IL FONDO ESPERO

In questo articolo dell’esperto Pasquale Fraterno si parla di un argomento molto importante per la futura vita dei dipendenti pubblici e in particolare di quelli della scuola, e cioè dell’adesione al Fondo Espero per ottenere una pensione integrativa all’atto della quiescenza.

Il Fondo Espero permette a ciascun lavoratore della scuola di costruire una pensione che integri quella di base.

Quando il metodo di calcolo pensionistico era retributivo, cioè basato sulle ultime retribuzioni, fare una stima della propria pensione era molto più semplice, ora invece, poiché è previsto che l’assegno previdenziale sia calcolato sui contributi effettivamente versati dal lavoratore nel corso della sua carriera lavorativa, è diventato più complicato e sicuramente meno soddisfacente. Secondo stime della Ragioneria Generale e dell’Inps, con il sistema contributivo l’importo dell’assegno pensionistico, a seconda dell’anzianità maturata, potrà variare dal 50% al 70%dell’ultimo stipendio percepito.

La previdenza complementare permette di ottenere un assegno previdenziale aggiuntivo alla pensione pubblica. Esso dipende dall’ammontare dei versamenti effettuati, ecco perché è importante iniziare subito a programmare il futuro pensionistico aderendo al Fondo.
La pensione integrativa è ormai una necessità, soprattutto per i giovani lavoratori, a causa del previsto abbassamento delle future pensioni.

Tutti i lavoratori del comparto scuola possono accedere ai vantaggi della previdenza complementare .
Il Fondo Scuola Espero è uno dei più importanti Fondi pensione negoziali italiani, è un’associazione senza fini di lucro, riservata solo ai dipendenti della Scuola.
Aderendo ad Espero è possibile avere questi vantaggi: Contributo dell’1% della retribuzione lorda versato dal datore di lavoro Costi contenuti e inferiori a qualunque altra forma di previdenza complementare Agevolazioni fiscali: il contributo a carico del dipendente è deducibile dal reddito complessivo Gestione trasparente
Per godere di questi benefici è sufficiente sottoscrivere l’adesione tramite il servizio self service messo a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sul portale NoiPa. Per saperne di più, ci si può informare sul sito www.fondoespero.it o meglio rivolgendosi al proprio sindacato.

Inoltre il Fondo Espero mette a disposizione un simulatore online per tutti i lavoratori della scuola che desiderino calcolare la propria pensione da aderente al Fondo.

Pasquale Fraterno, nella sua trattazione, chiarisce le opportunità concesse ai lavoratori con l’eventuale adesione al Fondo ma anche a chi può giovare di più iscriversi tenendo sempre presente però che la scelta definitiva appartiene al dipendente dopo aver chiarito analiticamente la propria posizione come tipologia e anzianità.

Presentazione a cura della Dott.ssa Paola Perlini

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Articolo a cura del Dott. Pasquale Fraterno

Il Fondo Espero

Il Fondo Espero è un fondo nazionale di pensione complementare per i lavoratori della scuola, iscritto all’Albo tenuto dalla Covip con il n. 145. Viene gestito da un’associazione senza fini di lucro e il suo unico obiettivo è quello di permettere di costruire, al personale della scuola, una pensione complementare, per compensare il previsto abbassamento della pensione pubblica.

Ad oggi, sicuramente rappresenta uno dei più grandi fondi negoziali in Italia con i suoi circa centomila soci. Fu emanato a seguito dell’accordo istitutivo del 14/03/2001 fra le Organizzazioni Sindacali di settore (FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal, GILDA-UNAMS, CIDA) e l’ARAN e fu formalmente costituito con atto costitutivo del 17/11/2003 e dal 12/05/2014 ha ottenuto l’autorizzazione allo svolgimento delle attività da parte della COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione).

I contributi raccolti, sono versati in una cosiddetta “Banca Depositaria” e investiti da “Gestori specializzati”, scelti da Espero, come ad esempio: banche, compagnie di assicurazione, società d’intermediazione mobiliare (SIM) e società di gestione del risparmio. Pertanto, tutti i gestori hanno un elevato livello di professionalità e sono assoggettati al controllo di specifici organismi, inoltre, tutte le attività di Espero sono controllate dalla COVIP.

