La ricostruzione di carriera ai fini previdenziali: Computo, Riscatto e Ricongiunzione

Il presente articolo dell’esperto Pasquale Fraterno prende in esame un argomento molto sentito dal personale della scuola e cioè la ricostruzione di carriera ai fini previdenziali.

I periodi utili alla pensione sono quelli durante i quali, durante la carriera sono stati versati i contributi obbligatori, a cui si aggiungono altri tipi di contribuzione che possono essere a pagamento o gratuiti:

a) Contributi figurativi

b) Contributi da riscatto

c) Contributi volontari.

Il sistema previdenziale Italiano è definito a “ripartizione”, vale a dire che i contributi versati dai lavoratori e dai datori di lavoro consentono di finanziare il sistema e di erogare la pensioni a chi è già pensionato (sistema retributivo).

Con le riforme che sono state attuate nel corso degli anni, a questo sistema si è aggiunto il metodo a “capitalizzazione” proprio del sistema previdenziale contributivo, con il quale la pensione che viene percepita è strettamente connessa al numero ed al valore individuale dei contributi versati durante la vita lavorativa.

Pertanto per ricostruire la carriera per anzianità lavorativa ai fini pensionistici, i lavoratori possono utilizzare tutte le seguenti opzioni:

  • Computo;
  • Riscatto;
  • Accredito figurativo maternità;
  • Ricongiunzione di periodi assicurativi;
  • Totalizzazione;
  • Cumulo;
  • Costituzione della Posizione Assicurativa.

Pasquale Fraterno prende in esame tutte queste possibilità sia dal punto di vista normativo che soprattutto della procedura per richiederle.

Presentazione a cura della Dott.ssa Paola Perlini

_______________________________________________

Articolo a cura del Dott. Pasquale Fraterno

La ricostruzione di carriera ai fini previdenziali: Computo, Riscatto e Ricongiunzione

La cosiddetta “ricostruzione di carriera” utile ai fini previdenziali, al pari della ricostruzione di carriera del servizio pre-ruolo, rappresenta una fase “delicata” per il personale del comparto scuola, tenuto conto della “varietà” dei servizi, del fenomeno del precariato e dell’età media in cui il personale viene assunto a tempo indeterminato.

Inoltre, noi tutti, purtroppo, siamo abituati ad interessarci al tema “previdenza/pensione” negli ultimi anni della carriera lavorativa.

“Ricostruire” la carriera, ovvero l’attività lavorativa ai fini pensionistici è un adempimento esclusivo dell’interessato. La scuola diventa parte in causa solo successivamente, in caso di controlli disposti dall’Inps e comunque per la sistemazione della “posizione assicurativa”.

Prima di passare ad analizzare le diverse possibilità che la normativa attuale mette a disposizione dei lavoratori, per “ricostruire” la carriera ai fini previdenziali, occorre chiarire i seguenti tre concetti:

  • Contribuzione figurativa: concretamente non c’è stato versamento contributivo durante la carriera, ma comunque il lavoratore ha la possibilità di chiedere la loro valutazione con onere a carico dell’istituto di previdenza, tenuto conto di determiniate situazioni;
  • Copertura contributiva: il periodo o il servizio della carriera in esame risultano regolarmente versati contributi dovuti;
  • Prosecuzione volontaria: si intende la possibilità di proseguire la contribuzione volontariamente con onere a carico del contribuente.

Per “sistemare” l’anzianità lavorativa / carriera ai fini pensionistici, i lavoratori hanno a disposizione le seguenti opzioni:

  • Computo;
  • Riscatto;
  • Accredito figurativo maternità;
  • Ricongiunzione di periodi assicurativi;
  • Totalizzazione;
  • Cumulo;
  • Costituzione della Posizione Assicurativa.

Si segnala che la Circolare Inps 19/11/2012 n. 131 – 25/1/2013 n. 25 ha precisato che:

  • a decorrere dal 12 gennaio 2013 opera il regime dell’invio telematico in via esclusiva per le domande di:

Pensione diretta di anzianità, anticipata, vecchiaia e inabilità;

Ricongiunzioni ai sensi dell’art. 2 della legge n. 29/1979 e dell’art. 1 della legge n. 45/1990; Richieste di variazione della posizione assicurativa;

  • a decorrere dal 1° febbraio 2013 opera il regime dell’invio telematico in via esclusiva per le domande di:

pensione di privilegio;

pensione diretta ordinaria in regime internazionale; pensione a carico dello stato estero;

riscatto periodi ai fini del trattamento di fine servizio (TFS) e trattamento di fine rapporto (TFR) per gli iscritti alla gestione ex Inadel (dipendenti degli Enti locali e del Servizio sanitario nazionale).

