.ssa La Torre ci chiarisce tuttavia che questo percorso innovativo richiede, da parte dei docenti, un impegno volto al ripensamento del proprio ruolo e una rimodulazione dei materiali didattici.

Pertanto è possibile individuare diverse ragioni per le quali alcuni docenti si mostrano ancora titubanti nell’integrare le tecnologie digitali nella didattica:

  1. la mancanza di formazione o di esperienza in ambito tecnologico;
  2. la resistenza al cambiamento, comune a molti settori, compresa l’istruzione;
  3. in alcuni istituti le limitazioni tecniche, come la mancanza di dispositivi, connessioni Internet affidabili o infrastrutture informatiche adeguate;
  4. la  preoccupazione che l’uso eccessivo delle tecnologie possa compromettere la qualità dell’apprendimento, distrarre gli studenti o ridurre l’interazione personale e la riflessione critica;
  5.  l’integrazione delle tecnologie nelle attività curricolari comporta un incremento del lavoro, richiedendo tempo aggiuntivo per la preparazione delle lezioni e l’adattamento dei materiali didattici alle lezioni.

Nel suo lavoro, la Dott.ssa La Torre descrive anche con dovizia di particolari tutti gli aspetti positivi dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica delle materie umanistiche non tralasciando soprattutto l’aspetto interessante che tale didattica riveste per gli studenti che possono essere coinvolti in attività interattive, esercizi pratici, giochi educativi e progetti online che rendono l’apprendimento più appassionante e produttivo rispetto alla lezione frontale.

Presentazione a cura della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo a cura della Dott.ssa Maria Antonietta La Torre.

Le tecnologie nell’insegnamento delle discipline umanistiche

Le tecnologie svolgono un ruolo cruciale nell’evoluzione dell’insegnamento e dell’apprendimento anche nel settore delle discipline umanistiche.

L’integrazione di strumenti tecnologici in queste materie ha aperto nuove prospettive, permettendo l’accesso a una vasta gamma di risorse e migliorando l’esperienza educativa.

Il futuro dell’insegnamento delle discipline umanistiche con le tecnologie è promettente, poiché anche in tale ambito l’evoluzione continua degli strumenti digitali, l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata prefigurano opportunità per sviluppare nuove strategie didattiche.

Presentate spesso come la panacea di tutti i mali della scuola italiana, proprio per questo le tecnologie suscitano sentimenti contrastanti: amate da alcuni, detestate da altri (questi ultimi, per fortuna, in progressiva riduzione), vissute come una fastidiosa costrizione, oppure esaltate come ciò che dovrebbe risolvere ogni problema di demotivazione, disinteresse, di percezione di una incolmabile lontananza della scuola dalla vita concreta di studenti “nativi digitali”, come si usa dire.

D’altronde, quando si pianifica l’adozione di metodologie didattiche adeguate alla cosiddetta “società della conoscenza”, non si può non tener conto di alcune sue caratteristiche, ad esempio della velocità nella condivisione di conoscenze e competenze e del loro emergere da processi sempre più interattivi all’interno di reti cooperative.

Ciò richiede da parte dei docenti un impegno volto al ripensamento del proprio ruolo e una rimodulazione dei materiali didattici.

È possibile individuare diverse ragioni per le quali alcuni docenti si mostrano ancora titubanti nell’integrare le tecnologie digitali nella didattica:

  1. la mancanza di formazione o di esperienza in ambito tecnologico, che potrebbe scoraggiare dall’esplorare le potenzialità dei nuovi strumenti;
  2. la resistenza al cambiamento, comune a molti settori, compresa l’istruzione; alcuni docenti preferiscono continuare ad utilizzare i metodi tradizionali e temono che l’introduzione delle tecnologie possa comportare un cambiamento radicale, il rischio di perdere il controllo sul gruppo-classe o, ancora, un ridimensionamento/depotenziamento del ruolo del docente;
  3. in alcuni istituti le limitazioni tecniche, come la mancanza di dispositivi, connessioni Internet affidabili o infrastrutture informatiche adeguate, possono costituire un ostacolo all’integrazione delle tecnologie nella didattica, sebbene negli ultimi anni sostanziosi investimenti abbiano ormai ovviato a buona parte di tali difficoltà;
  4. alcuni docenti sono preoccupati che l’uso eccessivo delle tecnologie possa compromettere la qualità dell’apprendimento, distrarre gli studenti o ridurre l’interazione personale e la riflessione critica;
  5. infine, è innegabile che l’integrazione delle tecnologie nelle attività curricolari comporti un incremento del lavoro, richiedendo tempo aggiuntivo per la preparazione delle lezioni e l’adattamento dei materiali didattici a nuovi format, un ripensamento di modalità consolidate di approccio all’attività didattica, una revisione delle modalità di verifica.

Parte di queste difficoltà, per altro, dovrebbe essere ormai superata, considerando che da anni il Ministero investe in tale settore strategico, sia sul versante delle dotazioni materiali, sia su quello della formazione.

Si pensi ad esempio al Piano scuola 4.0 dell’Agenda digitale, che intende trasformare la scuola in un “ecosistema di apprendimento”, proprio grazie al digitale.

Come si può leggere sul sito web https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/piano-scuola-4-0-cosi-la-scuola-diventa-ecosistema-di-apprendimento-grazie-al-digitale/, che illustra i vari aspetti dell’Agenda digitale del nostro Paese, “‘Scuola 4.0’ è la linea di investimento del Ministero dell’Istruzione predisposta in attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Esso si concentra su due framework: Next Generation Classroom, centrato sulla trasformazione delle aule di insegnamento in ambienti fisici e digitali di apprendimento e Next Generation Lab per le scuole secondarie di secondo grado, che prevede la realizzazione di laboratori per le professioni digitali del futuro”.

