Assicurazione integrativa della scuola

Con questo ultimo articolo della Dott.ssa Anna Maria Stammitti completiamo l’indagine di approfondimento fatta sul tema delle assicurazioni scolastiche.

Infatti, nel precedente articolo si è parlato dell’Assicurazione obbligatoria a carico dell’INAIL, mentre in questo secondo intervento si approfondisce il tema dell’Assicurazione integrativa a carico delle famiglie degli alunni.

Gli alunni di ogni scuola e grado sono equiparati ai lavoratori dipendenti. Essi, pertanto, godono della copertura assicurativa INAIL obbligatoria contro gli infortuni, che viene erogata mediante la gestione diretta per conto dello Stato.

Tale copertura assicurativa obbligatoria fornita dallo Stato non copre però tutti i momenti in cui gli alunni si trovano nei locali della scuola. Gli alunni sono coperti soltanto quando partecipano alle attività effettuate nei laboratori e alle attività di educazione motoria, a condizione che la prognosi, in caso di infortunio, sia superiore a tre giorni. Quando si verificano le condizioni descritte, l’incidente diviene “infortunio sul lavoro” e si ha diritto alla copertura assicurativa INAIL.

In tutti gli altri casi non c’è la copertura assicurativa. In particolare, va evidenziato che non c’è mai la copertura RCT (Responsabilità Civile verso Terzi).

Se, ad esempio, un alunno cade e subisce dei danni fisici e si rompe gli occhiali durante la normale attività didattica, questo incidente non è coperto dall’assicurazione fornita dallo Stato. Tutte le spese sono pertanto a carico dei genitori.

Lo stesso vale se un alunno crea un danno  fisico ad un altro alunno o ai beni di un terzo: in questi casi le spese per il risarcimento dei danni causati sono interamente a carico dei genitori (Responsabilità Civile Terzi).

Inoltre, l’assicurazione obbligatoria INAIL non contempla la copertura dei rischi derivanti dalle attività di pre e post scuola, dagli incidenti in itinere lungo il tragitto casa-scuola, dalle iniziative realizzate all’esterno dell’edificio scolastico, come i viaggi d’istruzione, gli scambi culturali, le visite ai musei o la partecipazione a particolari eventi.

Di conseguenza, la scuola stipula una polizza integrativa con una assicurazione dopo aver svolto l’attività negoziale prevista per questo tipo di contratto. Gli alunni, i cui genitori non aderiscono alla polizza “integrativa” proposta in convenzione dalla scuola o che non dispongono di una propria polizza RCT e infortuni, in caso di incidente o infortunio, non possono avere risarcimenti nè copertura adeguata.

Per ovviare a quanto descritto, la scuola attua ogni anno la procedura prevista per la stipula o il rinnovo, alle migliori condizioni di mercato, del contratto di polizza assicurativa a favore degli alunni per la copertura dei rischi derivanti da Infortuni e Responsabilità Civile.

Nell’articolo della Dott.ssa Stammitti tutta la materia sopra descritta, in estrema sintesi, viene trattata con ampie spiegazioni ed esempi molto importanti per le Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Presentazione a cura della Dott.ssa Paola Perlini

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Articolo a cura della Dott.ssa Annamaria Stammitti

Assicurazione integrativa della scuola

Nella precedente trattazione relativa alla “assicurazione obbligatoria INAIL nelle Istituzioni scolastiche”, pubblicata su Scuola PSB Consulting in data 11.11.2022, è stato illustrato come e quando l’assicurazione stipulata con l’INAIL copra gli studenti da tutti gli infortuni che possono accadere all’interno della scuola durante l’attività scolastica, che si tratti di lezioni classiche, attività fisica oppure laboratori di ogni tipo, ed anche quando ricorrano determinate circostanze al di fuori dell’istituto scolastico.

É certo che la copertura offerta con la polizza obbligatoria INAIL non è molto ampia. Rimangono fuori dall’assicurazione tanti incidenti che possono avvenire tra studenti, le cui conseguenze potrebbero rivelarsi più gravi di una caduta in palestra.

Le assicurazioni integrative, invece, coprono dagli infortuni che si possono verificare in tutte le altre situazioni che non sono legate strettamente alla didattica. Ad esempio un litigio fra gli alunni, uno scivolone per le scale durante la ricreazione, un incidente che capita in mensa o mentre si va nel bagno.

Se, ad esempio, un alunno cade e subisce dei danni fisici o rompe gli occhiali durante la normale attività didattica, questo incidente non è coperto dall’ assicurazione fornita dallo Stato. Restano senza copertura anche le attività effettuate all’ esterno dell’edificio scolastico, come le visite guidate o i viaggi di istruzione o la partecipazione a particolari eventi.