  • a decorrere dal 4 marzo 2013 opera il regime dell’invio telematico in via esclusiva per le domande di:

ricongiunzione ai sensi dell’art. 6 della legge n. 29/1979; della legge n. 523/1954 e degli artt. 113 e 115 del DPR n. 1092/1973;

costituzione della posizione assicurativa ai sensi della legge n. 322/1958 (esclusivamente per gli iscritti alla Cassa Stato cessati dal servizio senza diritto a pensione in data anteriore al 31 luglio 2010);

Pertanto, la modalità di trasmissione delle relative istanze, è esclusivamente telematica.

Ai fini previdenziali è possibile ricostruire la propria posizione lavorativa computando, ricongiungendo qualsiasi attività lavorativa, per la quale siano stati versati i contributi.

Inoltre esistono, altri periodi che possono essere “coperti” da contribuzione figurativa o essere riscattati, e pertanto anche questi sono considerati utili ai fini pensionistici.

In altri termini, lo scopo dei suddetti “istituti previdenziali”, è quello di far conseguire all’interessato, una maggiore anzianità utile ai fini della misura e del diritto della pensione.

Le tre principali possibilità che un dipendente con carriera nel comparto scuola, tra quelle precedentemente indicate può esercitare, sono:

  • Computo: valutazione dei servizi utili ex se o di altri specifici periodi in forza di legge;
  • Riscatto di determinate situazioni/fatti/servizi;
  • Ricongiunzione ai sensi degli artt. 1 e 2 della L. 29/1979.

Computo

Il “computo” consiste nel riconoscimento e nella valorizzazione, sia ai fini del diritto che ai fini della misura della pensione, di periodi di lavoro prestati presso lo Stato o altri Enti pubblici, la cui contribuzione è stata versata presso l’Inps o altre gestioni.

La domanda può essere sia gratuita che onerosa.

Il riconoscimento dei servizi può essere a domanda e d’ufficio.

In merito, si precisa che l’Amministrazione valuta “autonomamente” ai fini della pensione, tutti i servizi definiti “EX SE” (servizi di ruolo/inc. a t.d. a t.ind. e militare).

I servizi utili “EX SE” – previsti dall’art.8 DPR 1092/73, sono tutti servizi prestati in qualità di dipendente statale con iscrizione alla cassa “Tesoro” o “Inpdap” e di conseguenza per tutti gli altri servizi bisogna presentare istanza di valutazione ai fini pensionistici.

In sintesi:

  • non serve presentare la domanda di computo:

dei servizi resi ai sensi dell’art. 8 del DPR 1092/1973, ovvero quando si è in presenza di supplenze effettuate nella scuola con versamenti ai fini pensionistici al “Tesoro” o “Inpdap” (dal 1/1/1988) in quanto dipendente statale;

quando non si hanno altri servizi presso una qualsiasi cassa pubblica.

  • quando si sono prestati servizi nella scuola con iscrizione all’INPS (fino al 31/12/1987);
  • quando si sono prestati servizi presso Enti Locali con iscrizione alla CPDEL;
  • quando si sono effettuati servizi con versamento in altre amm.zioni pubbliche;
  • quando si sono prestati servizi presso Ipab o Enti morali con iscrizione a casse assorbite dall’Inpdap;
  • quando si sono prestati servizi presso scuole primarie parificate e scuole materne ente morale con iscrizione alla cassa pensioni insegnanti di asili e di scuola parificata; quando si è prestato servizio come volontario nei paesi in via di sviluppo.

La domanda di computo dei servizi può essere presentata in costanza di attività lavorativa ovvero entro il termine perentorio di 90 giorni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro. Qualora la cessazione avvenga per limiti di età, la domanda di computo deve essere presentata almeno due anni prima della risoluzione del rapporto di lavoro per raggiungimento di detto limite (circolare ex Inpdap 11 giugno 2004, n. 38 e messaggio INPS 23 novembre 2015, n. 7101).

