Le nuove figure di docente tutor e orientatore a scuola da settembre 2023

Dal prossimo anno scolastico 2023/2024 saranno operative a scuola due nuove figure a supporto dell’orientamento dei nostri studenti: il docente tutor e orientatori.

Il PNRR ha finalmente dato una risposta completa a un servizio importantissimo che la scuola deve mettere a disposizione dei suoi studenti e cioè quello di accompagnarli nelle scelte della loro vita scolastica e lavorativa in modo consapevole e in linea con le proprie aspirazioni.

In sintesi queste le finalità delle Linee guida per l’orientamento adottate con il D.M. n. 328 del 22/12/2022:

  • rafforzare il raccordo tra primo e secondo ciclo di istruzione per una scelta consapevole e ponderata tale da valorizzare le potenzialità e i talenti degli studenti;
  • contribuire alla riduzione della dispersione scolastica;
  • favorire l’accesso alle opportunità formative dell’istruzione terziaria;
  • favorire la miglior scelta degli studi universitari e l’ingresso nel mondo del lavoro, attraverso l’incontro tra le competenze degli studenti e la domanda di lavoro.

Il Decreto contempla una scuola che faccia emergere i talenti di ogni studente innescando un percorso virtuoso volto anche al superamento delle difficoltà frutto di diseguaglianze di natura sociale e territoriale e favorendo le scelte migliori per il percorso di studi e di lavoro.

La Riforma sull’Orientamento contempla apprendimenti di tipo personalizzato che di volta in volta sono registrati in un apposito portfolio virtuale, chiamatoe-portfolio, che unisce l’intero percorso di studio, accompagnando studenti e genitori nell’individuazione delle attitudini e delle inclinazioni dello studente. La riflessione sulle caratteristiche dell’alunno viene svolta in modo individuale e attento per puntare sulle caratteristiche vincenti che lo aiuteranno a scegliere il percorso didattico o professionale nel modo giusto. Per questo tiene conto anche delle esperienze conseguite e delle conoscenze accumulate negli anni di studio.

È per questa ragione che ogni scuola ha il compito di individuare dei docenti che insegnano nelle scuole secondarie di primo e secondo grado per assumere il ruolo di tutor. La loro funzione non richiede colloqui singoli one to one, ma con gruppi misti di alunni, attraverso un continuo dialogo con il giovane in primis e poi con i colleghi e le famiglie, anche attraverso attività e schede conoscitive. Si tratta di un’attività di grande importanza che aiuta l’alunno ad analizzare le sezioni del proprio e-portfolio, ma al contempo funge da consulente della famiglia quando il percorso di studi della secondaria di secondo grado volge al termine e sopravvengono molti dubbi sulle scelte da intraprendere da parte di genitori e figli.

E-Portfolio delle competenze

L’E-Porfolio consente, da un lato, di mettere in evidenza le competenze digitali di ogni studente ed eventualmente accrescerle anche con appositi interventi di sostegno da parte delle istituzioni scolastiche e formative; dall’altro lato, di valorizzare le competenze acquisite, di avere a disposizione le più importanti prove di una trasformazione di sé, delle relazioni con la cultura, il sociale, gli altri e il mondo esterno, a partire dal mondo del lavoro e del terzo settore.

In questa prospettiva, ogni istituzione scolastica e formativa individua i docenti di classe delle scuole secondarie di primo e secondo grado, chiamati a svolgere la funzione “tutor” per svolgere essenzialmente due attività:

  1. aiutare ogni studente a rivedere le parti fondamentali che contraddistinguono ogni E-Portfolio personale e cioè:
  2. il percorso di studi compiuti, anche attraverso attività che ne documentino la personalizzazione;
  3. lo sviluppo documentato delle competenze in prospettiva del proprio personale progetto di vita culturale e professionale. Importante ad esempio testimoniare le competenze sviluppate a seguito di attività svolte nell’ambito dei progetti finanziati con fondi europei o, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO);
  4. le riflessioni in chiave valutativa, autovalutativa e orientativa sul percorso svolto e, soprattutto, sulle sue prospettive.
  5. la scelta di almeno un prodotto riconosciuto criticamente dallo studente in ciascun anno scolastico e formativo come il proprio “capolavoro”.

2.  costituirsi “consigliere” delle famiglie, nei momenti di scelta dei percorsi formativi e/o delle prospettive professionali, anche alla luce dei dati territoriali e nazionali, delle informazioni contenute nella piattaforma digitale unica per l’orientamento.

Nella scuola secondaria di primo grado è previsto che ad ogni studente venga rilasciato un consiglio di orientamento finale sul percorso di formazione da intraprendere nel secondo ciclo.

Nella scuola secondaria di secondo grado, invece, a partire dall’anno scolastico 2020/2021, al diploma finale rilasciato in esito al superamento dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, viene allegato il “Curriculum della studentessa e dello studente”, in cui sono indicate le competenze, le conoscenze e le abilità anche professionali acquisite e le attività culturali, artistiche, musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extra scolastico, nonché in quello dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) ed altre eventuali certificazioni conseguite, ai fini dell’orientamento e dell’accesso al mondo del lavoro.