In linea generale, la polizza assicurativa integrativa copre gli infortuni causati e subiti dall’alunno e la responsabilità civile per danni inferti a terzi. Si comprende, dunque, l’importanza rivestita da questa polizza per la più ampia gamma di copertura fornita, rispetto ad una serie di casi che non rientrano nell’assicurazione INAIL.

Per questa ragione le scuole stipulano una ulteriore assicurazione con compagnie private, per garantire una tutela che estenda la copertura dell’assicurazione in quei casi non previsti dalla legge. La scuola valuta le migliori condizioni offerte dalle varie compagnie assicurative e delibera per l’offerta economicamente più vantaggiosa, ma non può, autonomamente, non avendone i mezzi finanziari, farsi carico del relativo onere.

La stipula del contratto assicurativo integrativo deve essere deliberata in sede di Consiglio di istituto e le famiglie sono tenute alla partecipazione delle quote previste per ogni singolo studente. L’assicurazione integrativa viene stipulata per scuole di ogni ordine e grado, è su base annuale o pluriennale e può essere stipulata con qualunque compagnia privata offra il servizio.

La polizza assicurativa, dunque, è a carico del beneficiario, e deve essere pagata dai genitori degli alunni. Ovviamente, qualora accada un incidente non coperto dalla tutela dell’INAIL, l’alunno, che non abbia stipulato l’assicurazione integrativa, non potrà beneficiare di alcun rimborso.

Inoltre, per la partecipazione alle visite guidate e ai campi scuola, se la famiglia non intende aderire a questa Assicurazione, per consentire al proprio figlio di partecipare all’uscita, dovrà assumere la responsabilità per danni a terzi, ricorrendo a una propria polizza di cui tutti gli estremi dovranno essere preventivamente comunicati agli Uffici di Segreteria.

La copertura assicurativa integrativa non riguarda necessariamente soltanto gli alunni. Nell’ambito di tale copertura, infatti, possono volontariamente e discrezionalmente rientrare i docenti, il personale ATA e i genitori degli alunni, così come altre figure coinvolte nelle attività scolastiche.

A titolo esemplificativo si riportano alcune categorie di soggetti equiparati agli alunni iscritti all’Istituzione Scolastica:

  • tutti gli operatori dell’Istituto scolastico;
  • gli esperti esterni;
  • il personale in quiescenza che svolge attività all’interno dell’Istituto;
  • prestatori di lavori socialmente utili o lavori di pubblica utilità;
  • gli assistenti in lingua straniera in Italia;
  • il Responsabile della sicurezza;
  • il Presidente e i componenti della Commissione d’esame;
  • i Revisori dei Conti in missione presso l’Istituzione Scolastica;
  • i membri degli organi collegiali nello svolgimento delle loro funzioni;
  • gli uditori e gli alunni esterni;
  • gli alunni partecipanti al Progetto Orientamento;
  • gli accompagnatori designati durante i viaggi di istruzione, visite ed uscite didattiche in genere.

Ferma restando la possibilità per le Istituzioni Scolastiche di individuare, sulla base dei propri specifici fabbisogni, le coperture assicurative integrative più congeniali alle proprie necessità, si osserva che le principali polizze assicurative integrative più frequentemente stipulate dalle Istituzioni Scolastiche sono:

  • polizza infortuni, in base alla quale l’evento infortunio determina l’operatività della garanzia contenuta nella polizza scolastica, che si concretizza nel risarcimento delle spese mediche o nelle diarie in caso di invalidità temporanea ovvero di un indennizzo nei casi di morte o invalidità permanente;
  • polizza per responsabilità civile, che, ai sensi dell’art. 1917 del codice civile, garantisce il risarcimento per fatti colposi e per quelli causati per colpa grave con esclusione del dolo.

La polizza di Responsabilità Civile tutela l’Amministrazione Scolastica dal rischio di dover pagare, a titolo di risarcimento, i danni procurati involontariamente a terzi a causa di condotta colpevole.

Per quanto riguarda la polizza infortuni, il rischio assicurato, il quale dovrà essere compiutamente descritto nella polizza, di regola, copre gli eventi occorsi nell’ambito dell’attività scolastica, ma anche extrascolastica, parascolastica, ricreativa, culturale o sportiva, purché promossa o comunque deliberata dagli organi scolastici competenti o comunque ricompresa nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) deliberato dal Consiglio d’Istituto.

Nell’ambito della polizza per responsabilità civile, disciplinata dall’art. 1917 del codice civile, il soggetto assicurato coincide con il soggetto che ha arrecato un danno a terzi, mentre il terzo danneggiato rimane estraneo al rapporto che si instaura tra l’assicurato e l’assicuratore, secondo il principio generale di cui all’art. 1372 del codice civile.

L’assicurazione della responsabilità civile deve garantire il risarcimento per fatti colposi e per quelli causati per colpa grave, con esclusione del dolo. La garanzia di Responsabilità Civile per gli Istituti Scolastici deve prevedere che il Ministero sia considerato assicurato quanto legittimato passivo.

È onere esclusivo dell’Istituzione Scolastica quello di far valere l’efficacia della polizza in esame a seguito della richiesta giudiziale o stragiudiziale di risarcimento rivolta dal terzo.

La responsabilità oggetto di copertura assicurativa è solo quella civile, poiché la responsabilità penale, essendo strettamente personale, non può costituire oggetto di negozi giuridici.

I Servizi Assicurativi rientrano nell’ambito degli appalti pubblici di servizi di cui all’art. 3, comma 1, lett. ss), del D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50.

Per le Istituzioni Scolastiche trova applicazione anche la normativa speciale di settore, contenuta principalmente nel D.I. 28 agosto 2018, n. 129.

In relazione agli affidamenti dei Servizi Assicurativi assume particolare rilevanza quanto previsto dall’art. 43, comma 7, del Regolamento, il quale stabilisce che «[…] Nell’ambito della propria autonomia negoziale, le Istituzioni Scolastiche debbano rispettare le linee guida e gli schemi di atti di gara eventualmente contenuti in direttive che il Ministero dell’Istruzione elabora per le procedure di affidamento particolarmente complesse, quali quelle aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi assicurativi […]».

Riepilogando, quindi, oltre alle disposizioni del Codice, delle relative previsioni di attuazione e del Regolamento, trovano applicazione le disposizioni del codice civile, con le necessarie integrazioni mutuate dalle norme speciali poste dal Codice IVASS.

Per le Istituzioni Scolastiche, la scelta della polizza assicurativa più idonea risulta essere molto spesso un’attività complessa. Questo perché, non essendo esperti della tematica e soprattutto del mercato dei prodotti assicurativi, può accadere che l’Istituzione Scolastica possa acquisire un prodotto assicurativo non confacente alle proprie esigenze.

Le Istituzioni Scolastiche possono, a supporto ed assistenza alla loro procedura, acquisire servizi di intermediazione assicurativa, e dunque rivolgersi a figure specializzate (c.d. Società di Brokeraggio), con l’obiettivo di definire in modo adeguato le proprie esigenze assicurative e di essere supportate nella redazione dei documenti della procedura, finalizzata all’acquisizione dei Servizi Assicurativi.

Il quaderno n. 4 del MIUR dedica a tale tematica un apposito spazio, cui si fa riferimento per quanto dettagliato di seguito.

L’affidamento da parte delle Istituzioni Scolastiche di servizi di intermediazione trova la sua legittimazione nell’art. 14 del D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62, recante «Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».

«Nella conclusione di accordi e negozi e nella stipulazione di contratti per conto dell’amministrazione, nonché nella fase di esecuzione degli stessi, il dipendente non ricorre a mediazione di terzi, né corrisponde o promette ad alcuno utilità a titolo di intermediazione, né per facilitare o aver facilitato la conclusione o l’esecuzione del contratto. Il presente comma non si applica ai casi in cui l’amministrazione abbia deciso di ricorrere all’attività di intermediazione professionale».

Il brokeraggio assicurativo ha ottenuto un riconoscimento ufficiale nel nostro ordinamento dapprima con la legge del 20 novembre 1984, n. 792 (oggi non più vigente) e, successivamente, con il Codice delle Assicurazioni Private, che, all’art. 1, comma 1, lett. cc-quinquies), definisce come intermediario assicurativo «qualsiasi persona fisica o giuridica, diversa da un’impresa di assicurazione o riassicurazione o da un dipendente della stessa e diversa da un intermediario assicurativo a titolo accessorio, che avvii o svolga a titolo oneroso l’attività di distribuzione assicurativa».

Lo stesso Codice delle Assicurazioni, all’art. 106, definisce l’attività di distribuzione assicurativa e riassicurativa come quell’attività finalizzata a «[…] proporre contratti di assicurazione o compiere altri atti preparatori relativi alla loro conclusione, concludere tali contratti ovvero collaborare, segnatamente in caso di sinistri, alla loro  gestione ed esecuzione, inclusa la fornitura di informazioni relativamente ad uno o più contratti di assicurazione sulla base di criteri scelti dal cliente tramite un sito internet o altri mezzi e la predisposizione di una classifica di prodotti assicurativi, compreso il confronto tra prezzi e tra prodotti o lo sconto sul premio di un contratto di assicurazione, se il cliente è in grado di stipulare direttamente o indirettamente un contratto di assicurazione tramite un sito internet o altri mezzi […]».

