Classi con 2 alunni: la scuola più piccola d’Italia

Classi con 2 alunni: la scuola più piccola d’Italia

Succede a Ceresole Reale, Piemonte, nel parco del Gran Paradiso, dove il numero ridotto della popolazione non impedisce alla scuola di esistere.

Storie di resistenza, storie di passione: nel piccolo paesino di Ceresole Reale (160 abitanti) la scuola conta solo 2 alunni.

La terza elementare di Ceresole Reale

Siamo in una classe terza elementare composta solo da Emanuele e Raffaele, due fratelli che non saltano nemmeno un giorno di scuola.

Noemi, di soli 22 anni, è la giovane maestra neolaureata che milita nell’istituto. Il rapporto che ha con i suoi ragazzi è quasi familiare;

l’entusiasmo e la dedizione con cui affrontano ogni sfida sono la vera carta vincente del gruppo.

Sono due bambini come tanti altri” afferma la maestra “hanno la loro vivacità, la loro allegria e i loro momenti di difficoltà”. Nonostante il numero ridotto, la dinamica della classe rimane flessibile e interattiva, con una particolare attenzione al lavoro di gruppo e al supporto individuale.

Formare persone e cittadini attivi

La scuola, sostenuta dai fondi regionali per le comunità montane, non è solo un luogo di apprendimento ma anche un centro di vita comunitaria.

I bambini partecipano attivamente alla vita del paese, dalla celebrazione delle festività locali all’aiuto nelle attività agricole.

L’integrazione tra scuola e comunità riflette una profonda radicazione nelle tradizioni locali e un forte senso di appartenenza.

Essere in 2: valore o disvalore?

Il fatto di essere solo in 2 consente una didattica decisamente più personalizzata e incentrata sui bisogni degli alunni.

Molto spesso infatti il problema di oggi è il sovraffollamento delle aule che porta a difficoltà nella gestione della classe e a trascurare forzatamente le necessità del singolo allievo:

“essere in due -continua la maestra – è vantaggioso, perché si perde meno tempo e si riesce a lavorare meglio.”

Un esempio da seguire

La scuola di Ceresole Reale si erge a baluardo dell’istruzione e della formazione; l’istituzione scolastica infatti deve gridare la sua presenza proprio nei territori dove le condizioni sembrano più sfavorevoli, pensiamo ad esempio alle periferie ad alta dispersione scolastica nelle grandi città.

È proprio nei contesti più difficili che bisogna portare l’istruzione e l’inclusione, offrendo ai giovani valori e strumenti che possano incidere attivamente sulla realtà.

Articolo a cura di Davide Bianco.

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