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Giornata Internazionale dei Migranti: la mobilità umana come potenziale fonte di sviluppo

Sabato 18 dicembre si celebra la Giornata Internazionale dei Migranti, tema più che mai attuale in questo periodo storico

In base ai dati ONU, nel 2020, a causa di guerre e povertà, nel mondo si contano circa 281 milioni di migranti internazionali. Il 3,6% della popolazione mondiale. Per questo motivo ora, più che mai, è necessario celebrare degnamente la Giornata Internazionale dei Migranti.

La pandemia da Covid-19 ha rallentato le migrazioni nel 2020 (la crescita è stata inferiore di circa il 27% rispetto alle previsioni). Un dato comunque in forte crescita rispetto ai 173 milioni del 2000 e i 221 milioni di persone che nel 2010 vivevano fuori dalla propria terra d’origine.

Il rapporto dell’ONU sottolinea inoltre che circa i due terzi dei migranti internazionali vivono in 20 paesi. Tra cui spiccano gli USA. Questi ospitano circa 51 milioni di migranti. La Germania (in cui vivono circa 16 milioni di persone provenienti da altri Paesi).

Guardando al futuro, è sempre più chiaro che le migrazioni di persone dovranno influenzare in modo significativo le strategie e le politiche che i Paesi devono sviluppare per sfruttare il potenziale della migrazione, garantendo innanzitutto la protezione dei diritti umani.

La mobilità umana può certamente diventare una potenziale fonte di sviluppo per tutti gli abitanti del nostro pianeta: è questa una delle sfide che i Governi sono chiamati ad affrontare.

L’obiettivo è dunque quello di far si che i migranti contribuiscano, attraverso le loro competenze, a costruire comunità più forti. E, in tale direzione, il ruolo della scuola può essere fondamentale, specialmente per chi arriva giovanissimo in un altro Paese.

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