Istruzione parentale: di cosa si tratta e come procedere

Istruzione parentale: di cosa si tratta e come procedere

In questo appuntamento del martedì il Dott. Luciano Grasso ci parla di Istruzione Parentale.

Per Istruzione Parentale si intende la scelta della famiglia di provvedere direttamente all’educazione dei figli.

È una scelta consapevole, presa dalla famiglia o da chi ha la tutela del minore, di provvedere in autonomia all’istruzione del giovane fino a che l’obbligo scolastico lo impone.

L’ordinamento Italiano rende infatti obbligatoria l’istruzione fino ai 16 anni ma non la frequentazione di una scuola pubblica né privata.

L’istruzione parentale offre sicuramente maggiori possibilità:

il ragazzo potrà soffermarsi sugli argomenti che più gli interessano, farsi spiegare meglio e con più calma le materia in cui ha difficoltà o evitare di dover attendere che altri ragazzi raggiungano la comprensione di argomenti per lui chiari.

Nella scuola secondaria, attraverso l’istruzione parentale lo studente non perderà più ore di scuola perché il professore deve interrogare tutta la classe o deve fare verifiche di recupero ma ottimizzerà il tempo secondo le sue esclusive necessità.

Spesso le famiglie che si rivolgono all’homeschooling hanno esigenze specifiche dovute agli impegni dei genitori o dell’alunno stesso.

Basti pensare ai casi in cui la famiglia è obbligata per lavoro a spostarsi spesso.

Ci può essere anche il caso in cui il ragazzo abbia impegni lavorativi:

basta pensare a chi pratica sport a livello agonistico o è già avviato professionalmente ad un qualsiasi lavoro.

In questi casi la possibilità di adattare i tempi in cui istruirsi offerta dall’istruzione parentale diviene quindi fondamentale.

Le ragioni sono tante e tutte valide!

Tuttavia rimane sempre fondamentale il fatto che durante la scuola l’alunno si forma e farlo in una comunità educante è sempre più coinvolgente che farlo da solo con un docente, tutor o familiare.

Il Dott. Grasso in questo lavoro affronta sia la parte normativa della tematica che quella legata alle competenze dei vari attori coinvolti che il nostro ordinamento riserva a questa tipologia di istruzione e educazione.

Presentazione a cura della Dott.ssa Paola Perlini.

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Contributo a cura del Dott. Luciano Grasso.

Istruzione parentale: di cosa si tratta e come procedere

Proponiamo ai nostri lettori un approfondimento normativo e pratico dedicato al sensibile tema della istruzione parentale, questione spesso oggetto di aspri confronti tra il mondo scuola e gli enti rappresentativi di genitori favorevoli all’utilizzo dell’istituto in esame.

Un’alternativa alla frequenza delle aule scolastiche è rappresentata infatti dall’istruzione parentale conosciuta anche come scuola familiare, paterna o indicata con i termini anglosassoni quali: homeschooling o home education.

Tutte queste espressioni indicano la scelta della famiglia di provvedere direttamente all’educazione dei figli.

Fondamento supremo dell’istruzione parentale è l’art. 30 della Costituzione italiana:

è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire, educare i figli. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”.

A questo si aggiunga l’art. 111 comma 2 del D. Lgs. 297 del 1994 “Testo unico sull’istruzione”:

I genitori dell’obbligato o chi ne fa le veci che intendano provvedere privatamente o direttamente all’istruzione dell’obbligato devono dimostrare di averne la capacità tecnica od economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità”.

La scuola che riceve la domanda di istruzione parentale è tenuta a vigilare sull’adempimento dell’obbligo scolastico dell’alunno.

A controllare non è competente soltanto il dirigente della scuola, ma anche il sindaco.

Fonti normative

L’istruzione parentale trova disciplina nelle seguenti fonti normative:

Obbligo di istruzione

L’obbligo di istruzione riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni.

