CRONACA. Mancata vigilanza: imputato docente per la morte di un alunno

Docente imputato per la mancata vigilanza dopo la morte dello studente precipitato nella tromba delle scale.

Il fatto risale all’ottobre del 2017. Per il PM si trattò di un gesto volontario ma il giudice per le indagini preliminari chiede di formulare un nuovo atto di accusa nei confronti del docente che ritiene responsabile. Nell’atto si legge che l’insegnante sarebbe rimasto a chiacchierare con un collega e che questo comportamento “ha determinato o comunque ha fatto parte dello sviluppo causale che ha consentito” al ragazzino “di trovarsi senza sorveglianza alcuna nei pressi di un luogo pericoloso come la ringhiera al piano superiore e per goliardia o per spinta o per decisione propria, cadere nel vuoto e perdere la vita”.

I genitori: “Finalmente abbiamo sentito affermare che nessuno vigilava su nostro figlio in un luogo pericoloso come quella scala durante l’orario scolastico e che non è salito da solo, né si può affermare se vi sia stata una rissa, una goliardata o un gesto volontario, ma che è certo che quanto accaduto si sarebbe potuto evitare”.

E poi lo sdegno dei genitori che lamentano di non aver sentito la vicinanza dei responsabili della scuola.

Pur volendo restare neutrali, un dettaglio che emerge sia nella dichiarazione del giudice che dei genitori cattura l’attenzione del lettore. In entrambe si legge di ”quel luogo pericoloso’.

In Italia si stima che l’80% degli istituti non è a norma di legge.

Nella stessa scuola in cui si è consumata la tragedia, la balaustra dalla quale si sporse il bambino era di 8 centimetri più bassa rispetto alla norma. L’edificio però risultava a norma, perché costruito prima della norma stessa, che non era retroattiva.

Dirigente scolastico e RSPP potevano prevedere questo incidente?

La risposta è sì.

Infatti, quando l’infortunio dell’alunno è dovuto a una carenza strutturale dell’edificio, responsabile penalmente è il dirigente scolastico, il quale ha l’obbligo di vigilare sulla messa in sicurezza della struttura.

Grava, invece, sul responsabile del servizio di Prevenzione e Protezione, l’obbligo di valutare e individuare i rischi e indicare al preside quali accorgimenti adottare in un edificio scolastico, tenendo conto dell’età e del grado di maturazione degli alunni.

Elementi questi che ti portano istintivamente a scagionare il docente dalla pesante accusa di omicidio colposo e ricercare la colpa altrove.

Non possiamo erigerci a giudici, è vero, ma una cosa è certa, quando nelle scene di alcuni film girate nelle scuole dove si vedono reti metalliche protettive poste sulle ringhiere, sai che in quella scuola nessun insegnante e soprattutto nessun genitore sarà mai colpito da un’esperienza così traumatica.  

Articolo a cura di Flora Sannino

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