Fare orientamento a scuola: consapevolezza, potenzialità, talento e aspirazioni

Fare orientamento a scuola: consapevolezza, potenzialità, talento e aspirazioni

La Dott.ssa Anna Maria Sacco nel suo contributo di oggi approfondisce un tema di grande attualità.
Fare orientamento a scuola: consapevolezza, potenzialità, talento e aspirazioni.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha introdotto le Linee guida su orientamento scolastico 2023, così come stabilite nella riforma prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con il parere positivo del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI).

La riforma per l’orientamento scolastico 2023 mira a rafforzare il raccordo tra 1° e 2° ciclo di istruzione e formazione, per consentire una scelta consapevole e ponderata, a studentesse e studenti, che valorizzi i loro talenti e le loro potenzialità.

Inoltre, il Ministero vuole contrastare la dispersione scolastica e favorire l’accesso all’istruzione terziaria.

Il nuovo orientamento deve garantire un processo di apprendimento e formazione permanente, destinato ad accompagnare un intero progetto di vita.

Il percorso riformato nasce per contrastare la dispersione scolastica e favorire una formazione consapevole e intelligente ai ragazzi che accedono al 2° ciclo di istruzione.

Il testo introduce nuove regole per le figure del docente orientatore e del tutor e tutta un’altra serie di procedure utili ad un’istruzione più costruita su misura degli studenti.

Le Linee Guida per l’orientamento prefigurano un nuovo sistema organizzato e coordinato di azioni in grado di accompagnare i soggetti in apprendimento lungo il percorso scolastico dal I al II ciclo di istruzione.

Tale sistema è orientato a costruire un impianto in grado di rispondere alle indicazioni del quadro di riferimento europeo sull’orientamento nelle scuole e di riconoscere le attitudini e il merito di studenti e studentesse, per aiutarli a elaborare in modo consapevole il loro progetto di vita e professionale.

Presentazione a cura della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo a cura della Dott.ssa Anna Maria Sacco.

Fare orientamento a scuola: consapevolezza, potenzialità, talento e aspirazioni

Tra le novità che stanno investendo la scuola in questo nuovo anno scolastico c’è la recente emanazione delle Linee Guida per l’orientamento che prefigurano un nuovo sistema organizzato e coordinato di azioni in grado di accompagnare i soggetti in apprendimento lungo il percorso scolastico dal I al II ciclo di istruzione.

Il ministero ha firmato il decreto di approvazione delle Linee Guida nell’ambito della riforma del sistema di orientamento prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Tale sistema è orientato a costruire un impianto in grado di rispondere alle indicazioni del quadro di riferimento europeo sull’orientamento nelle scuole e di riconoscere le attitudini e il merito di studenti e studentesse, per aiutarli a elaborare in modo consapevole il loro progetto di vita e professionale.

Già dall’inizio dell’anno scolastico si sono avviate le attività di orientamento in entrata e in uscita degli alunni che terminano il primo ciclo di istruzione.

La scuola secondaria di 1 grado ha tra le sue prerogative e finalità anche quella di orientare al proseguimento degli studi e dunque in questi mesi si tratta di continuare e completare un percorso già avviato in vista delle iscrizioni.

Ma fare orientamento non è soltanto, come spesso erroneamente inteso, offrire informazioni riguardo le varie tipologie di indirizzi esistenti e i relativi sbocchi professionali offerti.

E se è vero che tali informazioni sono utili e necessarie è altrettanto vero che sarebbe assolutamente riduttivo limitarsi a fornire tali informazioni senza andare oltre.

Un buon orientamento in entrata e in uscita infatti ha il compito di favorire scelte che siano coerenti con il progetto di vita e allo stesso tempo che si inseriscano nel quadro delle richieste di professionalità del territorio.

Tutto ciò comporta la predisposizione di azioni mirate alla cura dello sviluppo delle capacità di effettuare scelte consapevoli, che possano pertanto essere vissute in maniera positiva.

L’orientamento che investe tutto l’arco di vita assume dunque un valore permanente nella vita di ogni persona, è riconosciuto quale diritto che va esercitato a seconda dei bisogni, dei contesti e delle situazioni di vita.

Diventa fondamentale predisporre progetti specifici e azioni mirate e pianificate per educare alla scelta, alla cui base è fondamentale l’interazione e il dialogo continuo tra gli insegnanti, i genitori e gli alunni.

Va garantito un processo di apprendimento e formazione permanente, come indicato anche dal Piano d’azione del pilastro europeo dei diritti sociali con il primo dei 20 principi che si occupa di “Istruzione, formazione e apprendimento permanente”.

Del resto, secondo le Linee Guida, l’orientamento è un processo volto a facilitare “la conoscenza di sé, del contesto formativo, occupazionale, sociale, culturale ed economico di riferimento (…) al fine di favorire la maturazione e lo sviluppo delle competenze necessarie per poter definire o ridefinire autonomamente obiettivi personali e professionali aderenti al contesto, elaborare o rielaborare un progetto di vita e sostenere le scelte relative”.

L’orientamento va perseguito attraverso un raccordo sinergico tra mondo dell’istruzione, dell’università e del lavoro.

E a questo scopo tre sono gli obiettivi principali da perseguire attraverso l’applicazione delle Linee Guida:

  1. rafforzare il raccordo tra primo e secondo ciclo di istruzione e formazione, per consentire
    una scelta consapevole e ponderata a studentesse e studenti che valorizzi i loro talenti e le
    loro potenzialità;
  2. contrastare la dispersione scolastica;
  3. favorire l’accesso all’istruzione terziaria.

Sono state tante le novità introdotte sia nel I ciclo che nel II ciclo di istruzione che hanno dato il via a importanti novità in tema di orientamento, inteso come strumento essenziale per il superamento delle diseguaglianze e della dispersione scolastica.

Si va dalle modalità di rilascio della certificazione delle competenze che assume una funzione orientante, all’introduzione di specifici moduli curricolari di orientamento, all’E-Portfolio orientativo personale delle competenze, all’apertura della piattaforma digitale unica per l’orientamento, alla gestione integrata con altre misure del PNRR.

L’idea è quella del superamento della tradizionale didattica trasmissiva che lascia il posto alla didattica orientativa e laboratoriale, con interventi e moduli di orientamento formativo da almeno 30 ore curricolari nelle classi terze, quarte e quinte della scuola secondaria di secondo grado ed anche extracurricolari per il biennio iniziale e la scuola secondaria di primo grado.

Si punta a sottolineare l’importanza della didattica orientativa e laboratoriale, il riconoscimento di talenti e potenzialità di ogni studente, che, con il superamento della trasmissività del sapere affidato alla lezione frontale, porti ad una maggiore attenzione all’innalzamento dei livelli motivazionali e al benessere scolastico.

Le 30 ore destinate ai moduli vanno gestite con modalità organizzative flessibili, senza particolari obblighi di monte ore settimanali ma distribuite, in accordo con gli studenti, nel corso dell’anno, secondo una pianificazione ben definita.

Non vanno pensate come una attività aggiuntiva o una disciplina nuova, bensì finalizzate alla costruzione del progetto di vita personale di ciascuno.

L’obiettivo è sempre quello di valorizzare i talenti e le inclinazioni di ciascuno, di promuovere il ruolo del merito nel successo formativo, di dare supporto a studenti e famiglie per consentire loro di fare scelte consapevoli per il futuro, nello studio e nel lavoro.

Due le nuove figure previste nuove figure: il docente tutor e il docente orientatore.

A partire dall’anno scolastico in corso, a seguito di formazione già avviata nei mesi estivi, gli studenti potranno beneficiare di percorsi personalizzati e inclusivi e avviare una nuova alleanza fra scuola e famiglie grazie al supporto dei docenti tutor che aiuteranno ogni studente ad acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità supportando le famiglie nei momenti di scelta dei percorsi formativi e/o professionali degli studenti.

Diverso il ruolo degli orientatori che invece si occuperanno, grazie alla piattaforma digitale unica per l’orientamento messa a punto dal Ministero, di creare ponti tra le competenze degli studenti, l’offerta formativa e la domanda di lavoro per consentire una scelta informata e consapevole del percorso di studio o professionale da intraprendere.

Sono previste già dall’anno scolastico in corso ulteriori attività di accompagnamento dei tutor e dei docenti orientatori e promosse comunità di pratiche fra i docenti. Nei prossimi anni scolastici l’orientamento sarà una priorità strategica della formazione dei docenti di tutti i gradi d’istruzione, nell’anno di prova e in servizio.

A disposizione degli alunni e delle famiglie anche una piattaforma digitale unica per l’orientamento in cui ritrovare elementi, dati e informazioni utili a favorire il passaggio dal primo al secondo ciclo, dati statistici e dati sulla preparazione all’ingresso nei corsi di studio e, ancora, dati relativi sia alle professionalità più richieste nei diversi territori, sia alle prospettive occupazionali e retributive correlate ai diversi titoli di studio secondari e terziari.

Altro strumento disponibile è l’ E-Portfolio personale, uno strumento digitale innovativo attraverso il quale grazie all’aiuto della scuola e dei docenti tutor, ciascuno studente potrà documentare il proprio percorso di studi e soprattutto le esperienze formative che gli hanno consentito di sviluppare e mettere a frutto le proprie competenze e i propri talenti.

L’E-Portfolio dello studente rappresenta un’innovazione tecnica e metodologica per rafforzare, in chiave orientativa, il “consiglio di orientamento”, per la scuola secondaria di primo grado, e il “curriculum dello studente”, per la scuola secondaria di secondo grado che saranno quindi ricompresi in un’unica interfaccia digitale.

Alla luce di queste novità, occorre però riconoscere che le buone pratiche di orientamento hanno una storia consolidata all’interno del sistema scolastico che si occupa da tempo di continuità, di accompagnamento nella definizione di un progetto di vita e di studio, di orientamento attraverso ambienti di apprendimento con metodologie didattiche innovative e attive.

Tutte queste azioni servono essenzialmente per creare un ambiente accogliente che favorisca il benessere a scuola, inteso come opportunità di crescita e di sviluppo del proprio potenziale in un contesto accogliente che favorisca lo sviluppo di competenze socio-emotive che, con quelle cognitive, costituiscono un insieme equilibrato di competenze che permette di ottenere risultati positivi a scuola e nella vita.

Saranno i docenti a dover favorire ambienti di apprendimento in grado di orientare gli alunni personalizzando gli interventi e favorendo la coesistenza di hard e soft skills.

La via maestra è sicuramente quella della formazione e della preparazione di professionalità adeguatamente preparate e formate.

Per tre anni scolastici consecutivi l’orientamento diventerà priorità strategica nei Piani di formazione iniziale degli insegnanti così come è previsto un piano straordinario di formazione per i docenti tutor e i docenti orientatori.

Si tratterà di dare maggiore risalto ad una didattica orientativa, avendo ben chiaro cosa si intenda per “orientamento”, includendo tutte quelle attività utili, ai cittadini di ogni età e in qualsiasi stadio della propria vita, a prendere coscienza delle proprie competenze, capacità e interessi al fine di riuscire alla realizzazione personale nell’ambito professionale, formativo e dell’istruzione.

Ruolo centrale in questo contesto è quello della scuola che accompagna gli alunni nel processo di formazione e crescita che va dai 3 ai 19 anni.

Da qui le basi per decidere del proprio futuro, per incanalare i propri talenti e le proprie predisposizioni, per cominciare ad avviare una prima forma di orientamento delle scelte, fino alla realizzazione delle proprie ambizioni.

La scuola è chiamata ad una svolta significativa in cui passare da una didattica trasmissiva ad una didattica orientativa che possa sviluppare competenze sia specifiche che trasversali.

Si tratta dunque di un tipo di didattica che favorisce l’orientamento attraverso un approccio fortemente legato alla vita reale, che sia concreta e che consenta di avvicinare il discente al mondo del lavoro attraverso scelte consapevoli e responsabili.

Pertanto, l’orientamento assume oggi un valore permanente nella vita di ogni persona e ne garantisce lo sviluppo e il sostegno nei processi di scelta e di decisione con l’obiettivo di promuovere l’occupazione attiva, la crescita economica e l’inclusione sociale.

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