Fa il giro del web la video-protesta della giovane docente lombarda, allontanata dalla scuola perché non intende vaccinarsi

È passata già una settimana da quel 15 dicembre, giornata di cambiamenti e agitazioni del comparto scuola dovute all’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per la categoria. Infatti, come abbiamo già scritto, in appena una settimana si sono succedute prese di posizione, incoraggiamenti e anche qualche protesta da parte del mondo docente.

Le sigle sindacali e le associazioni di categoria, tra le quali ANIEF e ANP, si sono schierate rispettivamente contro l’obbligo la prima e a favore della somministrazione la seconda. ANIEF ha indetto anche un ricorso al Tar del Lazio, la cui dead line per presentare istanza scade il 31 dicembre.

Ma non sono mancate anche le prese di posizione individuali. Infatti, diversi lavoratori appartenenti alla categoria del personale scolastico – docenti, Dirigenti, ATA – non sono affatto d’accordo con l’imposizione obbligatoria del vaccino anti-Covid. Dalla scorsa settimana, infatti, non basta più il tampone. Il personale scolastico e le Forze dell’Ordine, così come già i sanitari, dovranno ottemperare obbligatoriamente alla somministrazione.

In caso contrario, il Dirigente è dotato di una serie di strumenti progressivi per convincere il lavoratore. Senza la documentazione che attesti l’inizio del ciclo vaccinale entro 5 giorni, il rischio è di incorrere nella sospensione dal servizio e dallo stipendio. Se non si ottempera alla somministrazione entro 20 giorni, la sospensione viene attuata e con essa annullato ogni emolumento e retribuzione.

La protesta

Proprio quest’ultimo punto deve aver spinto una docente lombarda a protestare animatamente davanti all’entrata dell’ITC “Castelli” di Brescia, in cui lavora. O in cui lavorava, appunto. L’insegnante, di cui non si conoscono le generalità, ha urlato e inveito per diversi minuti, prima che la situazione tornasse alla normalità.

Stando a quando si apprende, le era stato da poco comunicato l’avvio del processo di sospensione, non essendo lei vaccinata e quindi un potenziale fattore di rischio per il resto della popolazione scolastica, tra insegnanti e – naturalmente – studenti.

In ogni caso, è proprio ai suoi colleghi e agli studenti che fa riferimento durante il picchetto spontaneo organizzato davanti la scuola. “Io sto malissimo”, specifica l’insegnante, che invita i presenti a “credere nei vostri diritti”, prima di chiosare sottolineando che “oggi perdo il mio posto di lavoro perché non intendo bucarmi. Ditemi se è giusto”.