AIDA Scuole dice NO al CCNL 19/21: pronti i ricorsi pilota

Articolo della Dott.ssa Agata Scarafilo

È già tutto pronto per impugnare il nuovo CCNL 19-21 (Comparto Istruzione e Ricerca), sottoscritto lo scorso 18 gennaio 2024. Impugnazione, con ricorsi pilota presso più Tribunali italiani, che vedrà protagonista l’AIDA-Scuole, associazione presieduta dall’avv. Maria Grazia Spina, al fine di tutelare, attraverso studiata strategia processuale, la categoria dei Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA). Un ruolo monocratico del mondo della Scuola che è stato fortemente penalizzato dalla revisione giuridica dei profili del personale ATA e dal mancato rispetto dell’atto di indirizzo della Presidenza del Consiglio dei Ministri dove, proprio in relazione all’attuale rinnovo contrattuale, all’art. 3.5 al terzo paragrafo veniva evidenziato che: “Nell’ottica del rafforzamento dell’organizzazione e delle capacità amministrative delle istituzioni scolastiche, la rivisitazione dell’ordinamento professionale dedicherà particolare attenzione alla valorizzazione del personale DSGA”.

Una valorizzazione che, stando ai motivi del contendere, non solo non è stata attuata, ma ha addirittura dequalificato i DSGA, sia sotto il profilo sostanziale che formale, per effetto della revisione dell’ordinamento professionale del personale ATA (Titolo IV – Capo I, artt. da 49 a 60). Revisione che entrerà in vigore il prossimo 1° maggio ponendo in essere un’evidente regressione dello stato giuridico dei DSGA, che saranno destinatari di un incarico triennale (con la sola salvaguardia di chi è già di ruolo), oltre che di un depauperamento della declaratoria del profilo professionale (art. 55 e allegato A) con l’inquadramento in un’unica area dei Funzionari ed Elevate Qualificazioni.

L’AIDA-Scuole (organizzazione sindacale dei Direttori SGA) afferma in una nota che: “Questo contratto rappresenta non solo una battuta d’arresto nel percorso di riqualificazione della figura e del ruolo dei Direttori, avviato da anni, ma concretizza, addirittura, uno svilimento e una mortificazione della loro professionalità”.

Viene confermato, infatti, nel nuovo ordinamento del personale ATA, il modello delle funzioni locali, ma con delle varianti assolutamente distorsive e soprattutto con disparità all’interno dello stesso Comparto Istruzione e Ricerca.

Nei fatti, si è attuato non solo un declassamento dell’attuale profilo del DSGA, ma con la pretesa di maggiori responsabilità in funzione di un’autonomia che i DSGA dovranno esercitare sovrintendendo al processo decisionale ed attuativo ed avendo cura dell’organizzazione scolastica. Ossia adempimenti tipicamente richiesti ai Dirigente della Pubblica Amministrazione e non già a dei semplici funzionari.

Se lo Stato – si legge nella nota di AIDA – esige dai Direttori uno standard qualitativo elevatissimo e rigidissime selezioni per il reclutamento, con verifica del possesso di tutte competenze che l’art 25, d. lvo 165/2001 pone in capo ai Dirigenti scolastici, non si comprende allora per quale ragione debba poi inquadrarli nel ruolo di direttori e non di dirigenti amministrativi, senza consentire loro, ad esempio, di partecipare al concorso per il reclutamento dei DS”.

In tale ottica, nelle scorse settimane, AIDA ha notificato anche i ricorsi per impugnare il bando di concorso per il reclutamento dei Dirigenti Scolastici.

Ma le iniziative di AIDA e dei suoi soci non si fermeranno qui. Infatti, nel ricercare risposte (questa volta nella giustizia), l’impugnazione del nuovo CCNL 19/21, che sarà aperta anche ai non soci che vorranno passare dalle parole ai fatti, rappresenta un atto dovuto e richiesto a gran voce dai Direttori.

Intanto, già lunedì tutti i DSGA del territorio nazionale troveranno nella posta della loro scuola una nota dell’AIDA a cui farà seguito, nei prossimi giorni, un ulteriore aggiornamento con più dettagliate informazioni sulle modalità e sulle strategie dei ricorsi ai giudici del lavoro.

È il momento di puntare i piedi –afferma la presidente Maria Grazia Spina- e di accendere la luce su questi professionisti la cui stessa esistenza è incomprensibilmente sconosciuta ai più, perché sottaciuta e volutamente lasciata in ombra”.

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