Gli organi del Fondo sono a composizione paritetica e i componenti restano in carica tre anni e possono essere eletti per non più di tre mandati consecutivi e sono composti per un 50% da rappresentanti dei lavoratori e per il restante 50% da rappresentanti del datore di lavoro.
Gli organi previsti sono:
– Assemblea dei Delegati (n. 60 componenti);
– Consiglio di Amministrazione, presieduto da un Presidente e il suo vice (n. 18 componenti);
– Consiglio dei Revisori Contabili (n. 4 revisori).

Importante sottolineare che aderire a Espero significa diventarne socio e partecipare alla “vita” del Fondo. Possono aderire al Fondo:

  • i lavoratori dipendenti ai quali si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del Comparto Scuola assunti con: contratto a tempo indeterminato; contratto part-time a tempo indeterminato; contratto a tempo determinato di almeno 3 mesi continuativi;
  • i lavoratori delle scuole private paritarie, legalmente riconosciute, pareggiate, parificate, autorizzate o meramente private;
  • i lavoratori degli enti di Formazione Professionale;
  • i lavoratori delle accademie e dei conservatori.
  • Si segnala che tutto il personale scolastico può aderire, in modo autonomo, direttamente dall’area self-service di NOIPA.

Le principali caratteristiche del funzionamento del fondo, possono essere sintetizzate nei seguenti punti:
– l’adesione ad Espero è volontaria: una volta che il lavoratore ha dato la propria adesione, viene aperto un conto individuale, nel quale confluiscono i contributi versati e i rendimenti che maturano anno dopo anno.

La loro gestione viene effettuata, come precedentemente indicato da: gestori professionali scelti tra Banche, Compagnie di Assicurazioni, Società d’Intermediazione Mobiliare, Società di Gestione del Risparmio. Tali gestori saranno individuati da Espero e sottoposti ad un costante monitoraggio;

  • la contribuzione inizia a partire dal terzo mese successivo all’adesione, mentre può essere sospesa, a richiesta del lavoratore, alle condizioni previste dallo Statuto. Con la stessa procedura è possibile riattivare, in qualsiasi momento la contribuzione;
    – al momento del pensionamento, il lavoratore può scegliere di ricevere: una pensione complementare, un mix tra pensione complementare o la liquidazione di tutto il capitale maturato.

La pensione complementare


L’opzione della pensione complementare, scelta dal lavoratore al momento del pensionamento, consiste nel godere una pensione complementare a quella erogata dall’Inps gestione dipendenti pubblici. Per l’erogazione delle rendite, Fondo Espero ha stipulato una convenzione con Assicurazioni Generali S.p.A. in raggruppamento temporaneo di imprese con INA Assitalia S.p.A.
Le diverse opzioni sono:

  • Rendita vitalizia semplice;
  • Rendita reversibile;
  • Rendita certa per 5 o 10 anni e successivamente vitalizia;
  • Rendita con restituzione del capitale residuo;
  • Rendita con raddoppio dell’importo in caso di perdita dell’autosufficienza.

Mix tra pensione complementare e capitale
Secondo questa seconda possibilità, sopraggiunto il pensionamento, il lavoratore può scegliere di ricevere un mix di pensione complementare e capitale. Per capitale si intende una somma derivante dalla liquidazione di una parte del montante maturato, fino ad un massimo del 50% dello stesso.

Liquidazione di tutto il capitale


in merito è opportuno precisare, che sono previsti casi in cui è possibile ottenere la liquidazione di tutto il capitale maturato fino a quel momento ovvero:
– al momento del pensionamento;
– prima del pensionamento ovvero in determinati casi per i quali si renda necessario disporre di una cifra consistente, è possibile ottenere un anticipo del capitale. Presupposto per esercitare tale facoltà, occorre che siano trascorsi 8 anni di contribuzione al Fondo, in questo sarà possibile ricevere fino al 100% di quanto maturato (contributi Amministrazione e del lavoratore + rendimenti), per:
– acquisto o ristrutturazione per sé o per i figli della prima casa;
– spese sanitarie;
– spese sostenute durante la fruizione dei congedi per la formazione continua.
L’anticipazione può riguardare l’intera posizione accumulata (contributi lavoratore, contributi del datore di lavoro, rivalutazioni maturate) o una sua parte.
In merito, si chiarisce che nell’ipotesi di anticipazione l’iscritto ha facoltà di reintegrare la propria posizione.

