Lo scorso 4 febbraio 2022 il Governo ha varato un nuovo Decreto legge con l’obiettivo di rivedere alcune disposizioni che riguardano il mondo della scuola e l’emergenza covid

Il Decreto Legge n. 5 del 4 febbraio 2022 aggiorna la disciplina per la gestione dei contatti dei casi di infezione da SARS-CoV-2 nei contesti scolastici.  La nuova disposizione (D.L. 5/2022) emanata dall’Esecutivo – che è possibile consultare a questo allegato in Gazzetta Ufficiale – fornisce anche alcune indicazioni di carattere applicativo. Queste ultime sono relative alle disposizioni normative e divise a seconda del differente grado di istruzione a cui si fa riferimento.

Il parere di ANP Campania

Le nuove disposizioni hanno generato, come prevedibile, diverse prese di posizione. L’opinione del presidente dell’ANP Campania, Francesco De Rosa – che riporta il parere dei dirigenti scolastici campani – è che la norma sia ancora troppo complicata.

La nuova norma costituisce sicuramente una semplificazione, ma avremmo preferito regole ancora più semplici che ci avrebbero permesso di tenere a casa l’alunno positivo e tutti gli altri regolarmente a scuola senza distinzioni tra vaccinati e non vaccinati

Tra i punti di maggior attrito, c’è quello che riguarda la distinzione tra vaccinati e non nelle scuole, in particolare tra gli studenti. Infatti, da quanto si apprende – dallo scorso lunedì – in tutte le scuole (elementari e superiori) i vaccinati e i guariti dal covid rimarranno sempre in classe. Al contrario, per i non vaccinati diminuiranno solamente i giorni di Dad.

Come spiega lo stesso De Rosa, è proprio questa distinzione che non è piaciuta ai dirigenti scolastici. Il presidente di ANP Campania spiega che ”pur comprendendo che bisogna procedere per step, noi siamo costretti a sobbarcarci un carico di lavoro aggiuntivo”.

In questo modo – specifica – il problema ricadrebbe anche sui docenti. Questi ultimi, infatti, si troverebbero a dover lavorare con una parte della classe in presenza e qualche alunno invece collegato da casa, a distanza.

Sarebbe stato meglio, così come avviene per l’influenza stagionale, trattare un positivo come ogni altro alunno malato che una volta guarito torna in classe senza doverci preoccupare di altre situazioni e distinzioni”.

A quanto si apprende, ciò che rende la situazione ancora più complessa è la posizione assunta dalle Aziende sanitarie locali (Asl). Queste ultime – conclude Francesco De Rosa – ”ci hanno detto che per ora continueranno ad applicare le regole precedenti perché non hanno notizia delle modifiche, eppure il Ministero ha fugato ogni dubbio ribadendo che le regole si applicano da oggi. Speriamo che se ne rendano conto anche le Asl per non complicare una situazione che lo è già”.


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