L’E-Portfolio dello studente rappresenta, quindi, un’innovazione tecnica e metodologica per rafforzare, in chiave orientativa, il “consiglio di orientamento”, per la scuola secondaria di primo grado, e il “curriculum dello studente”, per la scuola secondaria di secondo grado, ricomprendendoli altresì in un’unica, evolutiva interfaccia digitale.

Piattaforma digitale unica per l’orientamento

A sostegno dell’orientamento e dei contenuti curricolari con cui esso si sostanzia nel tempo, gli studenti, con loro i docenti e le famiglie, avranno a disposizione una piattaforma digitale unica per l’orientamento con elementi strutturati concernenti:

  • nel passaggio dal primo al secondo ciclo di studi, l’offerta formativa e i dati necessari per poter procedere a scelte consapevoli sulla base delle competenze chiave, delle motivazioni e degli interessi prevalenti;
  • la documentazione territoriale e nazionale riguardante il passaggio dal secondo ciclo all’offerta formativa del sistema terziario (distribuzione degli ITS Academy e dei corsi di laurea di Università, Istituzioni AFAM, dati sulla preparazione all’ingresso nei corsi di studio, dati sui corsi di studio, dati Almalaurea, Istat, Cisia, etc.);
  • la transizione scuola-lavoro, con dati relativi sia alle professionalità più richieste nei diversi territori, sia sulle prospettive occupazionali e retributive correlate ai diversi titoli di studio secondari e terziari (Università e ITS Academy) trasmesse a ciascuna scuola dal Ministero;
  • la presentazione delle migliori pratiche di E-Portfolio orientativo personale delle competenze degli studenti, nonché delle migliori esperienze realizzate dalle istituzioni scolastiche per lo svolgimento delle attività di orientamento;
  • uno spazio riservato in cui sarà possibile consultare la stratificazione annuale del proprio E- Portfolio relativo alle competenze acquisite nei percorsi scolastici, ed extrascolastici.

A sostegno dell’orientamento, ogni istituzione scolastica, nell’ambito del proprio quadro organizzativo e finanziario, individua una figura che, nel gestire i dati forniti dal Ministero si preoccupi di raffinarli e di integrarli con quelli specifici raccolti nelle differenti realtà economiche territoriali, così da metterli a disposizione dei docenti (in particolare dei docenti tutor), delle famiglie e degli studenti, anche nell’ottica di agevolare la prosecuzione del percorso di studi o l’ingresso nel mondo del lavoro. In tale contesto le istituzioni scolastiche favoriscono l’incontro tra le competenze degli studenti e la domanda di lavoro.

Tale figura è un docente orientatore a supporto delle azioni relative messe in campo.

Con la Piattaforma digitale unica per l’orientamento (contenente documentazione territoriale e nazionale sui corsi di laurea e dati utili per la transizione scuola-lavoro, in relazione alle esigenze dei diversi territori) e la Figura di sostegno all’orientamento, studenti e famiglie avranno a disposizione i dati sull’offerta di studi universitari, ma anche quelli sulle professionalità più richieste in quella determinata area.

La formazione dei docenti

L’orientamento è un processo non episodico, ma sistematico. A questi fini – negli anni scolastici 2023/2024, 2024/2025, 2025/2026 – l’Orientamento diviene priorità strategica della formazione, nell’anno di prova e in servizio, dei docenti di tutti i gradi di istruzione.

Per i docenti tutor per l’orientamento, delle scuole secondarie di primo e secondo grado, è prevista la realizzazione di iniziative formative specifiche, secondo indirizzi definiti dal Ministero dell’istruzione e del merito. La formazione dei docenti e del personale scolastico è attuata anche attraverso un programma specifico nell’ambito delle risorse del fondo sociale europeo (FSE+).

Le attività saranno svolte a livello territoriale, con il coordinamento del Ministero dell’istruzione e del merito e degli Uffici scolastici regionali, tramite i “Nuclei di supporto” e dovrebbero avere la durata di 20 ore.

Decreto Ministeriale sulle risorse per i docenti tutor e orientatori.

A breve sarà emanato un Decreto ministeriale concernente la definizione dei criteri di ripartizione e le modalità di utilizzo delle risorse finanziarie previste dall’articolo 1, comma 561 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197, destinate alle istituzioni scolastiche statali del II ciclo di istruzione, ai fini della valorizzazione dei docenti chiamati a svolgere la funzione di tutor e del docente dell’orientamento/orientatore.

L’articolo 1, comma 561 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197, istituisce, nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione e del merito, un fondo, con una dotazione iniziale di 150 milioni di euro per l’anno 2023.

Tali risorse sono stanziate a valere sul capitolo 2090, denominato “Fondo finalizzato alla valorizzazione del personale scolastico con particolare riferimento alle attività di orientamento, di inclusione e di contrasto alla dispersione scolastica”, del bilancio del Ministero dell’istruzione e del merito per l’esercizio finanziario 2023, da ripartire sui pertinenti capitoli di cedolino unico.