Occorre precisare che in caso di decesso dell’associato prima del suo pensionamento, la posizione maturata nel Fondo viene riscattata dai seguenti soggetti:

  • dal coniuge;
  • in mancanza del coniuge, dai figli;
  • in mancanza del coniuge e dei figli, dai genitori se fiscalmente a carico dell’iscritto;
  • in mancanza dei suddetti soggetti, dal beneficiario precedentemente designato dall’iscritto.

Come ultima opzione, nel caso mancassero tutti i soggetti sopra descritti la posizione resta acquisita al Fondo Pensione.


L’adesione al fondo espero, oggettivamente presenta alcuni vantaggi, tra questi:


1) sono previsti contributi anche a carico all’Amministrazione. Infatti attraverso l’adesione al Fondo si fruisce di un contributo annuo da parte dell’Amministrazione, versato direttamente nel conto del lavoratore. In merito occorre precisare, che da tale contributo sono esclusi coloro che non aderiscono;
2) sono previsti dei vantaggi fiscali per coloro che aderiscono ad Espero consente numerosi, quali: deducibilità dal reddito dei contributi versati al Fondo dal lavoratore e dall’Amministrazione, con un conseguente risparmio fiscale, la cui entità dipende dall’aliquota IRPEF a cui è si è soggetti; tassazione agevolata dei rendimenti ottenuti anno per anno dalla gestione del capitale accumulato; agevolazioni fiscali sulle prestazioni del Fondo durante la fase di erogazione, sia sulla pensione complementare sia sul capitale;
3) in caso di cessazione del rapporto lavorativo prima del raggiungimento dei requisiti per l’erogazione delle prestazioni pensionistiche, l’iscritto al fondo potrà chiedere il riscatto del montante maturato al Fondo;
4) trascorsi tre anni dall’adesione a Espero l’iscritto al fondo può decidere di trasferire il montante maturato in un’altra forma pensionistica senza essere soggetto a tassazione.
Nel caso in cui perda i requisiti di partecipazione al fondo, può trasferire la sua posizione a prescindere dagli anni di permanenza in Espero.

Occorre precisare, due aspetti, molto importanti, tenuto conto del regime di appartenenza – TFS o TFR – del lavoratore nel momento di adesione al Fondo Espero:


1) per dipendenti già in servizio nella scuola al 31/12/2000, per questi, essendo in regime TFS, al momento dell’adesione ad Espero, dovranno, contestualmente, sottoscrivere l’opzione per il passaggio dal Trattamento di Fine Servizio (TFS) al Trattamento di Fine Rapporto (TFR).
A seguito del passaggio, avviene quanto di seguito indicato:
– viene effettuato il calcolo del TFS che si è maturato e lo si trasforma in TFR, che viene rivalutato tutti gli anni del 75% dell’indice ISTAT + 1,5%;
– viene destinata al Fondo una quota del TFR che il lavoratore matura annualmente, pari al 2% della retribuzione annua lorda
– la restante quota di TFR, pari al 4,91% della retribuzione annua lorda, verrà liquidata direttamente al lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro;
– contributo pari all’1,5% annuo della base contributiva su cui viene calcolato il TFS;
2) per i dipendenti assunti nella scuola dopo il 31/12/2000, essendo questi in regime TFR, a partire dal momento in cui si aderisce ad Espero, tutto il TFR maturato annualmente, ovvero il 6,91% della retribuzione annua lorda, viene versato nel Fondo Espero.

I contributi versati sono investiti in strumenti finanziari (come azioni, titoli di Stato e altri titoli obbligazionari, quote di fondi comuni di investimento) sulla base della politica di investimento definita per ciascun comparto del fondo, al netto degli oneri trattenuti al momento del versamento.

I versamenti sulla posizione individuale del lavoratore, producono nel tempo un rendimento variabile in funzione degli andamenti dei mercati e delle scelte di gestione.

Espero è strutturato in due comparti di investimento:
1) il comparto Garanzia;
2) il comparto Crescita.

Si precisa che scelta è sul comparto d’investimento è di competenza del lavoratore.

Pertanto appare opportuno, illustrare, seppur brevemente, le principali caratteristiche dei due profili di investimento.

Il Comparto Garanzia


– Finalità della gestione: L’investimento si pone l’obiettivo di replicare la rivalutazione del TFR rispondendo alle esigenze di un associato ormai prossimo alla pensione o avverso al rischio finanziario, che sceglie una garanzia di risultato al fine di consolidare il proprio patrimonio.
– Orizzonte temporale: breve
– Grado di rischio: basso
– Politica di gestione: titoli obbligazionari di breve durata in quantità prevalente, con una componente di azioni residuale.

Il Comparto Crescita


– Finalità della gestione: L’investimento si pone l’obiettivo di realizzare una rivalutazione del capitale investito nella misura del 2% di incremento del valore oltre l’inflazione in un orizzonte temporale di medio periodo.
– Orizzonte temporale: medio.
– Grado di rischio: medio
– Politica di gestione: l’asset allocation strategica del fondo prevede un portafoglio investito in sei mandati gestionali specializzati ed in un mandato di copertura dei rischi di coda. La composizione del portafoglio evidenzia in media l’investimento nelle seguenti macro-attività finanziarie: 30% in azioni internazionali; 40% in obbligazioni internazionali; 10% in strumenti del mercato monetario e 20% in obbligazioni internazionali con duration breve. 

Fatta questa breve disamina sul “mondo” Fondo Espero, l’interrogativo, che ahimè, sicuramente ha suscitato: è sapere se sia conveniente o meno aderire a fondi complementari pensionistici.


A tal proposito occorre fin da subito precisare che non può esserci una risposta unica per tutti, in quanto, come ben sappiamo, ogni lavoratore ha un proprio “vissuto lavorativo”.

Nella dinamica di scelta se aderire o meno ad un Fondo Pensione, entrano “in gioco” diversi elementi che incidono, e non poco, sulla valutazione, come ad esempio, all’atto dell’adesione non bisogna trascurare: l’età anagrafica, l’anzianità contributiva e il regime in godimento della “buonuscita” se TFS o TFR.
Tra l’altro, un giudizio di convenienza non può nemmeno prescindere da alcune considerazioni ed attese personali del soggetto.

Chiarito che la suddetta problematica è molto delicata, e che quindi necessita sicuramente di un’analisi personalizzata con il supporto di un esperto, magari “indipendente”, appare, invece, interessante condividere la seguente riflessione.

Partendo sempre dal medesimo interrogativo “aderire o meno a fondi complementari di pensione”, occorre analizzare che la misura della pensione dei futuri pensionandi, sarà sempre più calcolata con il sistema contributivo “puro”, ed è per questo che si verrà a creare, tra l’ultimo stipendio goduto dal lavoratore e la sua futura pensione, un forte “gap”.
Pertanto il lavoratore, deve avere la consapevolezza che, quanto prima bisogna ricorrere ai ripari per colmare il suddetto “gap”.

Bisogna, in buona sostanza, che ogni lavoratore si ponga questa domanda, ma soprattutto cerchi di dare delle risposte: la pensione pubblica riuscirà a garantire lo stesso tenore di vita di quando si lavorava?

Quando si fanno riflessioni sul “tema pensione” – nel caso specifico, sulla misura della pensione – è opportuno cambiare visione: non bisogna rivolgere lo sguardo al passato ma proiettarlo al futuro e quindi alla previdenza, per tentare di fare chiarezza.

Autore

Un pensiero su “IL FONDO ESPERO

  1. Luciano sabatini dice:

    Fondo espero fregatura
    Tfs normale x 32 di servizio
    Uguale a 53 mila euro spezzettato 44 mila
    Ma di cosa stiamo parlando
    Ci penserà legge

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