Articolo a cura della Dott.ssa Agata Scarafilo

Quando è possibile e quando no, sanare errori negli appalti pubblici?

Alla luce di due recenti sentenze (una di aprile e una di maggio), si trattano i casi in cui è possibile sanare, o no, errori in un’offerta economica.
Nell’ambito delle attività negoziali, gli errori negli appalti pubblici in un’offerta economica possono essere sanati? 

La risposta è: dipende da che tipo di errore si tratta. 

Possiamo intanto dire che, più volte, il Consiglio di Stato (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 11/01/2018, n. 113; Consiglio di Stato, sez. IV, 6 maggio 2016 n. 1827) si è pronunciato sulla possibilità di interpretazione delle offerte (intese come atto negoziale) da parte della Commissione giudicatrice (art. 83 D.Lgs. n. 50/2016) al fine di ricercarne l’effettiva volontà del dichiarante. 

L’errore materiale direttamente emendabile

Partendo sempre dai principi di immodificabilità dell’offerta economica e di par condicio competitorum, recentemente il Tribunale Amministrativo Regionale per la Valle d’Aosta, con Sentenza 3 maggio 2022 n.25, ha posto in evidenza come le offerte sono suscettibili di essere interpretate in modo tale da ricercare l’effettiva volontà del dichiarante. 

Tuttavia, l’elemento fondamentale che emerge nella sentenza è che l’interpretazione deve avvenire senza attingere a fonti di conoscenza estranee all’offerta medesima, né a dichiarazioni integrative o rettificative dell’offerente.

Ricordiamo che costituiscono irregolarità essenziali non sanabili le carenze della documentazione, che non consentono l’individuazione del contenuto o del soggetto responsabile della stessa.

Tali principi sono positivizzati nell’art. 83, comma 9. Quest’ultimo esclude il soccorso istruttorio in relazione alla presentazione dell’offerta economica. 

Ciò a tutela della parità di trattamento, della concorrenza e dell’imparzialità.

Nella citata sentenza si legge, invece, che il facere della Commissione è legittimo ove la stessa ha valutato che, nei documenti presentati da un’impresa partecipante alla gara e inerenti all’offerta economica, vi fossero meri errori materiali, sanabili, dunque, ictu oculi.

Secondo il TAR (si veda in tal senso anche Consiglio di Stato, sez. VI, 2 marzo 2017, n. 978), non si verifica alcuna inammissibile attività manipolativa ad opera della Commissione, quando questa si limita a correggere un mero errore materiale, a fronte di una volontà correttamente espressa dalla partecipante in relazione all’offerta economica, nei limiti indicati dalla consolidata giurisprudenza in materia. 

Infatti, l’errore materiale è direttamente emendabile quanto può essere percepito o rilevato dal contesto stesso dell’atto. Senza dunque bisogno di complesse indagini ricostruttive di una volontà agevolmente individuabile e chiaramente riconoscibile da chiunque. 

Omessa indicazione di un prezzo unitario non configura mero errore materiale

Ritornando alla domanda iniziale, diverso è il caso in cui in un’offerta economica  vi è un’omessa indicazione di un prezzo unitario. 

Infatti, con una recente sentenza del Consiglio di Stato (sez. V), la sentenza n. 2529 del 05 aprile 2022, si evidenzia che se manca il riferimento al prezzo unitario (caso diverso dall’offerta a corpo) la volontà dell’offerente non può essere ricostruita né mediante operazioni aritmetiche, né attraverso il mero riferimento al contesto stesso degli atti di gara, né tantomeno può essere l’offerta desunta da un’interpretazione sistematica e complessiva del prezzo indicato per le altre opzioni presentate in sede di gara.

Si è, sostanzialmente, di fronte ad una rettifica inammissibile, in quanto, come già detto, l’errore materiale è direttamente emendabile solo quando può essere percepito e rilevato immediatamente dalla Commissione di gara.

Infatti, nel caso oggetto di sentenza, i singoli prezzi unitari offerti erano parte integrante ed essenziale dell’offerta economica.

In sintesi, il potere di rettifica di errori materiali e/o refusi è circoscritto alle sole ipotesi in cui l’effettiva volontà negoziale sia stata comunque espressa nell’offerta. 

Diverso è, ovviamente, il caso di appalti “a corpo” nei quali elemento essenziale della proposta del concorrente è soltanto l’importo finale offerto, pertanto se ci fossero stati errori nel dettaglio questi sarebbero irrilevanti rispetto alla gara e quindi sanabili.

Un pensiero su “Errori negli appalti pubblici: quando è possibile sanarli

  1. Saverio dice:

    Come sempre il lavoro della Dott.ssa Scarafilo risulta preciso, puntuale, prezioso per la complessa e delicata attività amministrativa in tema di appalti pubblici. Un vero punto di riferimento.

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