La scuola è di tutti. Promemoria vitale per nuove sfide educative

La scuola come posto sicuro, come luogo protetto in cui crescere e sviluppare non solo le proprie competenze specifiche, bensì anche capacità critiche, apertura mentale, abilità pratiche e teoriche che ci possano rendere esseri umani migliori.

Eppure, troppo spesso questa stessa istituzione viene abbandonata a sé stessa e ci si dimentica delle basi più importanti da cui bisognerebbe sempre partire per valorizzarla e permettere che continui ad essere un punto di riferimento di essenziale importanza.

In uno sguardo complessivo, cogliendo le parole chiave che andrebbero ricordate, ad esempio, vi è l’idea che la scuola non sia soltanto una istituzione pubblica, quanto piuttosto un luogo in cui si possano declinare i bisogni più specifici per ciascuno studente, dove ci siano posti protetti anche per i soggetti più vulnerabili e in cui l’inclusione sia alla base di ogni contesto.

Inclusione che può essere definita come cura dei più fragili, solidarietà e accorpamento dei divari territoriali all’interno di un’ottica che sia sostenibile, educativa e in linea con le esigenze di ogni soggetto ivi presente.

Lo dimostrano le numerose e significative esperienze esistenti e i recenti richiami del D.lgs. 96/2019 (recante misure di integrazione al D.lgs. 66/2017).
Una scuola aperta a tutti, con relative figure professionali, anche specializzate, che possano far fronte ad ogni tipologia di problematica e particolarità che si possa riscontrare tra gli studenti.

Non solo.

Una Istituzione scolastica che si rispetti dovrebbe anche tenere in considerazione i temi che via via vanno sviluppandosi nel lungo tempo. E così, se in passato si guardava alla storia Italiana secondo quanto accadeva a quel tempo, oggi si dovrebbe pensare sempre di più a rendere questo luogo un posto di conoscenza delle tematiche più incombenti, come la ripresa post Covid-19, così come approfondimenti su ciò che accade nel mondo.

Tutto ciò a fronte della possibilità di rendere le menti più aperte al confronto e più libere di avere proprie idee, propri valori di condivisione e propria visione sul panorama mondiale circostante.

Una scuola che sia a 360 gradi comprensiva di tutto. Cultura, scienza, letteratura, digitalizzazione e competenze trasversali. Che riesca a coinvolgere ogni soggetto presente e che lo guidi dal primo all’ultimo giorno, considerando le sue peculiarità e, ancora, valorizzando i punti deboli per permettere di superarli o, quantomeno, di saperli gestire e di andare “oltre”.

La scuola come un posto che sia luogo di responsabilità e solidarietà reciproca, che superi le gabbie e gli schemi di una realtà rigida che non considera le mille sfumature di ogni personalità.

Un punto di riferimento per unire salute, educazione, civiltà, equilibrio e socialità, in un’ottica di miglioramento individuale e collettivo, sempre in linea con i nuovi strumenti e sempre al passo con le nuove esigenze e nuove sfide.

Per tutto questo, ovviamente, c’è bisogno di stimoli, di cambiamenti, di approdo a nuove menti e di valorizzazione di chi ne fa già parte. Uno sguardo di insieme che possa dare il giusto peso e le giuste misure a coloro che, giorno dopo giorno, permettono di rendere la scuola il posto più bello del mondo.

Articolo a cura di Sara Barone

Resta sempre aggiornato su https://scuola.psbconsulting.it/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *