Articolo del Dott. Leonardo Gesù e introduzione della DSGA Paola Perlini

L’assegno unico e universale per i figli a carico: uno strumento unico di sostegno alla famiglia e alla genitorialità

Con questo articolo il Dott. Leonardo Gesù tratta in modo chiaro ed esaustivo uno degli argomenti più innovativi dello scenario assistenziale riservato alle famiglie con figli a carico e cioè l’Assegno unico universale che dal 1° marzo 2022 sostituisce i vecchi assegni familiari.

É definito unico, poiché è finalizzato alla semplificazione e al contestuale potenziamento degli interventi diretti a sostenere la genitorialità e la natalità, e universale in quanto viene garantito in misura minima a tutte le famiglie con figli a carico, anche in assenza di ISEE o con ISEE superiore alla soglia di euro 40mila. 

L’Assegno unico e universale è dunque un sostegno economico alle famiglie e alla natalità attribuito per ogni figlio minorenne a carico e fino alla maggiore età e, al ricorrere di determinate condizioni, fino al compimento dei 21 anni di età.

L’Assegno unico è riconosciuto anche per ogni figlio a carico con disabilità senza limiti di età.

L’articolo tratta tutti gli scenari di questa importante riforma:

  • La natura e il meccanismo di determinazione dell’AUU;
  • I soggetti beneficiari e i requisiti soggettivi del richiedente;
  • Le modalità di presentazione della domanda per la richiesta dell’AUU che deve essere presentata di norma, annualmente, a decorrere dal 1° gennaio di ciascun anno;
  • La misura economica dell’AUU con i valori minimi, massimi e le maggiorazioni.

L’abrogazione, a partire da marzo 2022, di altre misure di sostegno alla natalità precedentemente vigenti.

In poche pagine quindi la spiegazione, che molti chiedevano, di un argomento nuovo e sicuramente complesso. 

Premessa

Il complesso e articolato scenario del diritto italiano riguardante la sicurezza sociale ha registrato un recente intervento normativo di sostegno alla genitorialità e alle famiglie con figli a carico.

In attuazione delle Legge delega, di iniziativa parlamentare, n.46 del 1° Aprile 2021 (c.d. Family Act), è stato emanato il D.Lgs. n.230 del 21/12/2021, che introduce una nuova disciplina normativa con nuove misure a sostegno dei figli a carico in sostituzione di quelle finora vigenti.

Gli elementi significativi contenuti nella legge delega, attuati con il D.Lgs. 230/2021, si riferiscono, in particolare:

  1. al riconoscimento di un beneficio per tutti i figli a carico su base universalistica, indipendentemente sia dalla condizione lavorativa dei genitori (dipendenti, autonomi, inoccupati), sia dalla situazione reddituale;
  2. alla modulazione degli importi del beneficio sulla base della condizione economica del nucleo familiare, come individuata attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) o sue componenti, garantendo criteri di progressività nell’erogazione del beneficio;
  3. alla sostituzione di una pluralità di strumenti in essere con uno strumento unico.     

Il nuovo beneficio economico, rappresentato dall’Assegno Unico e Universale per i figli a carico (AUU), è entrato in vigore dal 1° marzo 2022. 

L’Assegno unico e universale è dunque un sostegno economico alle famiglie e alla natalità attribuito per ogni figlio minorenne a carico e fino alla maggiore età e, al ricorrere di determinate condizioni, fino al compimento dei 21 anni di età.

L’Assegno unico è riconosciuto anche per ogni figlio a carico con disabilità senza limiti di età.

La natura e il meccanismo di determinazione dell’AUU

Nello scenario di riforma  del 2022, il  sistema di welfare del nostro ordinamento,  con l’introduzione dell’AUU segna il passaggio dalla socialità di tipo selettivo o assistenziale, in cui il trasferimento è concesso solo a chi ha un reddito o patrimonio (individuale o familiare) inferiore a una certa soglia, al  nuovo schema  di welfare di tipo universalistico, nel quale per accedere al beneficio conta, come nel caso dell’AUU, sia la condizione economica del nucleo familiare sulla base dell’ISEE valido alla data di presentazione della domanda, che in relazione all’età e al numero dei figli, nonché di eventuali situazioni di disabilità dei figli.  

Rispetto agli schemi di socialità selettiva, il modello universalistico si caratterizza per la semplificazione amministrativa e di gestione nettamente inferiore rispetto al passato, limitando l’insorgere dei costi di gestione di procedure complesse e di controllo dei requisiti di accesso.

L’importo spettante a ciascun nucleo familiare è il prodotto di due indicatori della condizione di bisogno:

  1.  il numero dei componenti del nucleo familiare, che incide sulla misura del beneficio economico in funzione crescente;
  2. il reddito complessivo del nucleo stesso, che incide in funzione decrescente. Il superamento della soglia reddituale prevista dal D.Lgs. 230/2021, variabile in ragione del numero dei componenti, non determina il riconoscimento del diritto.

