Comunicazione aumentativa alternativa: sostenere la comunicazione con ogni mezzo

Comunicazione aumentativa alternativa: sostenere la comunicazione con ogni mezzo

La Dott.ssa Rosa Cilio oggi ci parla di:
”Comunicazione aumentativa alternativa: sostenere la comunicazione con ogni mezzo”.

Un argomento di grande importanza soprattutto per chi ha gravi problemi di comunicazione e per chi ha la possibilità di aiutare queste persone.

La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) ha lo scopo univoco di offrire alle persone con bisogni comunicativi complessi la possibilità di comunicare tramite canali che si affiancano a quello orale.

La Comunicazione Aumentativa Alternativa è un approccio che si propone di offrire una modalità alternativa a chi, oltre ad essere escluso dalla comunicazione verbale e orale a causa di patologie congenite o acquisite presenta anche deficit cognitivi, più o meno severi.

La CAA non si propone di sostituire il linguaggio verbale: al contrario, in quanto aumentativa, la CAA prevede la simultanea presenza di strumento alternativo e linguaggio verbale orale standard, che si accompagna al simbolo visivamente e oralmente, tramite il supporto del partner comunicativo che la pronuncia ad alta voce.

Il simbolo diventa allora supporto alternativo che accompagna lo stimolo verbale orale in entrata, e, qualora sussistano le possibilità, accompagna e non inibisce la produzione verbale in uscita.

Di conseguenza, la Comunicazione Aumentativa non inibisce l’eventuale emergere del linguaggio verbale, ma si propone al contrario di potenziarlo.

La Dott.ssa Cilio ci parla di questo importantissimo supporto in relazione al sostegno di alunni diversamente abili e con bisogni speciali.

Gli aggettivi “aumentativa e alternativa” hanno uno specifico significato; il primo indica che l’aiuto fornito va ad integrare il metodo di comunicazione che uno studente già possiede, cosa che fanno alcune applicazioni attraverso smartphone o tablet, le quali generano un’uscita in voce in risposta ad uno stimolo o ad una immagine;

il secondo va a sostituire ciò che una persona ha perso o non ha potuto sviluppare, come ad esempio il caso dei bambini con paralisi cerebrali che non potranno avere un linguaggio verbale tale da soddisfare i bisogni scolastici e poi lavorativi, per i quali possedere un sistema ad alta tecnologia con uscita in voce, potrebbe essere la soluzione per una comunicazione efficace.

Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo della Dott.ssa Rosa Cilio.

Comunicazione aumentativa alternativa: sostenere la comunicazione con ogni mezzo

Per sostenere gli studenti con dei bisogni comunicativi speciali, una strategia efficace è la Comunicazione Aumentativa e Alternativa, CAA, che impiega una varietà di strumenti e tecniche per andare a colmare i deficit del linguaggio;

la casistica è ampia e abbraccia condizioni congenite, come paralisi cerebrali infantili, disabilità intellettive genetiche, disturbo dello spettro autistico, encefalopatie e miopatie;

disabilità acquisite come ictus, tumori, traumi, SLA e sclerosi multipla;

è possibile impiegare questa strategia comunicativa in moltissime fasce d’età.

Gli aggettivi “aumentativa e alternativa” hanno uno specifico significato; il primo indica che l’aiuto fornito va ad integrare il metodo di comunicazione che uno studente già possiede, cosa che fanno alcune applicazioni attraverso smartphone o tablet, le quali generano un’uscita in voce in risposta ad uno stimolo o ad una immagine;

il secondo va a sostituire ciò che una persona ha perso o non ha potuto sviluppare, come ad esempio il caso dei bambini con paralisi cerebrali che non potranno avere un linguaggio verbale tale da soddisfare i bisogni scolastici e poi lavorativi, per i quali possedere un sistema ad alta tecnologia con uscita in voce, potrebbe essere la soluzione per una comunicazione efficace.

Per poter sfruttare al meglio la CAA, è necessario che gli studenti abbiano delle competenze:

  • Competenza operazionale: alunni e studenti devono saper utilizzare i propri sistemi di CAA;
  • Competenza linguistica: capire il linguaggio del contesto in cui si vive e il linguaggio e/o i simboli del sistema di CAA;
  • Competenza sociale: avere una partecipazione attiva in più contesti di vita;
  • Competenza strategica: impiegare il sistema di CAA in modo che il contributo alla comunicazione sia compresa e apprezzata.