Ma si tratta solo dell’ultimo tassello di un percorso iniziato quasi 40 anni fa con il Piano Nazionale per l’Informatica (PNI) che nel 1985, quando ancora non esistevano ambienti e sistemi operativi “friendly” come quelli Microsoft, avviò un percorso di formazione dei docenti della scuola secondaria superiore, di matematica e fisica prima, di lettere e lingue poi.

In questo lungo arco temporale le iniziative formative e i finanziamenti per le dotazioni tecnologiche sono stati significativi.

Vantaggi dell’uso delle tecnologie nelle discipline umanistiche

Utilizzare postazioni multimediali durante le attività didattiche può offrire diversi vantaggi rispetto a un approccio tradizionale basato sulla lezione frontale.

Esaminiamone alcuni:

  • Personalizzazione dell’apprendimento: l’uso di supporti informatici consente di proporre agli studenti risorse educative personalizzate e percorsi di apprendimento che sono stati adattati alle loro esigenze, a ritmi e stili individuali. È evidente come ciò possa costituire un vantaggio sia per gli studenti con difficoltà, sia per quelli plusdotati, in quanto ciascuno può eseguire i compiti assegnati seguendo i propri ritmi e ad un diverso livello di approfondimento.
  • Apprendimento attivo e coinvolgente: gli studenti possono essere coinvolti in attività interattive, esercizi pratici, giochi educativi e progetti online che rendono l’apprendimento più appassionante e produttivo rispetto alla lezione frontale.
  • Creatività e innovazione: l’utilizzo del computer offre agli studenti la possibilità di esplorare e produrre contenuti multimediali, presentazioni, video, disegni, documenti la cui realizzazione presuppone una effettiva ed efficace appropriazione del contenuto, piuttosto che la mera riproduzione o riproposizione di quanto è stato ascoltato nella lezione frontale, stimolando, per l’appunto, la creatività e l’innovazione e realizzando quel “learning-by-doing”, tradotto solitamente come “apprendere facendo”, ad indicare una conoscenza in rapporto attivo con l’esperienza, che negli ultimi anni viene presentato come metodologia rivoluzionaria, ma che era già ritenuto dal filosofo e pedagogista statunitense John Dewey il metodo privilegiato per un apprendimento significativo e orientato al cambiamento.
  • Le tecnologie consentono un accesso più ampio e immediato alle risorse educative e a fonti dirette, non mediate dal libro di testo: le biblioteche digitali, gli archivi online e le piattaforme di condivisione hanno reso disponibili testi, manoscritti, opere d’arte e risorse accademiche in modo più accessibile e flessibile. In particolare, strumenti come i software di analisi testuale, quelli per realizzare mappe concettuali e le piattaforme di collaborazione hanno arricchito l’apprendimento e la ricerca nelle discipline umanistiche, consentendo agli studenti di esplorare e analizzare i dati in modi innovativi.

Tecnologie come strumenti di accesso e condivisione della conoscenza

Uno dei vantaggi principali dell’inserimento delle tecnologie nell’insegnamento delle discipline umanistiche è la facilitazione dell’accesso alla conoscenza.

Le risorse online offrono una vasta gamma di materiali come testi, documenti storici, opere letterarie e risorse multimediali, che permettono agli studenti di esplorare e approfondire argomenti in modo più ampio rispetto alle risorse tradizionali.

Ad esempio, piattaforme digitali consentono l’accesso a biblioteche virtuali, archivi di documenti storici e musei online, aprendo le porte a esperienze educative interattive.

Inoltre, i forum online, i blog e le piattaforme di discussione favoriscono la condivisione delle opinioni e l’interazione, incoraggiando la partecipazione attiva e l’approccio a una varietà di prospettive.

Questi strumenti digitali amplificano il dialogo e la collaborazione, consentendo agli studenti di costruire conoscenza attraverso la discussione e lo scambio di idee.

Occorre tuttavia precisare che ambienti “cooperativi” di questo genere stimolano lo scambio delle conoscenze a condizione che non ci si limiti ad adottare le tecnologie per svolgere le attività tradizionali, a utilizzarle come strumenti per fare ciò che si è sempre fatto:  occorre piuttosto che siano inserite in modo efficace nel quadro complessivo dei saperi da trasmettere, facendone dei veri e propri ambienti di formazione dell’esperienza, capaci di incidere sulla qualità culturale dell’insegnamento e dell’apprendimento.

Perciò, è importante bilanciare l’uso del computer con lezioni frontali o altri metodi di insegnamento tradizionale.

L’uso del computer e delle tecnologie non dovrebbe essere considerato un fine in se stesso, bensì un mezzo per raggiungere determinati obiettivi educativi.

E tale considerazione dovrebbe tranquillizzare anche i docenti più riottosi al cambiamento.

Le tecnologie sono strumenti da utilizzare strategicamente per migliorare l’apprendimento e arricchire l’esperienza educativa, piuttosto che da “aggiungere” semplicemente per il loro valore tecnologico.

In altri termini, dovrebbero essere integrate in modo significativo nel curriculum, collegandole a concetti-chiave e attività di apprendimento pertinenti alla disciplina insegnata.

L’obiettivo, infatti, è sviluppare competenze critiche, stimolare la creatività, la risoluzione di problemi e la capacità di analisi, piuttosto che concentrarsi sull’abilità nell’utilizzare gli strumenti digitali in maniera ricettivo-passiva.

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