Il principe e la sarta – la recensione della graphic novel di Jen Wang

il principe e la sarta

Che Bao Publishing sia una casa editrice che porta alla luce opere coraggiose e di una bellezza abbagliante è un fatto risaputo. Nel suo immenso catalogo, potrete trovare anche questo piccolo gioiello: Il principe e la sarta, graphic novel realizzata da Jen Wang. Ho iniziato questa rubrica parlando della favola della principessa Qualcosa e a quanto pare, la mia natura sognatrice mi ha di nuovo trasportato in un mondo fiabesco.

Siamo in una Parigi di inizio Novecento: tra meravigliosi palazzi e nobili ben vestiti, vive Frances, giovane sarta dai sogni immensi, che lavora in una boutique dove la vita scorre monotona. Quando il suo genio emerge, per un breve attimo che le costerà il lavoro, Frances viene convocata a corte, in gran segreto: il suo stile ha attirato lo sguardo di un membro della famiglia reale e la sarta dovrà confezionare degli abiti per il reale in questione. Ma se la sarta si aspettava una principessa, resta sorpresa perché ad aver chiesto i suoi servigi è l’erede al trono, il Principe Sebastian. Quest’ultimo è rimasto affascinato dallo stile di un abito che Frances ha realizzato per una debuttante, con uno stile ardimentoso e così distante dai modelli antiquati che ci sono in giro e vuole che anche per lui la giovane sarta realizzi abiti altrettanto belli.

Perché Sebastian sente di essere davvero sé stesso solo quando indossa sete meravigliose e scarpe femminili: la sua virilità si esprime al meglio solo quando è vestito da donna. Ma questo segreto deve restare tale, perché se venisse alla luce, rischierebbe di rovinare ogni cosa. Così i due ragazzi stringono un patto: Frances realizzerà per Sebastian tutti gli abiti che vorrà e manterrà il suo segreto, mentre grazie all’influenza del principe lei potrà diventare una grande stilista.

Il principe e la sarta – raccontare temi delicati con semplicità e amore

Non soltanto Il principe e la sarta è una storia meravigliosa, di accettazione e amore per l’altro, ma è corredata da disegni meravigliosi, il cui tratto leggiadro e colorato ben si adegua alla storia che Wang vuole raccontare. Non sale in cattedra per spiegare perché oggi è più necessario che mai accettare ciò che è diverso da noi, ma si limita a raccontare una storia che è quella di tutti i giorni: un’amicizia tra due ragazzi che devono ancora trovare un posto del mondo.

Sebastian sente il peso delle aspettative dell’essere principe: è un titolo che comporta delle responsabilità ed è obbligato a chiudersi in abiti che non rappresentano la sua identità. Sebastian non vuole essere una donna, ma si sente a suo agio nel vestirsi come tale. Il suo essere un principe, la sua natura di uomo trova espressione e potenza proprio in quegli abiti che il binarismo di genere ha assegnato alle donne. Frances al contrario ha fin troppo chiaro chi vuole diventare, ma dovrà anche scontrarsi con chi vuole piegare il suo genio alle proprie mire e dovrà capire se il compromesso sarà per lei accettabile o la renderà infelice. Insieme, Sebastian e Frances costruiscono un’amicizia basata su comprensione, ascolto e sostegno reciproco: imparano a fidarsi l’uno dell’altra, riscoprono la naturale affinità e decidono che il mondo è sì spaventoso, ma insieme a un’anima complementare alla tua lo diventa meno.

Wang tratteggia con estrema chiarezza e precisione tutti i personaggi della sua graphic novel: tra i personaggi seconda il fedele Emile, il maggiordomo di Sebastian, e il burbero Re e padre del ragazzo saranno tra i personaggi che più amerete. Semplicità e cura sono due tratti fondamentali di Il principe e la sarta, una favola che è attuale più che mai e che vi lascerà una dolce sensazione di serenità nel cuore.

Articolo a cura di Maria Castaldo

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *