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I Promessi Sposi risplendono in America

I Promessi Sposi

La nuova traduzione dell’italianista Michael Moore, uscita il 13 settembre, è l’occasione per rileggere I Promessi Sposi in una veste del tutto originale

Luci d’America per I Promessi Sposi: il capolavoro di Alessandro Manzoni pubblicato per la prima volta nel 1840, vivrà una rinnovata stagione negli Stati Uniti. L’opera, frutto di un lavoro decennale dell’italianista Michael Moore, porta con sé alcune sorprese nei nomi e nello stile. “Sarà una pietra miliare per la letteratura”, ha scritto Jumpha Lahiri nella prefazione al lavoro “da certosino” di Moore che promette di dare a un classico della letteratura italiana il posto che merita accanto ai romanzi inglesi, francesi, russi dell’Ottocento. 

Moore, che per anni è stato anche interprete della Rappresentanza Permanente italiana all’Onu e di vip della cultura italiana di passaggio a New York, è così attaccato a questo concetto che ha incluso nel contratto con la Modern Library di Random House la condizione che la sua versione de I Promessi Sposi , quando uscirà in Gran Bretagna, sia identica a quella pubblicata il 13 settembre negli Usa.

Fin dall’unità d’Italia – osserva Moore all’ANSA – per voi, i Promessi Sposi sono Bibbia civile. Il Parlamento, ancora a Torino, li considerava decisivi nelle scuole, per generazioni sono stati libro di testo dei licei e questa canonizzazione pesa sul traduttore, allontanando i lettori anglosassoni. È ora invece che scoprano, soprattutto qui in America, un libro meraviglioso. Si può dire che la mia è una traduzione ‘in americano’, anche quando verrà pubblicata nel Regno Unito si dovrà, per copyright, mantenere il lessico Usa“. 

The Betrothed: la nuova traduzione inglese de I Promessi Sposi

Dopo mezzo secolo di attesa e alcune traduzioni classiche, celebre quella del 1951 di Archibald Colquhoun, ecco dunque la nuova traduzione in inglese de I Promessi Sposi col titolo “The Betrothed”, edito dalla casa editrice Modern Library. Nella nuova versione, lo Sfregiato, uno dei “bravi” di Don Rodrigo, diventa Scarface, proprio come il gangster interpretato da Al Pacino, mentre Tira-dritto, un altro dei bravi, prende il nomignolo di Straight Shooter e l’Innominato passa col soprannome di The Nameless One, mentre l’avvocato Azzeccagarbugli diventa Argle-Bargle.

I Promessi Sposi

“Il romanzo – rilevano gli studiosi di italianistica in America – è semisconosciuto negli Usa, del resto ciò accade anche in altre parti del mondo dove dell’Italia si conosce solo l’arte del rinascimento e Dante Alighieri”.

Proprio per questa ragione, “The Betrothed” si presenta al pubblico d’oltreoceano come un’opera fortemente ambiziosa: “Di Dante esce una traduzione all’anno – prosegue Moore -, l’ultima di Manzoni risale a 50 anni fa. Il mio rapporto col Manzoni comincia in televisione, a Torino, nel 1986, studiavo per un dottorato alla New York University, tesi di laurea sugli incunaboli del Petrarca, e partecipai alla trasmissione, ‘Parola mia’, condotta dal bravo Luciano Rispoli con il linguista Gianluigi Beccaria. A ogni puntata vincevo libri per un milione di lire, un sacco di soldi allora, diventai Campione. L’ultima domanda fu ‘Ci parli, per 60 secondi, del suo personaggio femminile preferito de I Promessi Sposi e io impavido la Monaca di Monza, perché è l’unica ad avere una vita erotica…’. Mi interruppero subito, non so se per imbarazzo, e rivinsi“.

Michael Moore che ha già fatto conoscere ai lettori americani libri di Calvino, Moravia e Primo Levi ma anche Erri De Luca, Sandro Veronesi e Nicola Gardini, è adesso pronto ad una nuova impresa.

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