I dieci anni dell’obbligo sono parte della formazione aperta a tutti e si collocano nell’ambito del diritto-dovere all’istruzione ed alla formazione, che, come è noto ex art. 1, comma 622, L. 27-12- 2006, n.296 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007) prevede che:

“L’istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età”. …omissis…L’età per l’accesso al lavoro è conseguentemente elevata da quindici a sedici anni. …omissis…L’innalzamento dell’obbligo di istruzione decorre dall’anno scolastico 2007/2008.”

L’obbligo di istruzione, quindi, mira a garantire a tutti l’acquisizione delle competenze di base e coinvolge, in particolare, la responsabilità condivisa dei genitori, cui competono le scelte tra le diverse tipologie di scuola e le opzioni del tempo scuola e delle Istituzioni Scolastiche da cui dipende l’adozione delle strategie più efficaci e coerenti, atte a garantire elevati livelli di apprendimento e di formazione.

Il momento dell’iscrizione assume un significato particolare e si perfeziona con la frequenza scolastica.

L’obbligo alla frequenza può essere assolto non solo nelle scuole statali e paritarie, ma anche attraverso “l’istruzione familiare”.

In questo caso, a garanzia dell’assolvimento del dovere all’istruzione, il minore è tenuto a sostenere, ogni anno, l’esame di idoneità per l’ammissione all’anno successivo.

In tema di obbligo d’istruzione, è opportuno ricordare che ai sensi dell’articolo 14 comma 7 del D.P.R. 122/2009, le Istituzioni Scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al limite della frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale.

Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati.

Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo, dato che l’alunno deve raggiungere i risultati di apprendimento previsti.

La pronuncia del Consiglio di Stato

In particolare, per quanto attiene alle scuole di istruzione secondaria di secondo grado, ad integrazione della C.M. n.101 del 30 dicembre 2010, la nota MIURAOODGOS prot. n. 781/R.U.U. del 04.02.2011 ed un recente parere espresso dal Consiglio di Stato in data 19.1.2011 n.579 su un ricorso straordinario al Capo dello Stato, portano a ritenere che l’istruzione parentale costituisca modalità di assolvimento dell’obbligo di istruzione alternativa alla frequenza dei primi due anni degli istituti d’istruzione secondaria di secondo grado o alla frequenza dei percorsi di istruzione e formazione professionale finalizzati al conseguimento di una qualifica.

Pertanto, da una interpretazione logico sistematica della normativa deriva che “l’educazione parentale” può riguardare l’intera fascia dell’obbligo di istruzione e deve tendere, come le altre modalità di adempimento, al conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo e all’acquisizione dei saperi e delle competenze relativi ai primi due anni di istruzione secondaria superiore.

È opportuno dunque invitare i Dirigenti Scolastici a una particolare attenzione nell’informare le famiglie richiedenti l’istituto dell’istruzione parentale, dei vari obblighi previsti, e nel porre in essere la vigilanza.

Adempimenti a carico degli esercenti la responsabilità genitoriale

Coloro che intendano provvedere in proprio alla istruzione dei minori soggetti all’obbligo, devono rilasciare al Dirigente della scuola del territorio di residenza, apposita dichiarazione – da rinnovare anno per anno – di possedere “la capacità tecnica ed economica” per provvedervi.

Solitamente, come previsto dall’ultima circolare del Ministero dell’Istruzione prot. 29452 del 30 novembre 2021, la comunicazione viene presentata in modalità cartacea entro fine gennaio e alla stessa è allegato il progetto didattico-educativo che si intende seguire in corso d’anno, in coerenza con l’articolo 3, comma 1, del decreto ministeriale 8 febbraio 2021, n. 5 riguardante la disciplina degli esami di idoneità e integrativi.

Tuttavia la scelta di effettuare l’istruzione parentale può essere effettuata in qualsiasi momento dell’anno scolastico, non essendovi un esplicito divieto in tal senso.

Il Dirigente scolastico medesimo ha l’onere di accertare la fondatezza di tale dichiarazione.