La Convenzione delle Nazione Unite sui diritti delle persone con disabilità, ha riconosciuto l’importanza della CAA e ha invitato tutti i Paesi a favorire l’apprendimento della scrittura alternativa, dei mezzi e delle forme di comunicazione alternativi, del linguaggio dei segni, del Braille, e la promozione dell’identità linguistica dei non udenti.

La CAA ha l’obiettivo di sviluppare una serie di abilità necessarie per:

  • Apprendere il linguaggio;
  • Avviare e sostenere conversazioni;
  • Mantenere i propri ruoli sociali;
  • Partecipare attivamente alle attività scolastiche e del tempo libero.

Prima degli anni novanta, la tecnologia per la CAA si limitava a dispositivi analogici e supporti cartacei attraverso i quali gli studenti con bisogni comunicativi complessi accedevano ai contenuti.

Qualche anno dopo, i nuovi dispositivi di CAA hanno già consentito agli utilizzatori di accedere alle fonti di informazione on-line e ai social network.

Successivamente è stato possibile installare software su smartphone e tablet rendendoli dei dispositivi di CAA e garantendo agli utilizzatori la possibilità di partecipare alla rivoluzione digitale.

I sistemi di CAA si distinguono in due categorie: senza ausili e con ausili.

I primi si avvalgono delle possibilità offerte dal corpo umano: gesti, segni, espressioni facciali, simboli creati con le dita, mimica; i secondi richiedono l’impiego di supporti esterni, come:

  • Tabelle con simboli;
  • Sistemi di segni grafici;
  • Dispositivi a uscita in voce;
  • Tavole sulla quale il soggetto indica le immagini.

L’accesso ai vari sistemi è oggetto di ricerche molto complesse e di grande dibattito, in particolar modo per quanto riguarda i casi di studenti con bisogni fisici complessi.

Si parla di “accesso per selezione diretta” quando gli studenti sono in grado di utilizzare le dita delle mani o dei piedi, un puntatore applicato al capo per scrivere o selezionare simboli;

un sistema di accesso diretto più sofisticato, impiega la tecnologia del tracciamento oculare, in questo caso lo studente riesce a selezionare simboli o tasti collegati ad un dispositivo di uscita in voce,  semplicemente guardandoli.

Ancora più complesso è il caso di studenti che non possono utilizzare le dita, il capo o gli occhi (paralisi cerebrale spastica);

la forma di accesso per questi soggetti è la scansione, ovvero la presentazione in sequenza degli elementi del messaggio; essi scelgono verbalmente o muovendo la testa o sbattendo le palpebre o ancora, per mezzo di uno switch collegato al dispositivo di CAA.

Nei casi di difficoltà fino-motorie, il trattamento prescelto è generalmente un sistema basato sull’impiego di simboli o immagini, che ha come vantaggio quello di essere simile ai referenti reali.

I sistemi di simboli e segni grafici più impiegati nella CAA sono:

  • PIC (Pictogram Ideogram Communication);
  • Rebus Sign;
  • Makaton;
  • Simboli di Bliss;
  • PCS (Picture Communication Symbols);
  • PECS (Picture Exchange Communication System.

Ciascun sistema ha uno specifico modo per rappresentare le parole attraverso i simboli; proprio per questo motivo la scelta di un sistema è un processo estremamente individualizzato.

Il più impiegato è il PECS, soprattutto nelle scuole dell’infanzia e nella primaria.

Gli alunni imparano a prendere delle carte che riportano dei simboli o disegni per darle alla figura di riferimento (genitore, educatore, maestre, pari, etc…) alfine di ottenere quanto raffigurato dalla carta stessa.

Quando questa fase è ben consolidata, si accresce la complessità della nuova abilità comunicativa da apprendere.

Sono molti gli obiettivi del PECS, ma di particolare importanza non solo è l’idea che “una cosa può rappresentarne un’altra”, cioè il disegno di un’albicocca può rappresentare un’albicocca vera, ma la consapevolezza che è alla base della comunicazione simbolica, e cioè che gli altri sono importanti nel processo di comunicazione, infatti proprio a questo scopo si impiegano strategie di insegnamento di tipo comportamentale come Prompting, Fading e Shaping.

È facile pensare di fornire uno strumento di tecnologia ultramoderna di CAA e aver risposto alle esigenze evolutive e comunicative degli studenti.

