Lo storico palazzo d’Avalos ospiterà la mostra Fili d’ombra, fili di luce in cui saranno esposti lavori prodotti dai detenuti e ultimati dalle donne procidane risalenti agli anni in cui il palazzo operava da centro di detenzione

Tra gli obiettivi dell’assetto organizzativo di Procida Capitale della Cultura, vi è quello di ridare luce alle meraviglie architettoniche dell’isola ormai in disuso. La mostra è un’occasione per far rinascere palazzo d’Avalos come fulcro vitale e culturale dell’isola.

Un po’ di curiosità

Il palazzo fu edificato nel 500, insieme alle mura intorno, dalla famiglia d’Avalos, che governò l’isola fino al 700. Divenuto successivamente residenza reale dei Borbone, si trasformò nel 1815 in scuola militare e poi in carcere del regno con successivi ampliamenti.

Il complesso monumentale è costituito dal Palazzo D’Avalos che sovrasta la terra murata, dal cortile, dalla caserma delle guardie, l’edificio delle celle singole, l’edificio dei veterani, la medicheria, la casa del direttore e il tenimento agricolo Spianata.

Il palazzo ha smesso di funzionare come carcere definitivamente nel 1988.

Durante il periodo di detenzione, il programma di rieducazione dei detenuti prevedeva un’ampia porzione di tempo da dedicare alla lavorazione del lino. I lavori arrivavano da fuori il carcere attraverso le sapienti mani delle donne dell’isola, esperte nel settore, per poi essere venduti in tutta Italia. Il completamento dell’opera poneva un filo simbolico tra il dentro e il fuori del carcere. Il lino collegava le vite dei detenuti a quelle degli isolani, ponendo a confonto realtà vicine e allo stesso tempo lontanissime.

Fili d’ombra, fili di luce

La mostra prevede quattro momenti: storia, memoria, speranza e tradizione e comprende materiale originariamente lavorato dai detenuti e capi realizzati per l’occasione da studenti universitari e donne attualmente recluse, in un dialogo immaginifico tra passato e presente.

La mostra è a cura dalle associazioni “Chiaiolella-Borgo Marinaro” e “Minerva”, in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Disegno industriale dell’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e la sartoria Palingen, legata alla Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli.

Sarà possibile visitare l’esposizione fino al 31/12/2022. Per maggiori informazioni è possibile contattare l’associazione Palazzo D’Avalos al numero 333 3510701 o visitare il sito di Procida capitale della cultura 2022.

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