Riscatto

Il “riscatto” è la possibilità concessa al lavoratore di valutare onerosamente, nell’ambito di una gestione previdenziale, periodo/servizi non coperti da contribuzione altrimenti non utili.

Servizi riconosciuti con onere economico a carico dell’interessato.

Tale riconoscimento, se reso efficace, comporta un incremento dell’anzianità contributiva utile ai fini del diritto e della misura della pensione.

Si precisa che dal 12/07/1997 a seguito del D.L.vo 184/97 non è più richiesta alcuna condizione. Infatti, per opportuna conoscenza, si segnala che prima della norma appena indicata, il riscatto della laurea era consentita solo se questa era indispensabile per l’accesso al ruolo. La disposizione appena citata è stata confermata dalla circolare Inpdap n. 17 del 31/3/1998 e dalla C.M. n. 198 del 27/4/1998, che in sostanza ha confermato che sono riscattabili tutti gli studi universitari “a prescindere dalla qualifica di appartenenza dell’interessato”.

In definitiva, ad oggi, tutti i lavoratori iscritti a Casse pensionistiche possono chiedere il riscatto del periodo di durata legale del corso di studi, e pertanto sono riscattabili:

  • Diplomi universitari (durata non inferiore a 2 anni e non superiore a 3;
  • Corsi di Specializzazione post-laurea (di durata almeno biennale);
  • Dottorato di Ricerca;
  • Corsi di Specializzazione post-diploma: corsi per insegnamento ad alunni portatori di handicap – sostegno – riscattabili solo nel caso in cui abbiano costituito requisito per una delle attività svolte nell’arco della vita lavorativa;
  • Periodi di studio compiuti all’estero: I titoli di studio accademici conseguiti all’estero devono essere oggetto di specifico riconoscimento “ai fini previdenziali”, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera b) decreto del Presidente della Repubblica 189/2009 (messaggio INPS 22 luglio 2014, n. 6208).

Sono altresì riscattabili i seguenti “servizi”:

  • Art. 142 DPR 1092/73: decorrenza giuridica e decorrenza economica per periodi non coperti da contribuzione;

–    Art. 14 DPR 1092/73:

Lettera A) Servizi resi in qualità di dipendente statale non di ruolo senza iscrizione all’AGO; Lettera F) Dipendente assunto con contratto locale per le esigenze degli uffici italiani all’estero; Lettera G) Docente presso Università estere, prima della nomina a professore di ruolo degli istituti italiani di istruzione superiore, purché ricorrano le condizioni previste dall’art.18 L. n.311/58;

Lettera H) Lettore di lingua e letteratura italiana presso Università estere, prima della nomina a insegnante di ruolo delle scuole statali di istruzione secondaria o degli istituti professionali o di istruzione artistica, purché ricorrano le condizioni previste dall’art. unico L 45/57;

  • DPR 31/5/1974, n. 417 Art.116: riscatto servizi prestati presso scuole Legalmente Riconosciute, per i periodi i cui servizi stessi siano stati retribuiti (laddove vi è contribuzione INPS Gestione Privata opera la Ricongiunzione L. 29/79);
  • D.LGS 564/96: Periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro;

Periodi di formazione professionale, studio e ricerca e di inserimento nel mercato del lavoro; Periodi intercorrenti tra un rapporto di lavoro e l’altro nel caso di lavori discontinui, stagionali, temporanei;

Periodi intercorrenti nel lavoro a tempo parziale di tipo verticale o ciclico (riscatto ai soli fini della “misura” della pensione).

I suddetti tutti i periodi che possono formare oggetto di riscatto devono collocarsi in epoca successiva al 31/12/1996;

  • D.lgs. 184/97: periodi di lavoro subordinato all’estero non totalizzabili ai sensi del regolamento CEE 1606/98, né resi utili a pensione presso altre gestioni previdenziali; Estensione dei benefici di cui alla legge 11 febbraio 1980, n. 26 (C.D. Legge Signorello) ai dipendenti statali il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statali (prima solo se il coniuge era anch’esso dipendente statale);

–    L. 53/2000;

Congedi per la formazione;

Congedi per eventi e cause particolari (gravi e documentati motivi familiari).