I soggetti beneficiari e i requisiti soggettivi del richiedente

Il beneficio economico è corrisposto mensilmente dall’INPS, previa presentazione della specifica istanza, ai soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale, in relazione alla seguente composizione di ciascun nucleo familiare:

a) per ogni figlio minorenne a carico; 

b) per i nascituri a decorrere dal settimo mese di gravidanza; 

c) per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, qualora sia accertata la presenza di una delle   seguenti condizioni che devono essere sussistenti al momento della domanda e per tutta la durata del beneficio, relative alla frequenza e all’iscrizione (Cfr. Circ. INPS n.23 del 09/02/2022):

  • alla scuola (sia pubblica che privata) di durata quinquennale (licei, istituti tecnici, istituti professionali), finalizzata al conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore;
  • a un percorso di Formazione Professionale Regionale (Centri di Formazione Professionale), a cui si accede dopo la scuola media e che normalmente ha una durata di 3 o 4 anni finalizzata a ottenere una Qualifica professionale ovvero, dopo il quarto anno, il Diploma professionale di tecnico (di cui al Capo III del D.lgs 17 ottobre 2005, n. 226);
  • a percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblici che privati, a cui normalmente si accede se in possesso di diploma di scuola superiore, aventi durata annuale e con cui si consegue una specializzazione professionale di 4° livello EQF (cfr. il D.P.C.M. 25 gennaio 2008);
  • a Istituti Tecnici Superiori (ITS), di durata biennale o triennale, cui normalmente si accede con il diploma di scuola secondaria, conseguendo al termine del percorso una qualifica di “Tecnico superiore” di 5º livello EQF (cfr. il D.P.C.M. 25 gennaio 2008);
  • a un corso di laurea riconosciuto dall’ordinamento (decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270). Ulteriori requisiti sono rappresentati dalla registrazione come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego o lo svolgimento del servizio civile universale;

d) per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

Per ciò che riguarda il punto sub. b) si precisa che, al fine di assicurare la piena conoscibilità del beneficio, al momento della registrazione della nascita del figlio, l’ufficiale dello stato civile informa i genitori sull’assegno. 

Il beneficio economico in parola è riconosciuto a condizione che al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio il richiedente sia in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno, vale a dire per i casi in cui il richiedente:

a) sia cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero sia cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o sia titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o sia titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi;

b) sia soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;

c) sia residente e domiciliato in Italia;

d) sia o sia stato residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero sia titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Le modalità di presentazione della domanda per la richiesta dell’AUU

La domanda per il riconoscimento dell’AUU è presentata di norma, annualmente, a decorrere dal 1° gennaio di ciascun anno ed è riferita al periodo compreso tra il mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda e quello di febbraio dell’anno successivo.

Le ipotesi di presentazione in data successiva a quella ordinariamente prevista sono regolate con le seguenti scadenze:

Termine di presentazione della domanda Corresponsione dell’AUU e pagamento
Gennaio e Febbraio dal 15 al 21 Marzo 
dal 1° Gennaio al 30 Giugno a partire dal mese di Marzo 2022 comprensivo di tutti gli arretrati
dopo il 30 Giugno dal mese successivo a quello di presentazione e senza arretrati
Nuove nascite in corso di fruizione dell’assegno Entro centoventi giorni dalla nascita del nuovo figlio, con riconoscimento dell’assegno a decorrere dal settimo mese di gravidanza.
Ferma restando la decorrenza, l’INPS provvede al riconoscimento dell’assegno entro sessanta giorni dalla domanda.

La domanda può essere presentata:

  • accedendo dal sito INPS al servizio “Assegno unico e universale per i figli a carico” con SPID almeno di livello 2, Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico);
  • tramite enti di patronato, attraverso i servizi telematici offerti gratuitamente dagli stessi.

La domanda richiede soltanto l’autocertificazione di alcune informazioni di base quali:

  1. composizione del nucleo famigliare e numero di figli;
  2. luogo di residenza dei membri del nucleo famigliare;
  3. IBAN di uno o di entrambi i genitori

La domanda può essere o meno accompagnata da ISEE aggiornato: la presentazione dell’ISEE è necessaria per ottenere un assegno pieno commisurato alla situazione economica della famiglia.

La domanda di AUU può essere presentata anche in assenza di  dichiarazione ISEE; in tale situazione l’INPS determinerà il beneficio sulla base dei dati relativi alla composizione del nucleo familiare auto dichiarati nel modello di domanda.

L’INPS eroga l’assegno unico:

  1. al richiedente 
  2. ovvero, a richiesta, anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. 
  3. in caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. 
  4. Nel caso di nomina di un tutore o di affidatario ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato ovvero del minore in affido familiare.
  5. ai figli maggiorenni (ex art.2 comma 1 del D.Lgs. 230/2021) possono presentare la domanda di cui al comma 1 in sostituzione dei genitori secondo le modalità di cui al presente articolo e richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante.