Pertanto, la scuola non esercita un potere di autorizzazione in senso stretto, ma un semplice accertamento della sussistenza dei requisiti tecnici ed economici.

Comunica altresì ai genitori e agli esercenti la responsabilità genitoriale che, annualmente, se intendono continuare ad avvalersi dell’istruzione parentale, devono effettuare la citata comunicazione preventiva entro il termine delle iscrizioni on line, presentando contestualmente il progetto didattico-educativo che si intende seguire nell’anno di riferimento.

Vigilanza sull’adempimento dell’obbligo di istruzione

Ai sensi del decreto Ministeriale 13 dicembre 2001, n.489, art. 2 comma 1, alla vigilanza sull’adempimento dell’obbligo di istruzione provvedono secondo quanto previsto dal presente regolamento:

  • il sindaco, o un suo delegato, del comune ove hanno la residenza i giovani soggetti al predetto obbligo di istruzione;
  • i dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado statali, paritarie presso le quali sono iscritti, o hanno fatto richiesta di iscrizione, gli studenti cui è rivolto l’obbligo di istruzione.

Esami di idoneità e esami di Stato

Coloro che frequentano una scuola non statale e non paritaria hanno l’obbligo di sottoporsi ad esame di idoneità nel caso in cui intendano iscriversi a scuole statali o paritarie, nonché, in ogni caso, al termine della scuola primaria per il passaggio alla scuola secondaria di primo grado.

L’esame deve svolgersi entro il 30 giugno, ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 e dell’articolo 3, comma 3, del decreto ministeriale 8 febbraio 2021, n. 5.

Le domande di iscrizione all’esame di idoneità devono pervenire alle istituzioni scolastiche prescelte per l’effettuazione dell’esame entro il 30 aprile dell’anno di riferimento secondo quanto previsto dall’articolo 3, comma 1, del richiamato decreto ministeriale 8 febbraio 2021, n. 5.

L’esame si conclude con un giudizio di idoneità/non idoneità da parte della commissione esaminatrice, al quale non deve seguire nessuna specifica attestazione, secondo criteri definiti dal collegio dei docenti e inseriti nel PTOF, come previsto dall’art. 1, comma 2, del D. Lgs. n. 62/2017.

Per quanto concerne il superamento degli esami e quindi dell’ammissione alla classe successiva, il DM n.5 del 2021 art. 4 è piuttosto chiaro in proposito poiché prevede che per superare l’esame il candidato debba conseguire un punteggio minimo di sei decimi in ciascuna delle discipline nelle quali sostiene le prove. Inoltre, nel caso di assenza non giustificata anche ad una sola delle prove, il candidato dovrà essere considerato come non ammesso alla classe successiva.

Ricordiamo che grazie alla propria autonomia didattica e organizzativa, l’istituzione scolastica ha facoltà di adottare un regolamento interno sulle modalità organizzative degli esami di idoneità.

Il regolamento va pubblicato sul sito web e sulle sezioni Albo pretorio e Amministrazione trasparente, per garantirne la conoscibilità ai soggetti interessati.

Da ultimo, ricordiamo l’obbligo delle istituzioni scolastiche statali e paritarie nelle quali sono effettuati gli esami di idoneità ad aggiornare prontamente l’Anagrafe degli alunni inserendo l’esito dell’esame di idoneità, per consentire ai soggetti preposti le opportune verifiche in merito all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

Inoltre tutti gli obbligati sono tenuti a sostenere l’esame di Stato a conclusione del primo ciclo di istruzione.

Conclusioni

È opportuno, in conclusione, offrire alle famiglie le varie soluzioni contemplate dalla normativa, specie ove si tratti di studenti che abbiano in corso un’attività sportiva di tipo agonistico o di studenti che possano non garantire i limiti minimi di frequenza scolastica, operando comunque, come sottolineato, la più opportuna vigilanza, a tutela del minore e della sua istruzione.

In allegato un modello di richiesta di istruzione parentale da trasmettere alla segreteria scolastica dell’istituto di riferimento.

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