Giornata dedicata, nella Chiesa Cattolica Apostolica Romana, alla commemorazione dei fedeli defunti. Le anime pezzentelle a Napoli

La Commemorazione dei defunti è una solennità particolarmente sentita in tutta la Chiesa Cattolica. Celebrata, ogni anno, il 2 novembre cadendo il giorno successivo alla ricorrenza di Tutti i Santi. In questa giornata sono ricordati tutti i fedeli defunti. Con una visita ai cimiteri, portando in dono lumini e fiori e sulle tombe dei propri cari.

Come nasce la Commemorazione di tutti i fedeli defunti?

Il nome latino originario di questa commemorazione è Anniversarium Omnium Animarum (Anniversario di Tutti i Defunti). La prima testimonianza scritta certa, risale al XIV Secolo e appare nell’Ordo Romanus

Secondo una consolidata tradizione, il rito sarebbe attribuibile a Sant’Odilone di Cluny, abate benedettino. Nel 998, infatti, la riforma portata avanti dall’Abbazia di Cluny stabiliva “che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1º novembre per celebrare i defunti, e il giorno dopo l’eucaristia sarebbe stata offerta pro requie omnium defunctorum”. 

Le anime pezzentelle a Napoli

A Napoli, in luoghi quali il Cimitero delle Fontanelle e la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, sono ricordate le cosiddette “anime pezzentelle”. Con questo termine, i napoletani si riferiscono alle anime senza alcun legame con il nostro mondo, spiriti che si ritrovano nel Purgatorio invocando il refrisco, l’alleviamento della pena subita. Si creano così i presupposti per una sorta di patto tra l’anima in Purgatorio e il napoletano: il primo aiuta il fedele a realizzare desideri quali vincere al Lotto o sposarsi, mentre il secondo recita diverse preghiere al giorno affinché l’anima possa passare il più velocemente possibile in Paradiso. Pezzentella deriva infatti dal verbo latino petere (chiedere per ottenere). Il 2 novembre, Napoli ricorda tutti i fedeli defunti, riallacciando il rapporto plurisecolare con le anime del Purgatorio.