Riscatto “agevolato” della laurea per la ricostruzione di carriera

Il riscatto agevolato della laurea, rappresenta un’ulteriore possibilità per il lavoratore che intende farsi riconoscere il periodo di studi utile ai fini previdenziali.

La differenza con il riscatto “ordinario” può essere sintetizzata in questi due elementi:

  1. l’onere del riscatto “agevolato” è rappresentato dal versamento di un contributo, per ogni anno che si intende riscattare, ed è pari al livello minimo imponibile annuo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti. Attualmente l’onere per ogni anno da valorizzare è poco più di € 5.300 (nel 2022). Pertanto, per esempio, una laurea con un corso legale degli studi di 4 anni, ha un costo complessivo per il riscatto di circa € 21.4400,00.

Mentre il calcolo dell’onere del riscatto “ordinario” presenta altri criteri ed è sensibilmente molto più alto;

Pertanto, le anzianità antecedenti al 1 gennaio 1996 saranno calcolate non più con il metodo retributivo ma con il contributivo.

Situazione che non avviene in caso di riscatto “ordinario”.

Congedo Maternità

Altra tipologia, molto ricorrente è sicuramente la possibilità di “riscattare” i periodi di astensione obbligatoria e facoltativa (oggi definiti congedo di maternità/parentale).

In merito si precisa che la suddetta possibilità non è prevista laddove, durante il periodo di assenza, si era in costanza di rapporto di lavoro e quindi, in virtù della “copertura” giuridica della nomina, questi periodi sono già coperti da contribuzione figurativa.

In sostanza è l’Ente previdenziale che si fa carico della relativa contribuzione. Pertanto, in questa circostanza, il lavoratore non deve produrre alcuna domanda.

Mentre i periodi di astensione obbligatoria non in costanza di rapporto di lavoro, è facoltà del dipendente di chiedere la valutazione di tale periodo, utile ai fine della misura e del diritto della pensione, attraverso l’ accredito figurativo.

Si precisa che questa tipologia di “riscatto” non è assolutamente onerosa e consente l’accredito figurativo di 5 mesi e 1 giorno per ogni maternità.

La condizione, prevista dalla normativa per tale richiesta è di 5 anni (pieni) di contribuzione a prescindere dalla loro collocazione temporale e comunque prima della richiesta.

Per quanto concerne, invece l’astensione facoltativa, sempre al di fuori del rapporto di lavoro, anche in questo caso, e per un massimo 6 mesi per ogni parto, il periodo può essere oggetto di richiesta di riscatto, ed in tal caso l’onere dei contributi “a copertura” del periodo, sono a carico del dipendente. Si precisa che in caso di parto gemellare i periodi chiesti a computo o riscatti sono raddoppiati.

Ricongiunzione

L’azione di “ricongiungere” rappresenta la possibilità concessa al lavoratore di “cumulare” tutti i periodi contributivi maturati durante la carriera presso diverse gestioni previdenziali, al fine di ottenere un’unica prestazione pensionistica da un unico ente previdenziale.

In sostanza permette di riunire tutti i periodi contributivi obbligatori, volontari e figurativi in un unico trattamento di pensione.

Tali servizi sono riconosciuti quasi sempre con onere economico a carico dell’interessato. La normativa di riferimento è la Legge n. 29/1979 e la Legge n. 45/90 (contributi versati presso casse per Liberi Professionisti)

  • Ricongiunzione non onerosa, disciplinata dalla Legge n. 29/1979 art. 6 e DPR 1092/1973 artt. 113/115, consente ai dipendenti che, a seguito della soppressione di un ente disposta con legge dello Stato, della Regione o collocati d’ufficio, siano transitati in un ente

iscritto all’ex Inpdap, possono richiedere la ricongiunzione gratuita dei periodi contributivi maturati presso l’Inps.

  • Ricongiunzione di periodi prestati in diverse gestioni pensionistiche – L. 29/1979 Riguarda la ricongiunzione di tutti i periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria e figurativa, ai fini del diritto e della misura di un’unica pensione.

In sostanza rappresenta la ricongiunzione di una “posizione assicurativa”, ed elemento da non sottovalutare, non può essere “parziale”.

La facoltà di ricongiungere può essere esercitata una sola volta; una seconda domanda può essere presentata solo qualora l’interessato possa far valere, successivamente alla prima, 10 anni di assicurazione previdenziale, di cui almeno cinque versati in costanza di effettiva attività lavorativa, oppure all’atto del definitivo collocamento a riposo (ultimo giorno di servizio).

