Articolo a cura della Dott.ssa Agata Scarafilo

La sentenza n. 416 del 17 maggio 2022 del TAR Emilia Romagna evidenzia che il soccorso istruttorio è ammesso se l’esito di una procedura concorsuale venisse alterata da meri errori formali facilmente emendabili con la collaborazione dell’amministrazione. Il principio su cui poggia la sentenza è che il danno, prima ancora che inficiare interesse privato, lederebbe l’interesse pubblico, se non sanato.  

Nei concorsi pubblici il “soccorso istruttorio” non è una facoltà. Essa rappresenta un dovere per l’Amministrazione.

Ciò per non consentire che errori formali (emendabili mediante la collaborazione dell’Amministrazione) possano pregiudicare l’interesse pubblico alla selezione dei candidati migliori. A sottolineare tale principio è una recente sentenza del Tar Emilia Romagna. La sentenza n. 416 del  17 maggio 2022 dà ragione a una candidata che, per mera svista, aveva dimenticato di inserire alcune informazioni che le riguardavano. 

La sentenza tratta il caso di un concorso indetto dal MIUR. La materia del contendere è la legittimità dell’esclusione di una candidata dalla procedura selettiva per aver dimenticato di inserire, nella domanda on line di partecipazione, alcuni dati. 

Il fatto

La candidata aveva dimenticato di inserire nella domanda alcune mensilità che le avrebbero fatto raggiungere il “prerequisito” previsto dal bando dei 5 anni di lavoro, alle dipendenze di imprese di servizi di pulizia e ausiliari, presso le istituzioni scolastiche ed educative statali.

Un errore che, stando ai giudici amministrativi, appare riconoscibile da parte dell’Amministrazione. Secondo il disposto di alcuni articoli del bando stesso, che onerava il Ministero alla verifica d’ufficio dello svolgimento dei richiesti servizi.

A poco sono valse le motivazioni di esclusione dell’Ufficio Scolastico Regionale di competenza. A difesa dell’Ufficio ha eccepito l’infondatezza delle ragioni proposti dalla ricorrente, ritenendo che l’accoglimento delle osservazioni avrebbe comportato una forzatura del sistema informativo.

Inoltre, c’è da dire che il Consiglio, in sede cautelare, aveva già accolto la domanda incidentale. Aveva disposto infatti (ordinanza n. 584/2021 del 7 dicembre 2021) l’ammissione della ricorrente con “riserva” alla selezione con la seguente motivazione.

“Atteso che l’errore commesso dalla ricorrente nella presentazione della domanda appare sanabile mediante il soccorso istruttorio di cui all’art. 6  della Legge 241/1990, avendo ella pienamente comprovato il possesso del requisito richiesto per l’ammissione alla selezione di che trattasi”. 

Soccorso istruttorio e conclusione del procedimento

A conclusione del procedimento, il Tar Emilia Romagna ha ritenuto fondato e accolto il ricorso. Il primo motivo di gravame, come già rilevato seppur sommariamente in sede cautelare, è inerente alla questione in diritto della limitazione. Quest’ultima posta in essere dall’Amministrazione, dell’istituto del soccorso istruttorio (art. 6 della Legge 241/1990) nell’ambito delle selezioni concorsuali del pubblico impiego. 

Infatti, se è vero che nelle procedure concorsuali il “soccorso istruttorio” non può sopperire a errori commessi nella presentazione della documentazione, specie ove non agevolmente riconoscibili, pena la violazione del principio di autoresponsabilità dei candidati e di par condicio (ex plurimis T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sez. II, 14 ottobre 2020, n. 1600), è anche vero, però, che il soccorso istruttorio è ammesso (come nel caso in esame). Se l’esito di una procedura concorsuale venisse alterata da meri errori formali facilmente emendabile con la collaborazione dell’Amministrazione.

La sentenza, in relazione a quest’ultimo aspetto, evidenzia che il danno, prima ancora che inficiare interesse privato, lederebbe l’interesse pubblico. Considerata la rilevanza esiziale della corretta selezione dei dipendenti pubblici per il buon andamento dell’attività della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.).

Per tale ragione il ricorso è stato ritenuto fondato e accolto, con l’effetto dell’annullamento del provvedimento impugnato.

Considerazioni sul ricorso del soccorso istruttorio

A parere della scrivente, alle risultanze della sentenza va anche aggiunto che l’applicazione dei principi di proporzionalità e di ragionevolezza nell’agire della Pubblica Amministrazione. Ciò implica la necessità di far prevalere la sostanza sulla forma quando si è in presenza di vizi meramente formali che sono in astratto suscettibili di sanatoria, e, segnatamente, allorquando sia possibile garantire comunque la certezza dei rapporti giuridici, attraverso consolidati istituti di collaborazione, qual è appunto il “soccorso istruttorio”. 

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