L’erogazione del beneficio avviene mediante conto corrente bancario o postale, bonifico domiciliato presso sportello postale, libretto postale, Conto corrente estero area SEPA, Carta prepagata con Iban. Questi conti devono essere intestati al richiedente o all’altro genitore (se viene scelta la ripartizione dell’importo), fatto salvo quanto previsto in caso di nuclei familiari percettori di Reddito di cittadinanza. In tal caso, l’assegno unico verrà riconosciuto d’ufficio successivamente, su carta RDC.

Con riguardo all’assegno relativo ai mesi di gennaio e febbraio di ogni anno, si fa riferimento all’ISEE in corso di validità a dicembre dell’anno precedente.

La misura economica dell’AUU

L’importo dell’assegno unico e universale può avere un valore massimo pari a 175 euro al mese per ciascun figlio minorenne, per i nuclei familiari con un ISEE inferiore o pari a 15.000 euro.

L’importo dell’assegno si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore di 50 euro al mese, per i nuclei familiari con un ISEE fino a 40.000 euro. 

Quindi, gli importi mensili dell’assegno unico per i figli minorenni variano da un massimo di 175 euro fino ad un minimo di 50 euro.

Per i figli maggiorenni l’importo dell’assegno è ugualmente proporzionato all’ISEE del nucleo familiare, ed è riconosciuto per i figli maggiorenni da 18 a 21 anni con un importo massimo di 85 euro fino ad un valore minimo di 25 euro al mese.

Ai nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000 euro, spetta per ogni figlio minore un assegno base di 175 euro. Questo valore decresce al crescere dell’ISEE, fino a stabilizzarsi a 50 euro mensili a figlio per ISEE pari o superiori a 40.000 euro.

A questa base si sommano varie maggiorazioni per: 

  1. ogni figlio successivo al secondo; 
  2. famiglie numerose; 
  3. figli con disabilità; 
  4. madri di età inferiore ai 21 anni; 
  5. nuclei familiari con due percettori di reddito. Una maggiorazione temporanea è, inoltre, prevista per i nuclei famigliari con ISEE inferiore a 25.000 euro.

Gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati nelle ipotesi di nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo), madri di età inferiore a 21 anni, nuclei con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro, figli affetti da disabilità.

Esempi di importi AUU (Fonte: MEF)

Importi mensili dell'AUU e maggiorazioni
(*) In mancanza di allegazione di ISEE l’importo minimo spettante per ciascun figlio è quello dell’ultima riga della tabella esemplificativa con dicitura “da 40 mila euro”

Per determinare quale somma è possibile ottenere grazie all’Assegno Unico e Universale riconosciuto alle famiglie è possibile far riferimento al simulatore online sul sito ufficiale INPS, utilizzabile senza alcuna autenticazione

In aggiunta agli importi sopra indicati sono previste le maggiorazioni per i casi sotto indicati:

  • Maggiorazione all’importo base per ciascun figlio successivo al secondo per un importo massimo di 85 euro con ISEE pari o inferiore a 15.000 euro, che si riduce gradualmente all’aumentare dell’ISEE, fino alla somma di 15 euro mensili per coloro che hanno un ISEE pari o superiore a 40.000 euro.
  • Maggiorazione all’importo base per ciascun figlio con disabilità. In particolare:
    1. Per il figlio disabile non autosufficiente, maggiorazione di 105 euro
    2. Per il figlio affetto da disabilità grave, maggiorazione di 95 euro
    3. Per il figlio con disabilità media, maggiorazione di 85 euro
  • Maggiorazione previste per le madri under 21 di 20 euro per ogni figlio a carico.

La soppressione dell’Assegno per il nucleo familiare e di altre prestazioni sociali

L’entrata in vigore dell’Assegno unico e universale ha determinato, a decorrere dal mese di marzo 2022, l’abrogazione delle seguenti misure di sostegno alla natalità:

  • il premio alla nascita o all’adozione (Bonus mamma domani);
  • l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • gli assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili;
  • l’assegno di natalità (cd. Bonus bebè);
  • le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

Inoltre, l’AUU:

  • non assorbe né limita gli importi del bonus asilo nido;
  • è compatibile con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali;
  • è compatibile con il Reddito di Cittadinanza;
  • non elimina le detrazioni e l’assegno per il coniuge a carico e le detrazioni per gli altri familiari ivi inclusi i figli maggiori di 21 anni ancora a carico;
  • riguarda tutte le categorie di lavoratori dipendenti (sia pubblici che privati), lavoratori autonomi, pensionati, disoccupati, inoccupati;
  • non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF.

Box normativo

Legge delega n.46 del 01/04/2021
D.lgs. 230 del 21/12/2021
Messaggio INPS n.4748 del 21/12/2021
Circ. NoiPA n.125 del 13/12/2021
Circ. NoiPA n. 130 del 30/12/2021
Circ. INPS n.23 del 09/02/2022
Circ. INPS n.34 del 28/02/2022

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.