La domanda va presentata in costanza di servizio, fatta eccezione per gli eredi in caso di decesso.

La ricongiunzione legge 29/79 di norma è onerosa; ci sono anche ricongiunzioni ad onere zero (oltre alla casistica precedentemente indicata), derivanti dal valore dei contributi versati nella gestione privata, dallo stipendio in godimento all’atto della domanda, dall’età del soggetto al momento di presentazione della domanda.

Si segnala che a seguito delle disposizioni contenute nella legge 122/2010, gli oneri della ricongiunzione legge 29/79 sono notevolmente aumentati.

  • Ricongiunzione di periodi prestati come “Liberi Professionisti” – L. 45/1990

Questa Legge consente ai lavoratori che siano stati iscritti a forme di previdenza per liberi professionisti, di chiedere la ricongiunzione di tali contributi nella gestione in cui risulta iscritto quale lavoratore dipendente o autonomo. Anche in questo caso non è ammessa la ricongiunzione parziale dei periodi.

Autore

10 pensieri su “La ricostruzione di carriera ai fini previdenziali: Computo, Riscatto e Ricongiunzione

  1. Maria Rosaria Perri dice:

    Buongiorno.
    Chi scrive è un’amministrativa addetta al protocollo dell’istituto in cui lavora.
    E’ possibile saperne qualcosa in più di questo corso ? Ringraziamenti anticipati e,
    saluti (maria rosaria perri)

  2. Antonio dice:

    Buongiorno
    Sono un insegnante in pensione dal 1/9/21 con 44 e 8 mesi (Totale Servizio alla Cessazione) trovo il sito completo e chiaro, ma come fare per far valere queste conoscenze che dovrebbero essere obbligatorie per tutto il personale ATA? Cordiali Saluti A. Santeramo

  3. Elena dice:

    Il regolamento del calcolo delle pensioni per i periodi pre ruolo prevede che questi vengano considerati economicamente per intero nei primi 4 anni e per un terzo per gli altri anni di preruolo. Considerare di meno i contributi dei precari ,rispetto a chi e un lavoratore a tempo indeterminato non è ammesso nel regolamento europeo,perché discrimina tra lavoratori precari e no. Così ,dopo 42 anni(14 da precaria) ,scopro che andrò in pensione con 1.641 euro. Vorrei fare ricorso al calcolo siffatto. Sarebbe possibile.?

  4. Vito Antonio dice:

    Buonasera sono un assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria volevo ,volevo sapere se posso chiedere cumulo contributi fatti nel edilizia tra il 1985 al 1988 (113 settimane )

  5. Elvira Mennitti dice:

    Salve. Sono un a.a. scolastico in pensione dal 2/9/2022. Nel 1997 ho fatto domanda al Provv.to di ricongiungimento/riscatto servizi preruolo di anni 5 e mesi 8. Come deve essere calcolato considerato l’anno di richiesta?

  6. Sara Barone dice:

    Salve, può inviare il suo commento/quesito all’indirizzo di posta elettronica: scuola@psbconsulting.it
    Indicando: nome, cognome, numero di telefono e consenso al trattamento dei dati ai fini delle comunicazioni da parte di Scuola PSB Consulting.
    Se le fa piacere, può prendere parte al gruppo Telegram Scuola PSB Consulting per restare sempre aggiornato: https://t.me/scuolapsbc
    Invieremo la sua richiesta al nostro esperto e le risponderemo celermente.

    Cordialità.

  7. Francesco Passavanti dice:

    Ho 2 anni e 8 mesi di servizio pre ruolo e 3 anni di servizio di ruolo , servizio prestato dopo il 1995 ho diritto ad una pensione ?

  8. Sara Barone dice:

    Salve, può inviare il suo commento/quesito all’indirizzo di posta elettronica: scuola@psbconsulting.it
    Indicando: nome, cognome, numero di telefono e consenso al trattamento dei dati ai fini delle comunicazioni da parte di Scuola PSB Consulting.
    Se le fa piacere, può prendere parte al gruppo Telegram Scuola PSB Consulting per restare sempre aggiornato: https://t.me/scuolapsbc
    Invieremo la sua richiesta al nostro esperto e le risponderemo celermente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *