IL DIRITTO ALLO STUDIO PER I DIPENDENTI DELLA SCUOLA

L’art. 3 “Diritto allo studio” c 1 del DPR /395/1988 ha previsto che al fine di garantire il diritto allo studio sono concessi permessi straordinari retribuiti, nella misura massima di centocinquanta ore annue individuali.

Il diritto dei lavoratori a completare, proseguire o migliorare la propria educazione non è solo importante per mantenere alta la motivazione lavorativa, ma rappresenta anche un principio fondamentale del nostro ordinamento.

La legge ,detta appunto, “150 ore diritto allo studio”, unita alle disposizioni previste dai vari CCNL di settore, permette a chi studia e lavora di poter usufruire di particolari agevolazioni per la frequentazione di percorsi formativi e per il sostenimento di prove d’esame.

Vediamo insieme più nel dettaglio quali sono e chi può beneficiarne.

Il Contrato Collettivo Nazionale 19/4/2018 del Comparto scuola, ora vigente, all’art. 22 c 4 lettera b4 stabilisce che in contrattazione decentrata a livello regionale verranno stabiliti anche i criteri per la fruizione dei permessi per il diritto allo studio.

Pertanto la scadenza in genere prevista dal Ministero a livello nazionale è il 15 novembre ma bisogna verificare in ogni regione se gli UU.SS.RR. di riferimento hanno previsto scadenze diverse.

L’art. 3 del DPR 395/1988 prosegue ai commi 2 e 3 individuando per quali corsi sono concessi i permessi di studio e con quali modalità: sono concessi per la frequenza di corsi finalizzati al conseguimento di titoli di studio in corsi universitari, postuniversitari, di scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute, o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o attestati professionali riconosciuti dall’ordinamento pubblico.

Nella concessione dei permessi di cui ai commi 1 e 2 vanno osservate, garantendo in ogni caso le pari opportunità, le seguenti modalità:

  1. i dipendenti che contemporaneamente potranno usufruire, nell’anno solare, della riduzione dell’orario di lavoro, nei limiti di cui al comma 1, non dovranno superare il tre per cento del totale delle unità in servizio all’inizio di ogni anno, con arrotondamento all’unità superiore;
  2. a parità di condizioni sono ammessi a frequentare le attività didattiche i dipendenti che non abbiano mai usufruito dei permessi relativi al diritto allo studio per lo stesso corso;
  3. il permesso per il conseguimento dei titoli di studio o di attestati professionali di cui al comma 2 può essere concesso anche in aggiunta a quello necessario per le attività formative programmate dall’amministrazione.

Pertanto in ogni Provincia il personale che ha diritto alla fruizione dei permessi non può superare complessivamente il 3% del personale in servizio.

Gli Uffici Scolastici entro il 15 ottobre, in genere, pubblicano il numero massimo dei permessi distinti per ogni ordine di scuola.

La decorrenza è per anno solare e quindi dal 1° gennaio al 31 dicembre.

Il numero massimo di ore concedibili è di 150 per un orario di servizio completo.

Le ore di permesso sono poi ridotte in base alle caratteristiche di contratto del richiedente.

Possono presentare la domanda per accedere ai permessi per diritto allo studio: i docenti e il personale educativo, il personale ATA e il personale con incarico annuale per l’insegnamento della Religione Cattolica.

Può presentare domanda anche il personale assunto a tempo determinato con contratto annuale e fino al termine delle attività didattiche e in regime di part-time.

La domanda va presentata alla scuola di servizio e per coloro che lavorano su più scuole a quella che regola i rapporti amministrativi. La stessa scuola inoltrerà poi le domande all’USP.

Il c 4 dell’art. 3 del DPR 395/1988 stabilisce inoltre che: il personale interessato ai corsi di cui ai commi 1, 2 e 3 ha diritto, salvo eccezionali ed inderogabili esigenze di servizio, a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non è obbligato a prestazioni di lavoro straordinario o durante i giorni festivi e di riposo settimanale.

La norma quindi tende ad agevolare la frequenza dei corsi al personale lavoratore escludendolo dal servizio eventuale nei giorni festivi e organizzando turni con orari non stressanti.

Infatti i permessi per diritto allo studio non possono essere negati in quanto non concessi ma attribuiti.

Il personale dovrà presentare al Dirigente Scolastico un piano con i propri impegni in cui la fruizione dei permessi potrà essere articolata sia in permessi orari che in permessi giornalieri.

I permessi sono finalizzati alla frequenza sia in presenza che on line dei corsi, comprendendo anche il tempo necessario a raggiungere le sedi in cui si svolgono i corsi.

I permessi per seguire corsi on line e quelli serali possono essere usufruiti solo se concomitanti con l’orario di servizio.

Il comma 6 dell’art. 3 del DPR 395/1988 infine precisa che: il personale interessato alle attività didattiche di cui al comma 2 è tenuto a presentare alla propria amministrazione idonea certificazione in ordine alla iscrizione ed alla frequenza alle scuole ed ai corsi, nonché agli esami finali sostenuti. In mancanza delle predette certificazioni, i permessi già utilizzati sono considerati come aspettativa per motivi personali.

Pertanto la fruizione del permesso va certificata subito dopo la sua fruizione e comunque entro il termine stabilito dalla scuola. In caso di mancata presentazione della certificazione, i periodi di permesso utilizzati saranno considerati come aspettativa per motivi di famiglia senza assegni, con il recupero da parte dell’amministrazione delle competenze fisse corrisposte per detti periodi.

Gli uffici scolastici provinciali per agevolare i richiedenti in genere pubblicano un modello di domanda da utilizzare da parte dell’interessato. In ogni caso ci si potrà sempre rivolgere alla segreteria della scuola di servizio per ogni tipo di consulenza.

Si allega bozza di domanda per l’attribuzione di permessi per diritto allo studio: scaricabile da QUESTO LINK

Articolo a cura della Dott.ssa Paola Perlini

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2 pensieri su “IL DIRITTO ALLO STUDIO PER I DIPENDENTI DELLA SCUOLA

  1. Claudio Pizzi dice:

    La dirigente scolastica non ha concesso la frequenza alle lezioni di corsi universitari della facoltà di ingegneria, in quanto non sono corsi con frequenza obbligatoria. É corretto?

  2. marianoemi dice:

    Quest’anno ho contratto di 2h fino all’8 giugno fino al termine delle attività didattiche. Posso chiedere il diritto studio, sarebbe un rinnovo? o solo con contratto 30 giugno?

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