Chiaramente non è così, un intervento di CAA per essere definito valido, deve adottare un approccio multimodale, sostenendo gli studenti nello sviluppo di vari metodi comunicativi per diverse ragioni: innanzitutto, la comunicazione del vivere quotidiano è di fatto multimodale, infatti si comunica usando parole, espressioni facciali, e gesti;

un altro validissimo motivo, è che l’inclusione di alunni e studenti con bisogni educativi speciali richiede metodi di comunicazione che possano comprendere la maggior parte degli interlocutori, anche pari con deficit visivi oppure uditivi;

infine, impiegando più tecniche di CAA con o senza ausili, si possono massimizzare i vantaggi e abbatterne i limiti, si pensi il caso dello studente che non può utilizzare il suo ausilio con uscita in voce perché ha la batteria scarica.

Essere in grado di poter dire esattamente ciò che si vuole, è la chiave di accesso a molte opportunità sociali, professionali e scolastiche;

il primo passo è sempre acquisire le abilità di letto-scrittura nella lingua madre, sarà questo infatti che contribuirà a garantire l’utilizzo del dispositivo al massimo delle sue potenzialità, pertanto, insegnanti, educatori ed équipe di CAA devono lavorare insieme agli studenti affinché sviluppino le abilità di letto-scrittura, di comprensione e produzione del testo.

L’approccio didattico dovrà essere calibrato su questo tipo di potenziamento.

Esiste una vastissima letteratura di ricerca a supporto dell’efficacia della CAA che potrebbe tranquillizzare la quota di genitori che teme l’introduzione di un sistema di questo tipo in quanto ritiene che possa ridurre la probabilità che un bambino impari a parlare.

Una rassegna sistematica di 17 studi sull’efficacia di dispositivi portatili di CAA per studenti con disturbo dello spettro autistico, ha rilevato che 53 soggetti su 57, avevano imparato ad utilizzarli per comunicare nei contesti sperimentali (Lorah E. R., Parnell A., Whitby P.S e Hantula D., A systematic review of tablet computers and portable media  players as speech gene rating devices for individuals with autism spectrum disorder  “Journal of autism and Developmental Disorders” 2015).

Una meta analisi compiuta su 54 studi condotti con soggetti con problematiche comportamentali, ha rilevato che l’introduzione delle strategie di CAA, ne favoriva la riduzione ( Walker V.L. e Snell M.E. Effects of Augmentative and Alternative Communication on Challenging Behavior: A meta-analysis “Augmentative and Alternative Communication” 2013).

Un’altra recente meta-analisi ha esaminato 28 studi condotti con soggetti con bisogni educativi complessi e disturbi dello sviluppo.

È stato dimostrato che insegnando ad usare gli ausili di CAA si favoriva lo sviluppo di comprensione e della produzione del linguaggio (O’Neill T., Light J. e Pope L. Effect of interventions that include aided Augmentative and Alternative Communication input on the communication of individuals with complex communication needs: A meta-analysis “Journal of Speech, Language, and Hearing Research” 2018).

È giusto tenere presente alcuni aspetti relativi a questa forma di comunicazione:

  • È indispensabile capire cosa desidera sinceramente il soggetto che utilizza oppure utilizzerà la CAA. Alcuni degli attuali dispositivi e sistemi che servono soprattutto a comunicare bisogni, risultano poco allettanti per gli adolescenti, anche se l’avvento della tecnologia pare stia riducendo lo stigma associato al loro utilizzo;
  • È opportuno scegliere il sistema di CAA per lo specifico caso; questo compito è molto complesso e richiede il coinvolgimento di più specialisti e quindi una rete ampia;
  • Affinché gli studenti imparino ad usare come sistema di comunicazione un dispositivo mobile, sarà necessario tempo, creatività, pazienza;
  • Insegnanti, caregiver, ed educatori che si occupano di studenti che impiegano la CAA ne devono conoscere il funzionamento;
  • Il sistema di CAA deve essere modificabile e adattabile ai cambiamenti dell’utilizzatore;
  • È fondamentale sviluppare sistemi di CAA che rispondano ai bisogni culturali  e linguistici di una popolazione umana sempre più eterogenea. L’uscita in voce di alcuni ausili è solo nelle principali lingue. Per le lingue meno conosciute ma altrettanto importanti, non sono ancora disponibili.

Assieme a tutti i vantaggi dell’utilizzo della CAA, sono arrivate numerose sfide, una molto significativa è certo quella di ricordare che gli studenti vanno aiutati ad apprendere sia il linguaggio sia l’arte di comunicare.

La CAA deve garantire loro la possibilità di comunicare in tutti i contesti, in modi diversi, con tutte le persone nei distinti ruoli.

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