Per l’a. s. 2023/24, proporzionalmente alla numerosità degli studenti delle classi terze, quarte e quinte attive nelle istituzioni scolastiche secondarie di II grado nell’anno scolastico 2023/24.

La Direzione generale per le risorse umane e finanziarie provvede a dare comunicazione alle istituzioni scolastiche dell’assegnazione ed erogazione delle risorse finanziarie del decreto.

Queste sono assegnate sui capitoli pertinenti di cedolino unico dei Punti Ordinanti di Spesa (POS) di ciascuna istituzione scolastica.

L’emolumento riconosciuto ai docenti tutor/orientatore ha natura accessoria.

I docenti, per l’accesso alla formazione propedeutica allo svolgimento della funzione di tutor, devono essere in possesso, preferibilmente, dei seguenti requisiti:

  • almeno cinque anni di anzianità di servizio con contratto a tempo indeterminato;
  • svolgimento, in via prioritaria, di compiti rientranti tra quelli attribuiti al tutor scolastico (funzione strumentale ovvero referente per l’orientamento, per il contrasto alla dispersione scolastica, nell’ambito del PCTO, per l’inclusione e attività similari e connesse a tali tematiche);
  • disponibilità ad assumere la funzione di tutor per almeno un triennio scolastico.

Le istituzioni scolastiche individuano, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili i docenti tutor tra i docenti che abbiano positivamente concluso la formazione propedeutica di cui sopra.

Le istituzioni scolastiche individuano, inoltre, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili la figura del docente orientatore.

Le risorse finanziarie assegnate sono disponibili per remunerare, per anno scolastico, in ciascuna Istituzione scolastica:

  • un tutor per ciascun raggruppamento di studenti prevedendo un compenso compreso tra un valore minimo pari a 2.850 euro lordo Stato e un valore massimo pari a 4.750 euro lordo Stato;
  • un docente dell’orientamento/orientatore prevedendo un compenso compreso tra un valore minimo pari a 1.500 euro lordo Stato e un valore massimo pari a 2.000 euro lordo Stato.

I criteri di utilizzo delle risorse finanziarie comunicate nel decreto, sono oggetto della contrattazione di istituto, avuto riguardo alle peculiarità organizzative ed allo specifico contesto di riferimento.

OSSERVAZIONI AL DECRETO

La FLC CGIL ha espresso le seguenti osservazioni e proposte alla bozza di decreto sopra analizzato e cioè:

  • l’individuazione del docente tutor e del docente orientatore è prerogativa e competenza del Collegio dei Docenti e non genericamente dell’istituzione scolastica;
  • la formazione dei tutor deve essere successiva all’individuazione dei docenti  dal Collegio perché il processo inverso esautora il collegio della sua funzione;
  • non è coerente con le nuove prassi porre come condizione il possesso di cinque anni di ruolo, quando invece è sufficiente possedere cinque anni di servizio anche non di ruolo (ciò anche al fine di non penalizzare i nuovi assunti a tempo indeterminato);
  • la disponibilità ad assumere la funzione di tutor per almeno un triennio scolastico non può essere condizione ostativa della mobilità, che può essere anche involontaria;
  • il numero degli ammessi alla formazione deve garantire almeno un tutor per classe. Si ritiene infatti che il compenso individuato nella proposta impone la presenza dello stesso tutor su più classi. Maggiore funzionalità è garantire almeno la presenza di un tutor per ciascuna classe. Di conseguenza il compenso potrà variare a seconda del numero di alunni per classe;
  • è utile e funzionale prevedere la formazione non solo del docente tutor ma anche del docente orientatore;
  • si ritiene giusto il passaggio dell’intera materia in contrattazione integrativa precisando che oltre i criteri di utilizzo delle risorse finanziarie è competenza della contrattazione anche la determinazione dei compensi.

In conclusione si ritiene utile il passaggio del Decreto al parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Alcune di queste osservazioni sono sicuramente corrette e quindi si auspica che nel testo definitivo del Decreto siano prese in considerazione.

Conclusioni

L’introduzione di queste nuove figure a scuola sarà sicuramente un aspetto molto positivo per gli studenti e le loro famiglie.

In molti paesi in Europa sono già operanti da molti anni e spesso i docenti che ricoprono questi incarichi sono anche esonerati dall’insegnamento per il valore educativo e sociale della loro funzione.

Sicuramente l’aspetto della formazione, per intraprendere il percorso di docente tutor e orientatore per supportare e valorizzare gli studenti verso la scuola e il lavoro della loro vita, è un elemento imprescindibile, una formazione che deve accompagnare i docenti non solo all’inizio dell’esperienza ma anche in altre fasi del percorso.

Formazione sull’orientamento andrebbe fatta comunque all’intero corpo docente e anche alle famiglie  per creare quel contesto trasversale in cui gli studenti possono effettuare scelte equilibrate e consapevoli.

Contributo a cura della Dott.ssa Paola Perlini

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