La figura ed il ruolo del broker assicurativo è delineata anche dal Regolamento IVASS n. 40 del 2 agosto 2018, il quale, all’art. 2, comma 1, lett. ff), definisce i mediatori o broker come «gli intermediari che agiscono su incarico del cliente e che non hanno poteri di rappresentanza di imprese di assicurazione o di riassicurazione».

Bisogna dire che la figura del broker si distingue da quella dell’agente di assicurazione. Infatti l’agente è mandatario di una o più imprese di assicurazione, propone offerte assicurative senza contestualmente prestare consulenza; il broker, invece, riceve apposito incarico da parte dell’Istituzione Scolastica e svolge servizi di consulenza precontrattuale indipendente, coadiuvandola nella scelta di prodotti assicurativi, di idonee imprese di assicurazione e nella successiva gestione dei contratti.

Il broker, nell’esercizio della sua attività, deve agire non solo con diligenza, ma anche con la necessaria perizia, consistente nell’insieme di indispensabili nozioni e di capacità tecnico-professionali che è lecito attendersi da tale figura professionale: la Suprema Corte, a tal proposito ha evidenziato che «[…] Non v’è dubbio che la complessiva attività del broker è connotata pure da profili di intellettualità, richiedendosi in chi la esercita specifiche ed approfondite conoscenze di economia, tecnica e diritto delle assicurazioni […]» (cfr., Cass. Civ. Sez. III, 6 maggio 2003 n. 6874).

L’attività di brokeraggio o di intermediazione assicurativa si sostanzia in un’attività di consulenza professionale e precontrattuale indipendente, che è finalizzata all’individuazione, acquisto e gestione del prodotto allo scopo di fornire una copertura ad hoc, previa ricerca all’interno del mercato delle condizioni più idonee per il cliente, ed è subordinata soltanto all’iscrizione al registro degli intermediari presso l’IVASS.

In particolare, la Determinazione A.N.AC.  n. 3 del 13 del marzo 2013 ha sottolineato come «[…] In un periodo, quale quello attuale, caratterizzato da una crescente esposizione ai rischi delle amministrazioni pubbliche a fronte di limitate risorse economiche, l’attività del broker tende sempre più a non esaurirsi nella mera individuazione della controparte assicurativa, ma a qualificarsi alla stregua di una collaborazione di ampio respiro con l’amministrazione, tesa alla prevenzione ed alla gestione dei rischi. In questo senso, sembra opportuno che le stazioni appaltanti, nella ricerca del broker, valorizzino in modo adeguato le capacità tecniche di consulenza a scapito della pura intermediazione, considerato, peraltro, che la sua attività, diversamente da quanto avviene nel settore privato, non può spingersi alla ricerca della controparte assicurativa, rimessa dal Codice dei contratti in esclusiva alle stazioni appaltanti […]».

Per ciò che riguarda la procedura di affidamento dei servizi di brokeraggio, è necessario sottolineare che tale servizio rientra nelle regole dell’evidenza pubblica.

Nel senso dell’obbligo di affidamento del servizio attraverso procedura ad evidenza pubblica si è anche espressa con chiarezza l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato nella Segnalazione/Parere del 2009, dove si legge che “i servizi di brokeraggio assicurativo devono essere affidati mediante procedure ad evidenza pubblica nel rispetto delle normative, nazionali e comunitarie, che regolano la fornitura di servizi alla P.A.”.

La mancanza di evidenza pubblica nella selezione del broker non è conforme ai più elementari principi di trasparenza e pubblicità. L’infrazione potrebbe comportare una serie di conseguenze per l’Amministrazione scolastica appaltante. Sul piano giurisdizionale e amministrativo potrebbe portare all’annullamento e inefficacia del contratto. Sul piano della responsabilità contabile potrebbe configurarsi il reato penale di danno alla concorrenza.

Bisogna, in primo luogo, nella determina a contrarre, manifestare l’intenzione di ricorrere alla figura del broker e motivare analiticamente gli elementi che portano a ricorrere a tale figura. Nel disciplinare della procedura saranno poi specificate le prestazioni che dovranno essere rese dalla Società di brokeraggio, attraverso il broker.

Infine, dovrà essere indicata nel contratto di brokeraggio l’attività di consulenza da svolgere.

La pratica utilizzata da numerose stazioni appaltanti di accorpare l’affidamento del servizio di brokeraggio a quello assicurativo non risulta corretta; ciò sia perché simili accorpamenti risultano «[…] idonei a svilire il ruolo del broker (avendo la stazione appaltante già effettuato le scelte che invece dovrebbero essere fatte a seguito dell’attività precontrattuale svolta dallo stesso) […]», «[…] sia perché i due servizi (intermediazione e copertura assicurativa) appartengono a mercati distinti […]».

La clausola broker, malgrado produca effetti nei confronti di un terzo estraneo al contratto (il broker), non fa sorgere alcun vincolo contrattuale tra le imprese  ed il broker, dal momento che quest’ultimo non diviene parte, né in senso formale né in senso sostanziale, del contratto che intercorre tra l’Istituzione Scolastica e l’impresa assicuratrice, essendo egli semplice beneficiario della prestazione dovuta (cfr. T.A.R. Piemonte Torino Sez. II, Sent., 03 aprile 2012, n. 388; T.A.R. Lombardia Milano Sez. III, Sent., 05 maggio 2011, n. 1177).

L’attività di intermediazione del broker è retribuita con una commissione, inserita negli atti di procedura per la selezione del broker e dell’impresa di assicurazione, che deve specificare l’assenza di oneri per l’Amministrazione e per l’utenza, e che deve essere detratta in quota parte dalle provvigioni della compagnia aggiudicataria comunque spettanti alla propria agenzia.

Le Istituzioni Scolastiche, ai fini della selezione dell’operatore economico che risulterà aggiudicatario della procedura di affidamento dei servizi di brokeraggio, così come avviene per i Servizi Assicurativi, definiscono i requisiti di partecipazione nei documenti della procedura.

Per l’individuazione del broker, le Istituzioni Scolastiche, oltre ai requisiti di ordine generale e morale di cui all’art. 80 del Codice, specificano, ai sensi dell’art. 83 del Codice, i requisiti speciali di idoneità professionale e di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale che gli operatori devono possedere.

Per quanto riguarda i requisiti di idoneità professionale, ai fini della prestazione del servizio di brokeraggio, gli operatori economici dovranno essere iscritti nel Registro degli intermediari assicurativi e riassicurativi, sez. B) «mediatori di assicurazione o di riassicurazione, altresì denominati broker» (di cui all’art. 109, comma 2, lett. b) del Codice delle Assicurazioni e all’art. 4 del Regolamento n. 40 del 6 agosto 2018).

Le Istituzioni Scolastiche, nella determinazione dei requisiti speciali di idoneità professionale e di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale, devono tenere conto della natura del contratto e del valore dello stesso. In relazione ai requisiti di capacità economico-finanziaria, occorre tenere conto della necessità di non restringere la platea dei concorrenti.

Procedura per il contratto dei Servizi Assicurativi per studenti e personale della Scuola.

Le Istituzioni Scolastiche possono ricorrere al supporto di una Società di Brokeraggio, oppure possono procedere per proprio conto. L’importante è che la procedura di acquisizione dei servizi assicurativi sia ad evidenza pubblica.

Quindi, attraverso la determina a contrarre, viene dettagliata la tipologia di procedura che l’Istituzione scolastica decide di adottare, (che può essere negoziata, prevedendo l’invio di richiesta di offerta ad almeno cinque operatori del settore, oppure può essere negoziata ristretta, facendo precedere la procedura stessa da una richiesta di manifestazione di interesse, e inviando poi la richiesta di offerta agli operatori che avranno aderito alla manifestazione di interesse, oppure può essere espletata con la pubblicazione di un avviso pubblico aperto sul mercato e diretto a tutti gli operatori economici del settore in possesso dei requisiti richiesti, con invito a presentare offerta).

Al termine della procedura adottata ed espletata si procederà alla individuazione della Società Assicurativa, che sarà affidataria del servizio, nel rispetto di tutte le clausole elencate nel relativo disciplinare di procedura.

Possiamo affermare, in conclusione, che le scuole, tenendo conto dell’assicurazione obbligatoria Inail, che viene garantita dallo Stato per tutte le attività scolastiche rientranti nella apposita normativa, possono riflettere compiutamente ed in modo approfondito sulla stipula di un contratto integrativo  con l’agenzia assicurativa individuata, coerente ed in linea con le esigenze dell’istituzione scolastica e che contenga tutte le garanzie per la copertura ottimale degli infortuni e della responsabilità civile sia per gli studenti, sia per il personale scolastico che vorrà aderire.

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